Dl Sostegni Ter, FdI: «Ripristinare cessione crediti e rendere Superbonus strutturale»

L’auspicio di FdI è che il nuovo decreto corregga le storture del decreto Sostegni Ter

«Le audizioni in corso in questi giorni nella Commissione Bilancio sul decreto Sostegni Ter hanno registrato la grande preoccupazione delle organizzazioni professionali rispetto alle modifiche introdotte sul Superbonus, ed in particolare riguardo all’articolo 28 e al tema della cessione dei crediti che nei fatti ha prodotto una paralisi dell’attività dei cantieri. Fratelli d’Italia condivide in gran parte le preoccupazioni emerse nel corso delle audizioni e ritiene utili e condivisibili molte delle proposte di modifica al decreto Sostegni Ter, ed in particolare quelle presentate dalla Rete Professioni Tecniche».

Lo dichiarano il senatore di Fratelli d’Italia, Nicola Calandrini, capogruppo in Commissione Bilancio, e Marta Schifone, responsabile del Dipartimento Professioni di FdI.

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«Riguardo le presunte truffe legate al Superbonus, continuano gli esponenti di FdI, sulla base dei dati forniti dall’Agenzia delle Entrate, aggiornati al 31 dicembre scorso, si attesta che soltanto il 3 per cento (per un importo di 132 milioni di euro) può essere ricondotto al Superbonus, il quale rappresenta in termini assoluti oltre il 34 per cento degli incentivi dal 2020. Tale percentuale è il frutto di controlli e obblighi numerosi e puntuali, così come sono stati definiti dal decreto Rilancio. Sarebbe perciò sufficiente estendere tali controlli anche agli altri bonus per far sì che la delicata questione delle frodi sia in larga misura risolta all’origine, ripristinando così la cessione successiva dei crediti, senza la quale il Superbonus finirebbe su un binario morto».

«Inoltre, per Fratelli d’Italia bisognerebbe trasformare il Superbonus in un intervento strutturale, perché questo consentirebbe di estendere la sua efficacia nel corso degli anni. Infatti, oltre a rappresentare un indiscutibile volano per la ripresa economica del Paese, di cui non possiamo fare a meno, consentirebbe la completa riqualificazione del patrimonio edilizio italiano, l’efficientamento energetico delle nostre abitazioni e la notevole riduzione del rischio sismico. Insomma, l’auspicio di FdI è che il nuovo decreto corregga le storture del decreto Sostegni Ter, recependo quelle proposte che giungono dal mondo delle professioni e delle imprese, così da restituire al Superbonus quella originaria efficacia che tutti gli hanno finora riconosciuto, e che riteniamo indispensabile per il rilancio post pandemia» concludono Calandrini e Schifone.

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