Migranti, Meloni: nessuno scontro con la magistratura. Ognuno ha autonomia di pensiero

La premier: nostro preciso dovere porre fine a questa continua strage in mare

«Non è in atto alcuno scontro istituzionale con la magistratura, ho solo contestato una sentenza». Giorgia Meloni stava per lasciare Torino quando i giornalisti le chiedono dei rapporti tra governo e magistratura dopo le sue critiche alla sentenza del giudice di Catania Iolanda Apostolico.

La premier si ferma e torna indietro per un chiarimento, necessario vista la fibrillazione che sale tra le toghe e che potrebbe investire anche il Quirinale. «Nessuno scontro – ripete Meloni – semplicemente la magistratura è libera di disapplicare una legge del governo e il governo è libero di dire che non è d’accordo. Quindi dico quello che penso, perché ognuno ha autonomia di pensiero e io ho la mia. Riguarda una sentenza specifica».

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Che il tema degli sbarchi sia al centro dell’agenda di governo è chiaro da giorni e ieri, anniversario della strage di Lampedusa che fece 368 vittime in mare, Giorgia Meloni definisce la situazione «esplosiva» e ribadisce la linea: «da allora troppe tragedie si sono ripetute per raggiungere le coste d’Europa ed è nostro preciso dovere porre fine a questa continua strage, anche bloccando la partenza delle imbarcazioni di fortuna».

La crisi della Sanità

La giornata torinese è stata intensa e la premier non si è risparmiata al Festival delle regioni affrontando diversi argomenti. Anche quello, caldissimo, della crisi della Sanità pubblica che tanto sta a cuore ai governatori che si erano riuniti al teatro Carignano – blindatissima la piazza a causa di un corteo che cercava di arrivarci per contestarla e fermato con estrema decisione dalle forze di polizia – per sapere se nella legge di Bilancio sarebbero uscite risorse per lenire le ferite del settore.

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Ma dal governo è arrivata una mezza doccia fredda: «un sistema sanitario efficace è l’obiettivo di tutti», premette per poi subito aggiungere che è «miope» concentrare la discussione tutta sulle risorse». Anzi, serve «un approccio più profondo», con una riflessione «anche su come le risorse vengono spese. Non basta necessariamente spendere di più» se poi le risorse vengono spese in modo inefficiente».

Parole che probabilmente non saranno piaciute – al contrario di quelle del presidente Mattarella che auspicava «risorse adeguate» al settore – agli enti locali che vedono con angoscia la maggior parte del loro bilancio finire proprio nel sostegno alla Sanità. Insomma, chi si aspettava novità sul tema è rimasto deluso perché la premier ha confermato che «le risorse non sono molte».

Gli attacchi dell’opposizione

Concetti che non sono piaciuti neanche all’opposizione che ha attaccato a testa bassa: «Meloni anziché ravvedersi sui tagli previsti per la sanità continua a prendere in giro le persone, comprese quelle che l’hanno eletta. Dire che la sanità è una priorità ma che l’impegno non si misura sui soldi messi a disposizione è la beffa dopo il danno. Noi pretendiamo che questo governo investa i fondi necessari», dice ad esempio la segretario del Pd Elly Schlein.

Eppure l’intervento alla kermesse di Torino, dopo quello del presidente Mattarella, era iniziato con uno sfogo e una richiesta dedicata agli alleati di maggioranza: «Sento addosso il peso della responsabilità che si porta sulla spalle nel guidare una nazione come Italia. Si è eredi di una storia straordinaria. Esserne all’altezza è difficilissimo, non consente leggerezza, superficialità o personalismi». Un invito alla coesione interna e al senso di responsabilità che nei giorni della legge di Bilancio si può semplicemente tradurre con un «limitate gli assalti alla diligenza».

Forse per questo la presidente del Consiglio chiude il suo discorso con un appello alla collaborazione, diretto alle regioni ma probabilmente ancora di più ai tanti governatori del centrodestra: «penso che la leale collaborazione tra diversi livelli sia presupposto irrinunciabile per dare risposte concrete e penso – ha aggiunto – che la leale collaborazione debba riguardare la strategia complessiva e non solo l’assegnazione delle risorse».

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