L’economia turistica non consente superficialità, negligenze, disservizi o arretratezze

Il fruitore di servizi turistici è consapevole d’avere doveri e pretende diritti in quanto portatore di ricchezza

Carlo Levi nel suo romanzo “Cristo si è fermato a Eboli” (1943/44), narra delle condizioni in cui vivevano i “cristiani” (genti) di quel paese del sud. Stesse condizioni in cui vivevano gli abitanti dei “sassi” di Matera, sgomberati negli anni ‘50 perché ritenuti «vergogna dell’Italia Repubblicana.

Al sud di Eboli e Matera, negli anni della democrazia repubblicana (1950), si sono spinti ed insediati Enti dello Stato nell’intento d’eliminare arretratezze e miserie per sostituirle con lavoro e progresso.

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La Cassa per il Mezzogiorno (Casmez) con tutte le varianti – AGEN SUD- e contenitori – INSUD – doveva rappresentare la svolta epocale. Dal ‘51 al ‘91 dello scorso secolo ha sperperato 82.410 miliardi di lire per creare le cosiddette «cattedrali nel deserto» – 5° Centro siderurgico – mai realizzato-, area ASI di Gioia Tauro con annesso porto; Liquichimica Biosintesi di Saline Ioniche, aperte e chiuse in pochi giorni, lasciando decine di operai per 23 anni in Cassa integrazione guadagni.

Viadotti demoliti, dighe incompiute, villaggi turistici abbandonati (Insud) Nicotera Marina (VV), depuratori obsoleti, incompiuti, non funzionanti o non costruiti. Paesi distrutti -Eranova-, centri storici dai grandissimi valori abbandonati, agricoltura eroica di sopravvivenza o intensiva con sfruttamento di migranti stagionali alloggiati nelle “baracche” (Le Baracche – romanzo scritto da Fortunato Seminara 1932/34). Dai braccianti calabresi ai braccianti extracomunitari, più di 80 anni trascorsi inutilmente.

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Il turismo deve rappresentare la svolta epocale del Sud nel Sud, in particolare nella Calabria penisola tra due mari. Economia derivata da turismo, risorse naturali e rinnovabili, fonte di reddito e ricchezza. Materie prime, mare, aria, sole bellezze paesistiche, storiche e eno-gastronomiche da «mettere in rete».

Competenze, professionalità, con oculatezza ed intelligenza politico-amministrativa sono elementi indispensabili alla creazione dell’economia derivata da turismo. Sprovvedutezza, approssimazione, arrangiamenti, adattamenti, negligenze, divisioni, incompetenze non aiutano l’economia derivata da turismo, al contrario, la depauperano, la desertificano costringendola a morire.

Il turista, straniero, italiano, delle radici, del cuore o della memoria è da considerare soggetto sacro. Il consumatore è il principe dell’economia turistica; la cui tutela dipende dall’intelligenza degli operatori turistici, sancita da leggi nazionali e comunitari, oltre a quelle del buon senso. Imprenditori turistici non ci si improvvisa, formazione, preparazione, aggiornamenti sono indispensabili senza dei quali il fallimento è dietro la porta.

Gli enti locali – Comuni, Provincie e Regioni – sono i motori propulsori dell’economia turistica.

Il Bello genera il Bello. Se tanto mi da altrettanto, nell’economia derivata da turismo non sono consentiti superficialità, negligenze o disservizi. Il fruitore di servizi turistici è consapevole d’avere doveri e pretende diritti in quanto portatore di ricchezza. Igiene dei luoghi pubblici, cura del verde, pulizia dei locali di ristorazione e divertimento (certificazione comunale), strade sicure e adeguatamente pulite, raccolta dei rifiuti, spiagge sicure, pulite e accessibili anche ai portatori di handicap, eliminazione delle barriere architettoniche, parcheggi per disabili.

Aree di parcheggi per interscambio automezzo privato con pubblico, trasporti collettivi pubblici idonei e funzionanti. Fruibilità integrata e collegata dei «beni architettonici, storico museali e culturali. Questi minimi elementi sono indispensabili alla creazione di economia derivata da turismo, quell’economia ad oggi negata alle genti del Sud, quell’economia indispensabile a frenare gli ultimi migranti del lavoro per il lavoro.

Non turismo mordi e fuggi, né di ripiego o da polli da spennare, economia turistica dell’accoglienza certificata

Turismo del ritorno, del cuore, delle radici, della memoria, della storia, insomma, economia derivata da turismo intelligente e rispettoso, dell’ospitalità, della cortesia, delle coccole e dell’amore. Il Sud del Sud ha le materie prime per il turismo lungo, da primavera all’autunno. Il tempo perso è troppo, invertire le attuali negative tendenze è indispensabile e d’obbligo, diversamente non ci sarà futuro. Aprire gli occhi, evitare i torcicollo, avere contezza dei propri doveri rivendicando i diritti democratici partecipativi. Non tacere al cospetto d’ingiustizie e malefatte, tacere è l’anticamera della peggiore dittatura: quella del pensiero unico.

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