Eav, Forza Italia inchioda De Gregorio: «Contratto nullo dall’origine»

Gli azzurri: «Rischio danno erariale per la Regione»

L’opposizione torna all’attacco su Eav e alza il livello dello scontro. Dopo la richiesta di un Consiglio regionale sui disservizi della società, Forza Italia punta il faro sull’incarico di direttore generale affidato a Umberto De Gregorio.

La nuova iniziativa dei sette consiglieri regionali azzurri è un’interrogazione indirizzata al presidente della Regione Campania Roberto Fico e al vicepresidente con delega ai Trasporti Mario Casillo. Al centro dell’atto c’è la posizione di De Gregorio, amministratore di Eav dal 2015 e, dal 2018, anche direttore generale della società. Una sovrapposizione che, secondo Forza Italia, avrebbe prodotto un’anomalia non solo politica, ma anche amministrativa.

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I termini utilizzati nell’interrogazione sono duri. L’incarico, si legge in un articolo di Alessio Gemma per «Repubblica Napoli», viene definito «illegittimo» e il rapporto di lavoro da direttore generale viene indicato come «affetto da palese nullità dall’origine». Da qui la richiesta alla Regione di verificare la vicenda, anche perché, secondo i berlusconiani, si potrebbe configurare «un possibile danno erariale per la Regione e a carico di vari soggetti deputati al controllo».

Il doppio ruolo e la delibera della giunta Fico

La questione non riguarda soltanto la presenza contemporanea di De Gregorio in due caselle apicali della società. Il punto politico nasce dal fatto che il manager, voluto da De Luca, ha affiancato alla carica di amministratore quella di direttore generale, con un salto retributivo rilevante: da poco più di 40mila euro l’anno a 140mila euro.

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Per Forza Italia i due incarichi sarebbero «incompatibili». A rafforzare questa lettura c’è una recente delibera della giunta Fico, che nelle società partecipate vieta «il cumulo della carica di amministratore con l’incarico di direttore». La sintesi politica dei consiglieri azzurri è netta: «Controllore e controllato insieme. Una dittatura staliniana in Eav».

Il 29 giugno l’assemblea dei soci di Eav dovrà approvare il bilancio della società. In quella sede potrebbe essere sciolto il nodo del doppio incarico attraverso la nomina di un nuovo amministratore. Tra le ipotesi circolate c’è quella di un manager di profilo nazionale proveniente da Ferrovie, con Pietro Diamantini indicato in pole position. Ma per Forza Italia la sostituzione dell’amministratore non basterebbe a chiudere il caso. Il problema principale, sostiene l’interrogazione, resterebbe la direzione generale. De Gregorio, infatti, avrebbe un incarico da direttore in scadenza nel 2027.

La selezione pubblica mai svolta

Il cuore dell’interrogazione riguarda la nomina del 2018. I consiglieri regionali chiedono a Fico e Casillo di verificare le presunte «irregolarità» che avrebbero accompagnato l’affidamento dell’incarico di direttore generale. Secondo la ricostruzione contenuta nell’atto, «la nomina di De Gregorio a direttore generale risulterebbe viziata sin dall’origine per contrasto a norme imperative che prescrivono l’espletamento di una procedura di selezione pubblica, inesistente in questo caso». In altre parole, per Forza Italia all’epoca sarebbe stato necessario un concorso o comunque una procedura selettiva pubblica per coprire quel ruolo.

L’interrogazione richiama, su questo punto, norme nazionali e «le leggi regionali del 2007 e 2008». Non solo. Gli azzurri citano anche un parere dell’avvocatura regionale del 5 aprile 2017, precedente alla nomina di De Gregorio, nel quale sarebbe stato chiarito che «per la copertura del ruolo di direttore Eav occorreva la procedura selettiva pubblica».

La scelta del 13 luglio 2018, secondo Forza Italia, sarebbe quindi avvenuta in direzione opposta rispetto a quel parere. Nell’interrogazione si legge che De Gregorio fu nominato direttore «con delibera assembleare del socio unico Regione Campania», senza il passaggio della procedura pubblica ritenuta necessaria dalla legge.

Il contratto chiesto alla Regione

L’altro fronte aperto riguarda il contratto. I consiglieri regionali vogliono sapere «chi ha firmato per conto di Eav il contratto da direttore di De Gregorio» e se quel contratto esista effettivamente. La richiesta rivolta a Roberto Fico e Mario Casillo è di «chiarire e documentare l’eventuale esistenza del contratto in quanto non basta una delibera assembleare per instaurare un rapporto di lavoro dirigenziale».

La distinzione è decisiva per le possibili conseguenze economiche. Se il rapporto fosse considerato «nullo», sostiene Forza Italia, non potrebbero essere riconosciuti «indennità, premi» e arretrati, compresi quelli che sarebbero stati avanzati di recente dal direttore. In caso contrario, secondo i berlusconiani, si rischierebbe «un danno erariale». Resterebbe escluso da questo ragionamento soltanto «il trattamento mensile per la prestazione di lavoro effettivamente svolta in Eav» da De Gregorio.

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