Insetti a pranzo: il cibo innovativo del futuro. Ma noi preferiamo la dieta mediterranea

Insetti a pranzo: perché?

Sono più di 1.900 le specie di insetti commestibili. Si tratta di larve, vermi, termiti, cavallette, locuste, formiche, uova di formiche nere, scorpioni, cimici, grilli, tarantole, insetti. Una forma di sussistenza, di tradizione culinaria per molti popoli dell’Asia, dell’America Latina, dell’Australia, dell’Africa, della Nuova Zelanda, dell’Oceania, dell’America Centrale.

Fonte proteica di alta qualità e come dicono molti esperti e ambientalisti rappresenterebbe una soluzione, un’alternativa sostenibile per soddisfare il fabbisogno alimentare alla crescente popolazione mondiale, alla scarsità delle terre coltivabili, al cambiamento climatico. Poi ci sono quelli nocivi e che non si possono mangiare come i topi, i funghi velenosi. In alcuni Paesi già ce li stanno facendo mangiare assistendo a molti programmi televisivi di show cooking. In altri restano ancora valutazioni e pregiudizi da superare. Per l’Occidente è un vero tabù, per molti c’è un’avversione.

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Insetti a pranzo: entomofagia, una moda nutrizionale o una soluzione?

Per gli appassionati le cimici sanno di mela, alcune larve di falena hanno un sapore pungente, le formiche sono dolci, le lacustre di gambero. Crudi, fritti, lessi, arrostiti, sono a basso contenuto di grassi, di chitina, ricchi di vitamine, fibre, sali minerali e versatili per la preparazione di dolce e salato.

Un cibo poco convenzionale, questo «novel food» (nuovo alimento) soggetto a continue ricerche e controlli di cautela dalle Autorità competenti. In Europa non è stata approvata la commercializzazione. Secondo la FAO allevando gli insetti si potrebbero convertire rifiuti organici come letame e scarti alimentari in proteine ad alta qualità nutrizionale. L’entomofagia, il nutrirsi di insetti, non è semplice curiosità nutrizionale, ma la soluzione per la sopravvivenza dei Paesi privi di altre proteine animali.

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Gli insetti a pranzo o la celebre Dieta Mediterranea?

In molti Paesi dell’Italia, del Sud, della Campania, dove la Dieta Mediterranea è un vanto ricco di cultura, sapori, profumi, tradizione legata e radicata da sempre al territorio, l’idea di mangiare larve, grilli, cavallette al posto del pesce, delle uova, della carne, dei formaggi, dei salumi, non è certo popolare anche se in Sardegna vi è il Casu Marzu, il celebre formaggio con i vermi, morbido grazie alla colonizzazione delle larve di mosca casearia.

Dunque il mangiare insetti è estranea alla nostra cultura. Secondo la maggior parte della popolazione non porterebbe mai a tavola la larva gialla della farina essiccata termicamente intera o sotto forma di farina. Per la cultura occidentale gli insetti pungono, ci danno fastidio, rendono le nostre notti insonni coi loro ronzii nelle orecchie, sono un tormento quando si insediano dentro le case dove ci vuole tempo e pazienza per mandarli via. Il solo pensiero che potrebbe diventare il cibo del futuro ci mette i brividi e il rifiuto. Ancorati da sempre diciamo fortemente sì alla nostra dieta mediterranea.

Gli insetti a pranzo: il parere dell’Efsa

Secondo l’Efsa (l’Autorità Europea per la sicurezza alimentare) e gli esperti del mondo scientifico molte allergie alimentari sono collegate alle proteine, ai mangimi col glutine degli insetti, scatenando reazioni allergiche. Sempre secondo l’Efsa, si potrebbe consumare come insetto essiccato intero, come spuntino o come ingrediente in molti prodotti alimentari come polvere in molti biscotti, prodotti proteici o a base di pasta per l’allergia ai crostacei, ai molluschi, ai latticini, ci sarebbero gli allergici agli insetti.

Una delle maggiori preoccupazioni dell’opinione pubblica resta il rischio di trasmissioni di malattie legate al loro consumo. Prima di allevarli occorrerebbe preparare esperti, veterinari, come macellarli, emanare linee guida etiche, con rigorosi controlli d’igiene e sicurezza per i cultori.

dott.ssa Felicia Di Paola
Biologa e Nutrizionista
Specialista in Scienza dell’Alimentazione
Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli

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