La premier a Washington, Meloni incontra Trump: rafforzare il dialogo transatlantico

A pranzo con Trump alle 18, poi il bilaterale

Giorgia Meloni si è preparata ad affrontare una settimana decisiva per il posizionamento internazionale dell’Italia. Oggi, la presidente del Consiglio incontra alla Casa Bianca il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in un bilaterale che assume un valore strategico cruciale non solo per i rapporti tra Italia e Stati Uniti, ma anche per gli equilibri dell’intero scacchiere europeo.

Il governo italiano si presenta a questo vertice con una linea chiara, coerente e fondata sul buon senso. Come ha sottolineato il vicepremier Matteo Salvini, Meloni non intende farsi trascinare dagli «ultrà del bazooka di Parigi e Bruxelles», che evocano controdazi e guerre commerciali, ma ribadisce il ruolo dell’Italia come ponte tra Europa e Stati Uniti, con spirito costruttivo e orientato al dialogo.

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Non è un caso che, in un contesto internazionale segnato da profonde incertezze, sia proprio l’Italia ad essere oggi considerata un interlocutore privilegiato a Washington. A differenza di altri alleati europei in evidente affanno, sia sul piano interno che nei rapporti transatlantici, il governo Meloni gode di una credibilità crescente agli occhi della Casa Bianca. E questo non per effetto di equilibri tattici, ma per la coerenza dimostrata in questi anni sul piano internazionale, per la solidità della leadership e per l’approccio pragmatico ai grandi dossier globali.

Obiettivo: un nuovo mercato euro-americano

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiarito che l’obiettivo della missione è ambizioso: puntare a una riduzione dei dazi e avviare le basi per un grande mercato euro-americano di libero scambio. «Non è un viaggio per giocare una partita solo italiana – ha detto – ma per rafforzare i rapporti con gli Stati Uniti e contribuire a una strategia comune».

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Anche sul fronte della difesa, l’Italia mostra di voler fare la sua parte con serietà. «Siamo pronti ad arrivare al 2% del Pil per la spesa militare», ha annunciato Tajani, ribadendo l’impegno del nostro Paese a rafforzare il pilastro europeo della NATO. E Matteo Salvini ha aggiunto: «Sì alla sicurezza nella NATO, no al debito europeo per improbabili eserciti europei». Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha parlato di un negoziato «non semplice», ma ha anche riconosciuto come oggi molti partner europei guardino proprio all’Italia come a un punto di riferimento nel rapporto con l’amministrazione americana.

In un momento in cui le regole del gioco internazionale stanno cambiando, il governo Meloni dimostra lucidità, capacità di visione e – soprattutto – indipendenza. Non si fa tirare la giacchetta da nessuno, né da Parigi né da Berlino. Non si lascia dettare l’agenda da altri, ma guida con autorevolezza una linea italiana che coincide con gli interessi del nostro Paese e, al tempo stesso, con quelli di un’Europa che voglia contare davvero.

Giorgia Meloni, in questo senso, non solo farà gli interessi dell’Italia, ma saprà difendere anche una visione europea più realistica, meno ideologica e più vicina alla sensibilità delle sue nazioni fondatrici. E lo fa da protagonista, con la credibilità che oggi – piaccia o no – solo il governo italiano può vantare in entrambe le sponde dell’Atlantico.

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