Garlasco, l’inchiesta su Sempio si allunga: disposta consulenza psichiatrica sull’indagato

La difesa contesta tempi e scelta dell’accertamento

La chiusura dell’indagine su Andrea Sempio si allontana: la Procura di Pavia vuole approfondire sia le consulenze della difesa sia il profilo psichiatrico dell’indagato. Il fascicolo sull’omicidio di Chiara Poggi resta quindi aperto e la decisione finale dei pm potrebbe arrivare solo dopo l’estate.

Il nuovo passaggio riguarda il 38enne accusato di avere ucciso la giovane di Garlasco. L’inchiesta, nell’impostazione della Procura, mette in discussione la posizione di Alberto Stasi, unico condannato in via definitiva per il delitto. Stasi, che ha scontato una condanna a 16 anni di reclusione pronunciata 11 anni fa, punta ora alla revisione del processo davanti alla Corte d’Appello di Brescia.

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La consulenza psichiatrica su Sempio

La novità principale è la nomina del professor Roberto Catanesi, medico psichiatra, come consulente tecnico. Dovrà valutare se vi siano «condizioni patologiche idonee a incidere sulla capacità di intendere e di volere» di Sempio.

L’accertamento non si limiterà al profilo generale dell’indagato. I quesiti, che saranno formulati nei prossimi giorni, riguarderanno la capacità «di intendere e di volere, con riferimento ai fatti per cui si procede e al momento della loro realizzazione», l’eventuale presenza «di disturbi o alterazioni di significativa rilevanza», il possibile impatto sul giudizio di imputabilità, il rapporto con i fatti contestati e l’eventuale «configurabilità di una condizione di pericolosità sociale».

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Per svolgere l’incarico, al consulente sarà consegnato il compendio documentale relativo a Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi. Non si tratta, al momento, di una perizia chiesta a un giudice, ma di un accertamento di parte dell’accusa fondato sugli atti disponibili, come già avvenuto per il lavoro del Racis dei carabinieri, che aveva esaminato anche i diari.

Le mosse dopo le consulenze della difesa

La decisione della Procura arriva dopo il deposito di cinque consulenze tecniche e di una memoria da parte dei legali di Sempio, Liborio Cataliotti e Angela Taccia. Gli elaborati sono stati presentati dopo la notifica della chiusura dell’inchiesta, avvenuta il 7 maggio, e puntano a contestare alcuni punti centrali dell’impianto accusatorio.

Tra i temi al centro dello scontro tecnico ci sono la traccia palmare 33 e l’impronta della scarpa. Proprio per rispondere alle conclusioni della difesa, i consulenti già nominati dal Pubblico Ministero dovranno effettuare verifiche mirate sulla fondatezza delle tesi alternative, valutandone anche rigore e affidabilità scientifica.

Il procuratore Fabio Napoleone ha spiegato che i termini delle indagini preliminari sono ancora pendenti e scadranno il 28 settembre 2026. Da qui la scelta di procedere con ulteriori accertamenti prima di arrivare, salvo sviluppi imprevisti, a una eventuale richiesta di rinvio a giudizio per Sempio.

Il nodo dei tempi

La difesa ha accolto la mossa con forte perplessità. I legali si sono detti «stupiti dalla tempistica», sostenendo che si aspettavano «un confronto sui dati oggettivi per trovare il reale assassino» e non la ricerca di un «assassino ideale».

Cataliotti, intervenuto a «Dentro la notizia», ha interpretato la consulenza come un segnale di difficoltà dell’accusa. Secondo il legale, il fatto che la Procura scelga questo approfondimento «in questo momento» farebbe pensare che non si senta «così forte delle risultanze istruttorie», cioè delle prove raccolte. Da qui la sua lettura: costruire «un ritratto della personalità del soggetto» per rendere «quantomeno verosimile» ciò che, a suo avviso, non sarebbe stato dimostrato. «Io la leggo come un segno di debolezza», ha concluso.

Resta poi un punto pratico: la difesa valuterà se e quando far sottoporre Sempio agli accertamenti, perché la partecipazione non può essergli «imposta». Per Napoleone, invece, le «determinazioni assunte» servono a garantire «una ricostruzione quanto più completa, oggettiva e scientificamente fondata della vicenda».

Il risultato immediato è l’allungamento dei tempi. L’indagine integrativa su Sempio continuerà, mentre sullo sfondo si apre lo spazio per la revisione del processo che Alberto Stasi è pronto a chiedere a Brescia.

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