Csm, niente accordo tra i partiti per i membri laici: verso la fumata nera

Resta il nodo legato ai nomi femminili

L’accordo non c’è. Alle 10 di domattina, martedì 17 gennaio, scade il tempo – concesso ai partiti – di indicare un candidato laico al Consiglio superiore della magistratura, ma fermare sulla carta il nome del ‘preferito’ non sarà sufficiente per ottenerne l’elezione. Serve un accordo tra partiti e quell’accordo, secondo indiscrezioni che in queste ore si fanno più insistenti, non c’è. Non c’é un accordo né tra maggioranza e pezzi di opposizione, né all’interno dello stesso centrodestra. Così domani pomeriggio, quando le due Camere si riuniranno in seduta comune per eleggere i 10 membri laici, si prevede fumata nera. Tra i nodi, sembra che resti quello delle donne.

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Dopo la riapertura dei termini per consentire le autocandidature al femminile, avvenuta sabato scorso, sembra ancora lontana la possibilità di garantire un equilibrio di genere così come chiede l’ultima riforma del Csm aprovata a luglio. E così si cerca di prendere tempo. Fratelli d’Italia, in particolare, spinge all’interno della coalizione per vedere garantita la parità di genere e al tal scopo avrebbe promesso a Forza Italia due ‘posti’, anziché uno, a patto che essi vengano occupati da donne. Ma agli azzurri la cosa non piace.

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Tuttavia resta da capire quali profili femminili possano fare al caso di Fratelli d’Italia. Nel partito non ci sono nomi certi, e quindi si potrebbe pescare tra le autocandidature che si sono chiuse questa mattina: molti nomi sono svincolati dalla politica, ma comunque hanno un riconoscimento a livello locale.

I nomi che circolano

A Napoli, ad esempio, l’avvocato Sandra Lotti ricopre da oltre 20 anni l’incarico di giudice onorario nel settore penale: doppie competenze che le consentono di avere una approfondita conoscenza dei due volti della giustizia. Inoltre Lotti fa parte anche del Consiglio giudiziario della Corte d’Appello di Napoli. Forza Italia potrebbe decidere, per un profilo femminile, tra due ex parlamentari, la senatrice Fiammetta Modena e la deputata Mirella Cristina. Maria Antonietta Rita Labianca è uno dei nomi che si sono aggiunti nelle ultime ore all’elenco dei candidati laici al Consiglio superiore della magistratura.

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Sui nomi maschili, invece, Fratelli d’Italia sembra orientata a convergere, per uno dei posti che le spettano di indicare, sull’avvocato Giuseppe Valentino, ex parlamentare fino al 2013 e attualmente presidente della Fondazione Alleanza Nazionale. Domani alle 10 è prevista una riunione del Pd per fare il punto.

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