Camorra, assalto con mitra e pistola contro un’abitazione: un arresto

Sparati almeno 22 colpi con un mitra e 5 con una pistola a tamburo

È accusato di un violentissimo raid camorristico messo a segni la notte dello scorso 5 marzo, a Cardito, in provincia di Napoli, l’uomo al quale la polizia di Stato ha notificato un decreto di fermo emesso dalla DDA di Napoli.

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Secondo quanto emerso dalle indagini della squadra mobile di Napoli (coordinata dal primo dirigente Alfredo Fabbrocini) e dei commissariati di Afragola e Frattamaggiore, quella notte a Cardito si sono viste scene da film d’azione: l’indagato, ipotizzano gli inquirenti, avrebbe fatto parte del commando (composto anche da altre due persone in via di identificazione) che ha sfondato con un’autovettura rubata il cancello di un cortile dal quale poi sono stati sparati almeno 22 colpi con un mitra e 5 con una pistola a tamburo contro un’abitazione con il chiaro intento di uccidere chiunque ci fosse all’interno.

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Salvati dai vetri blindati

A salvare gli occupanti della casa, tra cui verosimilmente un suo rivale, sono stati i vetri blindati che hanno bloccato la traiettoria della maggior parte dei proiettili esplosi. Se non avessero retto avrebbero potuto uccidere anche dei bambini: secondo quanto si apprende, infatti, nell’abitazione presa di mira con un ariete e a colpi di di Ak47 e pistola abitano la figlia di Francesco Ullero, esponente di spicco della criminalità organizzata locale (recentemente scarcerato), il marito della donna e i loro figli minorenni. Francesco Ullero invece non c’era. Ad entrare in azione sarebbe stato un gruppo criminale emergente, composto da nuove e giovani leve pronte a tutto.

La pericolosità di questa organizzazione malavitosa ha spinto la Direzione Distrettuale Antimafia e la Squadra Mobile di Napoli a emettere d’urgenza un provvedimento di fermo che riguarda, appunto, uno dei suoi componenti. La Polizia di Stato e la Procura antimafia partenopea contestano all’uomo il tentato omicidio, il porto e detenzione di arma da guerra e di arma comune da sparo e la ricettazione. Tutti i reati sono aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di acquisire il controllo e la gestione delle attività illecite nel territorio di Cardito, in provincia di Napoli. L’organizzazione camorristica è in lotta con l’obiettivo di scalzare la vecchia guardia.

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