Confesercenti Campania, Schiavo: «La nostra regione terza in Italia per turisti, si punta al primato»

Il presidente: «700mila i lavoratori impegnati nel settore turistico»

Si è tenuta questa mattina l’inaugurazione della «Borsa Internazionale del Turismo» a Milano. Oggi e domani le due giornate dedicate alla «Campania alla BIT» per analizzare i temi turistici dedicati alla nostra regione.

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Alle 10.30 si è tenuta la conferenza di apertura sul tema: «Il turismo in Campania: progetti, opportunità,prospettive» al quale ha partecipato, in qualità di relatore, anche Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania e vicepresidente Nazionale con delega al Mezzogiorno. All’incontro, concluso dal Governatore Vincenzo De Luca, hanno partecipato, tra gli altri, pure Felice Casucci (Assessore Turismo Regione Campania), Andrea Prete Presidente Unioncamere e Camera di Commercio Salerno) e Costanzo Iaccarino (Presidente Federalberghi Campania).

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Apprezzato dai presenti l’intervento di Schiavo: «La Campania oggi è la terza regione in Italia per numero di visitatori, oltre 21 milioni in un anno. Ritengo che la nostra abbia i numeri per diventare, nel giro di qualche stagione, la regione più visitata e apprezzata del Bel Paese. Il mio ottimismo si basa su vari fattori e alcuni dati oggettivi come quello che riguarda l’Unesco: dei 59 siti italiani riconosciuti «patrimonio dell’umanità» dall’Unesco, infatti, il 21% si trovano in Campania: il centro storico di Napoli, la Reggia di Caserta, l’acquedotto Carolino di San Leucio, la costiera amalfitana, il parco del Cilento, Paestum, la certosa di Padula, il vallo di Diano, Santa Sofia a Benevento, gli scavi di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata. Le bellezze della nostra regione vengono riconosciute e apprezzate a livello globale».

L’indotto

Non solo, perché il presidente di Confesercenti Campania sottolinea anche l’aspetto finanziario… «Il flusso turistico in Campania scatena un giro d’affari da oltre 6 miliardi di euro l’anno per indotto diretto e quasi 4 miliardi per indotto indiretto. In totale – spiega Vincenzo Schiavo – 10 miliardi di euro. La differenza con altre regioni italiane, come la Lombardia, che può vantare numeri più alti della Campania, la fanno le fiere. Oltre 150 all’anno quelle organizzate in Lombardia che in un anno fanno arrivare a Milano circa 20 milioni di visitatori».

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«Lo stesso dicasi per l’Emilia-Romagna, dove si tengono circa 70 fiere all’anno che coinvolgono circa 15 milioni di persone. In Campania le fiere realmente attrattive, a livello internazionale, sono 10 all’anno. La Campania, dunque, ha un potenziale enorme in questo settore, ancora inesplorato, per far crescere il numero di visitatori e conseguentemente il fatturato di tutte le parti coinvolte».

Le città campane

Nel suo intervento Vincenzo Schiavo ha anche fatto riferimento alle singole città della nostra regione e ad altri numeri utili per l’analisi generale. «Le città campane maggiormente attrattive per i turisti – ha spiegato il presidente – si confermano Napoli e Pompei con oltre 4 milioni di visitatori all’anno. L’aeroporto di Capodichino, scalo piccolo e cittadino, si conferma un’eccellenza chiamata a gestire un flusso di oltre 12 milioni di viaggiatori all’anno a cui l’aeroporto Salerno-Costa d’Amalfi darà una importante mano. Non dimenticando l’eccellente lavoro svolto dall’assessore Felice Casucci e dai dirigenti dell’assessorato».

Infine il riferimento all’importante ricaduta che il turismo ha sulla forza lavoro. «L’indotto del turismo in Campania è fondamentale. Circa 700mila lavoratori sono impegnati in Campania nel settore alberghiero nei circa 2.000 alberghi, 38mila ristoranti e 11mila bed&breakfast. La Campania è una regione che può legittimamente ambire a diventare la più visitata in Italia nei prossimi anni».

«Oggi è capofila nel Mezzogiorno, ma se noi lavoriamo sul mondo delle fiere, sul settore del turismo religioso, sui giovani e gli studenti in particolare, credo che -ha concluso Schiavo – la Campania nel giro di qualche anno possa guardare le altre regioni d’Italia dall’alto in basso, riuscendo così a moltiplicare le opportunità di occupazione grazie anche a un tessuto imprenditoriale all’altezza della domanda turistica che arriva da ogni parte del mondo»

 

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