Venezuela, liberati Alberto Trentini e Mario Burlò: aereo in volo per riportarli in Italia

Si trovano nell’ambasciata italiana a Caracas

Da Caracas a Palazzo Chigi, passando per la Farnesina: Alberto Trentini e Mario Burlò sono liberi e la notizia ha fatto rapidamente il giro, mettendo fine a una vicenda seguita a lungo dal governo italiano e dalle famiglie dei due connazionali.

«Alberto Trentini e Mario Burlò sono liberi e sono nella sede dell’ambasciata d’Italia a Caracas». L’annuncio è arrivato in mattinata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha comunicato l’esito della vicenda con un post pubblicato sul suo account X. «Lo ho appena comunicato al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha sempre seguito la vicenda in prima persona», ha scritto il titolare della Farnesina. «Ho parlato con i nostri due connazionali, che sono in buone condizioni. Presto rientreranno in Italia. Spero che siano già tra oggi o massimo domani in Italia». «La loro liberazione è un forte segnale da parte della presidente ad interim Delcy Rodriguez che il governo italiano apprezza molto» ha aggiunto.

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Meloni: «Un aereo è già partito da Roma»

Poco dopo è arrivata la dichiarazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. «Accolgo con gioia e soddisfazione la liberazione dei connazionali Alberto Trentini e Mario Burlò, che si trovano ora in sicurezza presso l’Ambasciata d’Italia a Caracas. Ho parlato con loro, e un aereo è già partito da Roma per riportarli a casa».

La premier ha poi aggiunto: «Desidero esprimere, a nome del Governo italiano, un sentito ringraziamento alle Autorità di Caracas, a partire dal presidente Rodriguez, per la costruttiva collaborazione dimostrata in questi ultimi giorni e a tutte le istituzioni e alle persone che, in Italia, hanno operato con impegno e discrezione per il raggiungimento di questo importante risultato».

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La famiglia di Trentini: «Una notizia che aspettavamo da 423 giorni»

Alla notizia della liberazione è seguita la reazione della famiglia di Alberto Trentini, che ha diffuso una dichiarazione tramite l’avvocata Alessandra Ballerini. «Questa è la notizia che aspettavamo da 423 giorni! Ringraziamo tutti quelli che hanno reso possibile, anche lavorando nell’invisibilità, la sua liberazione». I familiari hanno poi aggiunto: «Tutti questi mesi di prigionia hanno lasciato in Alberto e in noi che lo amiamo ferite difficilmente guaribili, adesso avremo bisogno di tempo da trascorrere in intimità per riprenderci».

Nel messaggio è arrivato anche un appello alla riservatezza: «Ringraziamo tutti per esserci stati vicini, ma vi chiediamo di rispettare il nostro silenzio e la nostra riservatezza. Ci sarà tempo per trovare le parole giuste per raccontare fatti e accertare responsabilità. Oggi vogliamo solo pace. Grazie!».

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