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Alta Velocità, nuove tecnologie per evitare altri incidenti. Occorre fare di più

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Lo svio di una locomotiva AV ha rallentato per giorni l’Italia

Lo svio di una locomotiva di coda del treno AV, seppur restando in posizione verticale, ha provocato l’arresto della corsa di un convoglio lungo il tratto di linea tra Roma e Napoli, nei pressi di Roma Prenestina, all’interno della galleria Serenissima. La notizia è ormai nota, così come il danno arrecato (irreparabile) su tutta le rete ferroviaria del centro Italia.

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Tanto da deviare i treni ad AV lungo gli itinerari alternativi via Formia e via Cassino (linea storica) con l’inevitabile allungamento dei relativi tempi di viaggio e la necessaria e contestuale riprogrammazione del servizio regionale.

Nonostante i lavori che si sarebbero dovuti concludere nella serata di mercoledì 8 giugno sono terminati con circa 30 ore d’anticipo (comunicato di RFI), nella giornata di martedì si sono rilevati tanti treni che hanno viaggiato in ritardo o sono stati cancellati, causando notevoli disagi presso le stazioni Tiburtina e Prenestina, oltre che Termini dove si è registrata la piu alta cancellazione di servizi.

Dalla stampa si apprende che la polizia ferroviaria ha avviato un’indagine nella quale si «ipotizza il reato di delitto colposo di pericolo (questa l’intestazione dell’articolo 450 del Codice penale) a causa dei binari subito apparsi deformati pochi minuti dopo il deragliamento».

Alta Velocità, un fatto di cronaca che poco ha a che fare con i piani industriali

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Il nocciolo della questione è proprio questo. Si parla tanto di evoluzione, sviluppo, crescita, assunzioni di 40 mila persone, riduzione dei tempi di percorrenza ma ci ritroviamo a commentare un fatto di cronaca che poco ha a che fare con i piani industriali di sviluppo di una società ma tanto riguardano un tema cruciale della gestione dei servizi: sicurezza, manutenzione e monitoraggio.

In tema di monitoraggio della marcia del treno Rete Ferroviaria Italiana ha da poco aggiudicato, per un importo di 2,7 miliardi di euro, la gara d’appalto multitecnologica per la progettazione e la realizzazione su tutto il territorio nazionale dell’Ertms (European Rail Transport Management System), il più evoluto sistema per la supervisione e il controllo del distanziamento dei treni e dei sistemi ad esso correlati (apparati digitali di stazione e Telecomunicazioni).

L’European Rail Transport Management System favorisce l’interoperabilità tra operatori ferroviari provenienti da diverse nazioni e migliora le prestazioni aumentando l’affidabilità, permettendo il passaggio di un numero maggiore di treni e contribuendo a una maggiore puntualità. Inoltre, attraverso le informazioni scambiate in modo continuo via radio fra il sottosistema di terra e di bordo è possibile seguire, istante per istante, la marcia del treno fornendo al macchinista preventivamente tutte le indicazioni necessarie alla guida, con l’attivazione della frenatura d’emergenza nel caso in cui non siano rispettati tutti i parametri o la velocità del treno superi quella consentita.

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In tema di sicurezza e monitoraggio delle infrastrutture la situazione è diversa. Oggi i sistemi di controllo, grazie all’evoluzione della tecnologia, riescono a prevedere eventuali danni all’infrastruttura. La diffusione della tecnologia blockchain, dell’IoT e dell’Intelligenza Artificiale supporta lo sviluppo di applicazioni finalizzate alle attività di monitoraggio delle infrastrutture ferroviarie. In termini generali, registri distribuiti, come la Blockchain, possono determinare una nuova infrastruttura Ict a supporto dello scambio di informazioni con il gestore della rete ferroviaria.

La sicurezza delle infrastrutture ferroviarie

Il concetto di base è fornire alle infrastrutture ferroviarie un sistema di monitoraggio sicuro, resiliente, smart e sostenibile. Un sistema che consenta il monitoraggio in remoto per mezzo di un sistema combinato di sensori installati nel tessuto delle infrastrutture da monitorare, di gateway che trasmettono wireless – tramite connessioni 5G, Lo.Ra o Wi-Fi – i dati raccolti e di un software che riceve i dati e li analizza con il supporto della machine learning, consentendo una veloce interpretazione e la conseguente azione prima del verificarsi di qualsiasi danno.

I sensori, opportunamente scelti e installati, raccolgono dati sulle forze che agiscono sui potenziali punti di stress delle infrastrutture ferroviarie, rilevando diverse informazioni tecniche, fattori che possono essere sintomi di imminente collasso e quindi necessari di un’analisi veloce e costante. Di conseguenza la tecnologia avanzata, connessa a larga banda, risulta la soluzione più rapida per compiere la funzione di monitoraggio, anche perché il sistema di raccolta e analisi dei dati può essere reso fruibile su differenti dispositivi, a partire dal centro di controllo sino ai sistemi a bordo dei convogli.

Sfruttare oggi le tecnologie più avanzate disponibili sul mercato offre quindi la possibilità di realizzare una piattaforma che faccia dell’efficienza e della trasparenza i cardini su cui basare la sicurezza delle infrastrutture ferroviarie, dei passeggeri a bordo dei treni e del personale operativo. I tempi sono maturi e le risorse sono disponibili. Occorre fare uno sforzo.

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