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Trattativa nella maggioranza sul giro di vite del green pass. Riuscirà Draghi a imporre di nuovo la sua pax?

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Oggi la cabina di regia e poi il CdM, ma la Lega non vuole nuove restrizioni. Possibile slittamento di ogni decisione a dopo il 20 agosto

Prima la cabina, fissata per le 11.30, e poi il Consiglio dei ministri convocato per le 16. È da questi due appuntamenti che uscirà il possibile quadro delle misure, o almeno una road map, per gestire quella che qualcuno sottovoce già chiama quarta ondata, ma che altro non è che il rientro dalle ferie estive.

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Nel frattempo, però, da domani scatterà un primo step per il contenimento del contagio, e cioè l’obbligatorietà del green pass per alcuni settori e contesti, in particolare per quanto riguarda i luoghi al chiuso. Come detto si tratta di un primo passo perché lo sguardo e l’attenzione del premier Mario Draghi sono rivolti già lontano, così come ha finora dimostrato di agire puntando non tanto a gestire l’ordinario ma andando oltre e ragionando in una prospettiva di più lungo periodo. Una sorta di forma mentis, ma anche un approccio frutto anche del fatto che a differenza degli esponenti della sua maggioranza Draghi non sente il fiato sul collo dei consensi e della campagna elettorale.

Per questo il Consiglio dei ministri di oggi ragionerà sul da farsi dalla fine di agosto in poi, lasciando che da domani l’ordinarietà sia scandita dalle decisioni prese già la scorsa settimana. In realtà, la sensazione che circola è che, comunque, non saranno prese decisioni definitive e che piuttosto sarà l’occasione per fare un punto della situazione, misurando la distanza tra i partiti che nelle settimane che separano da qui alla fine del mese andrà colmata.

Riapertura delle scuole in sicurezza e fine della Dad

A questo ci penseranno i dati, ai quali Draghi ha dimostrato sempre di affidarsi e appellarsi. Quelli che ha richiesto il commissario Figliuolo alle Regioni per avere numeri aggiornati in base all’andamento della campagna vaccinale su docenti e non docenti. E questo perché il punto centrale per Draghi è la riapertura delle scuole in sicurezza e la fine dell’esperienza fallimentare della Dad. Ma per fare questo il premier ha bisogno di dati ed anche di un orizzonte ben preciso: il 20 agosto, data entro la quale dovranno arrivare i dati e rispetto alla quale bisognerà stilare il piano di rientro a scuola.

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Oltre non si potrà andare. Ecco spiegato il motivo per il quale il Consiglio dei ministri di oggi potrebbe essere semplicemente una presa atto delle varie posizioni che, peraltro, si valuteranno già nel corso della cabina di regia che si terrà prima. Qui soprattutto la Lega conta di arrivare agguerrita, indisponibile a cedere nemmeno un millimetro alla linea del rigore.

Il ministro Massimo Garavaglia (foto Governo.it)
Il ministro Massimo Garavaglia (foto Governo.it)

Lo ha spiegato ieri il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, che ha indicato i 5 punti che per la Lega sono necessari per agevolare la stagione turistica: «1) Esenzione Green Pass per minorenni 2) Autocertificazione per clienti bar e ristoranti 3) Esenzione Green Pass per fiere e sagre all’aperto 4) Esenzione Green Pass per servizi interni agli alberghi 5) Nessun vincolo per i mezzi di trasporto». Misure che per il ministro «sono di buon senso. Alle quali credo sia giusto aggiungere, per il ritorno a scuola, i tamponi (salivari) per i bambini; come sono stati già adottati in qualche regione».

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Green pass, i rigoristi vogliono l’ampliamento dal 22 agosto

Premesse che indicano quanto sarà difficile trovare un punto di caduta. Molto si giocherà soprattutto sulle date. I rigoristi punteranno ad un ampliamento del green pass già intorno al 22 agosto; i più liberali a fine agosto o addirittura agli inizi di settembre. A Draghi, come sempre, toccherà trovare una mediazione che sarà sempre basata sui dati del contagio. Se questi al termine della stagione estiva saranno positivi allora è possibile un ritardo nel giro di vite del green pass, altrimenti bisognerà agire prontamente. E questo perché l’obiettivo primario rimane quello di salvare la stagione scolastica ed avviarla in presenza.

Giro di vite del green pass che significa estensione sui mezzi di trasporto a lunga percorrenza come aerei e treni. Più difficile che si punti a regolamentarlo anche per il trasporto pubblico vista la difficoltà di garantire un controllo capillare e preciso. Più facile che si punti ad un ampliamento del numero dei mezzi in circolazione, cosa che finora è stata puntualmente disattesa.

Maurizio Landini
Maurizio Landini

Più articolata la possibilità che il green pass diventi obbligatorio per il personale scolastico. La discussione nella maggioranza e nel governo è in corso, ma non sarà facile superare le varie resistenze. Resistenze che si registrano anche sul fronte sindacale dinanzi all’ipotesi di un altrettanto obbligo di green pass sul posto di lavoro. Lo stesso segretario della Cgil, Maurizio Landini ha chiarito che sarebbe meglio «una grande campagna informativa affinchè le persone decidano di vaccinarsi, ribadendo che «non è il momento di fare forzature che rischiano di essere controproducenti».

Insomma, oggi potrebbe essere soltanto una giornata interlocutoria nella quale il premier potrebbe evitare di imporre, come ha fatto in altre occasioni la sua pax. Per quella, forse, c’è tempo…ma massimo a fine mese.

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