Caro energia, disoccupati bruciano bollette in piazza a Napoli

“Non possono sostenere costi che sono ormai triplicati”

Un centinaio di aderenti al movimento disoccupati ‘7 novembre’ della ‘167’ ha inscenato nella mattinata di oggi una manifestazione contro il ‘caro energia’ bruciando le ultime fatture per le forniture di corrente e gas dinanzi agli uffici della posta centrale in piazza Matteotti a Napoli.

“Siamo stanchi delle promesse. Da anni attendiamo un lavoro ed oggi non possiamo pagare queste cifre che sono triplicate”, hanno urlato i manifestanti mostrando le bollette.
“Le nostre famiglie sono allo stremo. Per noi, finora, solo tante parole e pochi fatti”, hanno aggiunto. I manifestanti, tra poco, dovrebbero lasciare piazza Matteotti per raggiungere in corteo via Verdi e dunque Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli. (fonte Ansa)

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Torre Annunziata, se ne va un pezzo della cultura oplontina: addio alla professoressa De Falco

Una vita dedicata all’Istituto Ernesto Cesaro e ai suoi studenti Durissimo colpo per il mondo della cultura oplontino. È morta la professoressa Marinetta De Falco,...

Famiglia del bosco, via libera del Tribunale: ricongiungimento a tappe con i figli

I servizi sociali dovranno certificare il reinserimento Un percorso a tappe, sottoposto al controllo dei servizi sociali, per arrivare al ricongiungimento della cosiddetta famiglia del...

Ultime notizie

Ponticelli, la biblioteca Deledda riapre dopo i furti: «Non possiamo sostituirci alle istituzioni»

Dopo l’ennesima intrusione, restano i problemi di sicurezza e manutenzione Settembre è iniziato in salita per la biblioteca Deledda di Ponticelli. La struttura, che avrebbe...

Governo Meloni, 1.413 giorni a Palazzo Chigi: superato il record di Berlusconi

Quasi quattro anni senza crisi di governo né cambi di maggioranza Oggi, 4 settembre 2026, Giorgia Meloni entra nella storia della Repubblica. Il suo governo...

Ex Ilva, AdI ricorre in Cassazione contro lo stop dell’area a caldo

Per l'as le pronunce prevedono misure «radicalmente diverse» Due decisioni diverse, con effetti radicalmente differenti sul futuro dell’ex Ilva di Taranto. È su questo contrasto...