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Decreto caro bollette, autotrasporto e caro materiali: ecco cosa prevede

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Il decreto legge contro il caro bollette appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale

Un pacchetto di interventi a favore dell’autotrasporto pari a circa 80 milioni di euro; il rifinanziamento di 150 milioni di euro per il primo semestre del 2022 del Fondo di compensazione per l’aumento dei prezzi dei materiali da costruzione, che saranno erogati sulla base di un nuovo meccanismo basato sulle rilevazioni dell’Istat. Sono gli interventi più rilevanti per le attività del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili contenuti nel decreto legge contro il caro bollette appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

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Le misure a favore dell’autotrasporto, che in questo periodo deve far fronte al rincaro del prezzo dei carburanti, comprendono una riduzione dei pedaggi autostradali per una cifra complessiva di 20 milioni di euro per il 2022, la cui erogazione verrà gestita dal Comitato centrale per l’Albo degli autotrasportatori operante presso il Ministero, e l’aumento di 5 milioni di euro per l’anno in corso delle risorse per la deduzione forfettaria di spese non documentate. I 20 milioni di euro per la riduzione compensata dei pedaggi si aggiungono agli oltre 140 milioni di euro di cui il Comitato già dispone.

Le risorse vengono assegnate alle imprese attraverso rimborsi che il Comitato definisce sulla base di direttive del Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili i cui criteri tengono conto della quantità di emissioni inquinanti che ciascun mezzo produce, cosicché i rimborsi siano più elevati per i mezzi che inquinano meno. La riduzione dei pedaggi si dovrebbe attestare per quest’anno su un valore intorno all’11%, quindi entro i limiti stabiliti dalla direttiva europea cosiddetta ‘Eurovignette’ che consente agli Stati membri di applicare sconti o riduzioni del pedaggio non superiori al 13%.

Le emissioni inquinanti

Inoltre per sostenere l’attività di trasporto merci su gomma che viene effettuata con veicoli di ultima generazione EuroVI/D, così da ridurre le emissioni inquinanti, viene riconosciuto un credito di imposta del 15% sul costo di acquisto, al netto dell’Iva, del componente AdBlue. Questo additivo, essenziale per abbattere le emissioni, ha fatto registrare un aumento del prezzo a seguito dell’incremento di quello del metano, utilizzato per la sua produzione. L’intervento, per il quale sono stati stanziati 29,6 milioni per il 2022, è quindi finalizzato ad aiutare finanziariamente il settore del trasporto merci riducendo gli impatti negativi sull’ambiente.

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Un’ulteriore misura a sostegno dell’autotrasporto e della logistica nel segno della sostenibilità, spiega ancora il Mims nella sua nota, prevede un contributo, sotto forma di credito di imposta, per l’acquisto di metano liquefatto. L’agevolazione, per la quale sono stati previsti 25 milioni per l’anno 2022, è finalizzata a promuovere l’efficientamento energetico del settore. Il credito di imposta è riconosciuto nella misura del 20% delle spese sostenute per l’acquisto del GNL.

Il caro prezzi per i materiali da costruzione

Per compensare l’aumento dei prezzi dei principali materiali da costruzione che potrebbe verificarsi nel primo semestre 2022 ed evitare ripercussioni negative sui lavori pubblici in corso d’opera, il decreto prevede il rifinanziamento di 150 milioni di euro dell’apposito fondo, già finanziato nel 2021 con una dotazione di 200 milioni di euro. Il fondo può essere utilizzato dalle stazioni appaltanti una volta esaurite le risorse accantonate per gli imprevisti nel quadro economico di ciascun lavoro.

La compensazione, in aumento o in diminuzione, avviene per le variazioni di prezzo superiori all’8% che saranno determinate entro il 30 settembre 2022 con un decreto del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, sulla base delle elaborazioni effettuate dall’Istat, e non più sulla base della rilevazione effettuata a cura del Mims.

Infine, per favorire lo sviluppo dell’energia prodotta da fonti rinnovabili, il decreto prevede che i siti e gli impianti nella disponibilità del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane siano riconosciuti ex lege come aree idonee all’installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. Gli interventi e le opere di connessione alla rete elettrica di trasmissione alla rete nazionale sono dichiarati di pubblica utilità e le procedure autorizzative seguono procedure più snelle, ferme restando le competenze in materia paesaggistica e archeologica in capo alle amministrazioni competenti.

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