Federproprietà Napoli

«Rafforzare la sanità nel Vesuviano», associazioni e movimenti scrivono ad ASL e sindaci

Pubblicità

Chiedono chiarezza sul futuro dell’ospedale di Boscotrecase, da oltre un anno trasformato in presidio Covid

Con una missiva indirizzata ai vertici dell’ASL Napoli 3 Sud e ai sindaci di Torre Annunziata, Boscoreale, Pompei, Poggiomarino, Terzigno, Boscotrecase e Trecase associazioni, comitati e movimenti dell’area vesuviana chiedono impegni precisi per la riorganizzazione e il rafforzamento dell’assistenza sanitaria sul loro territorio e chiarezza sul futuro dell’ospedale di Boscotrecase, da oltre un anno trasformato in presidio Covid, con la conseguente chiusura del Pronto Soccorso che serviva la zona.

Pubblicità Federproprietà Napoli

Sul plesso di Via Lenze nei giorni scorsi si era levato l’ennesimo grido d’allarme dei sindacati, con conseguente risposta da parte dell’ASL, che prefigurava il possibile, progressivo ritorno alla normalità della struttura a partire dal prossimo settembre, sempreché l’andamento dei contagi lo consenta.

Ma i firmatari del documento – Movimenti per la salute, Comitato pro Sant’Anna, Comitato ex Ospedale Civico di Torre Annunziata, Associazione Catena Rosa, Movimento beni comuni area vesuviana, Associazione Mamme Vulcaniche, Associazione Fenice Vulcanica, Associazione Vesuvio creativo, Associazione Politico Culturale “La paranza delle idee” – insistono per avere risposte più dettagliate, anche in merito alla gestione recente sia del nosocomio boschese sia dei servizi della medicina territoriale, per la quale viene segnalata l’urgenza di un suo rafforzamento e il paradosso della chiusura del consultorio di Boscoreale.

D’altra parte, l’impegno in tal senso di queste sigle non è questione di oggi e determinate denunce sullo stato in cui versa la sanità vesuviana risalgono già all’anno scorso e sono poi continuate fino al partecipato convegno sulla medicina di prossimità nel Distretto n. 56 organizzato a fine luglio da “La paranza delle idee”.

Il testo integrale del documento, con le rivendicazioni formulate dagli estensori

Pubblicità

«La perdurante incertezza sugli sviluppi futuri della pandemia in atto non può impedire di volgere lo sguardo oltre l’emergenza e di fare una profonda riflessione sullo stato della sanità vesuviana e sulla sua riorganizzazione in ragione delle esigenze delle Comunità locali».

«È un esercizio, questo, al quale le associazioni ed i movimenti del territorio di certo non si sottraggono e che, anzi, promuovono, ben consci dell’alto costo sociale e sanitario che l’area vesuviana ha sostenuto e continua a sostenere per accogliere presso una struttura della zona pazienti Covid-19 da tutta la Regione Campania: un’autentica sottrazione di servizi e di diritti!»

«Il recente grido d’allarme sul destino dell’ospedale di Boscotrecase lanciato dai sindacati non fa altro che rinnovare la preoccupazione espressa dai movimenti già a luglio dello scorso anno, quando era evidente che ci sarebbero state difficoltà sull’assistenza sanitaria in ragione della sottrazione del pronto soccorso “ordinario” ed erano già palesi le incertezze sul futuro del nosocomio, nonostante proclami troppo ottimistici, allorché, forse, interessati».

Le associazioni: «È il momento di fare una seria analisi dei fatti»

«Noi siamo stati in silenzio fino ad ora per rispetto ai tanti medici ed infermieri che con spirito di abnegazione hanno lavorato senza sosta, ma adesso è il momento di fare una seria analisi dei fatti. Ci era stato promesso un “gioiello sanitario”, un ospedale all’avanguardia, ma i numeri raccontano di oltre 400 decessi da inizio pandemia nel solo nosocomio boschese; un dato che andrebbe valutato considerando che in altri ospedali la
mortalità è stata più bassa: cosa non ha funzionato?»

«Chiediamo di poter analizzare le spese sostenute per l’acquisto di elettromedicali e tutte le spese fuori bilancio o emergenziali e di poter prendere visionare un inventario certificato».

«L’ASL Napoli 3 Sud, invece di premurarsi di dare rassicurazioni, ha pensato bene di ignorare del tutto l’invito a partecipare al convegno sullo stato della sanità nel distretto 56 organizzato di recente da un’associazione locale; evento nel quale, assieme all’apprezzabile presenza dei Sindaci di Boscotrecase e di Trecase, si è purtroppo registrata l’ingiustificabile assenza di quelli di Boscoreale e Torre Annunziata. Quest’ultimo ha perfino fatto cadere nel vuoto la richiesta di tenere un consiglio comunale monotematico sulla questione sanitaria nell’area vesuviana perdendo l’occasione di mettersi al fianco dei movimenti per una battaglia che avrebbe dovuto interessare anche l’amministrazione comunale oplontina».

Leggi anche:  Napoli, Sergio Rastrelli responsabile di FdI in città. Azzerati tutti i ruoli

«Non meno importante è il tema della medicina di prossimità: proprio in ragione della temporanea chiusura dell’ospedale di Boscotrecase a tutti gli accessi non legati al Covid-19 è più che mai necessario un rafforzamento dei servizi erogati sul territorio dai distretti della zona; invece, per tutta risposta, avviene la chiusura del consultorio di Boscoreale!»

Leggi anche:  Emergenza Torre Annunziata, il prefetto Valentini: «Servizi straordinari di controllo del territorio»

La proposta: «Fondi Pnrr per riconvertire l’ex nosocomio di Torre Annunziata»

«A tal proposito, i fondi previsti all’uopo nel PNRR potrebbero essere utilizzati, oltre che per il completamento del plesso di Boscotrecase, per riconvertire l’ex nosocomio di Torre Annunziata in struttura intermedia (ad esempio, come ospedale di comunità) e per riqualificare il presidio torrese di Via Fusco, che, così com’è, non funziona più al meglio. In ogni caso, urge procedere alla programmazione degli investimenti da effettuare e, su ciò, i Sindaci della zona devono essere presenti per capire cosa realmente si vuole mettere in campo e per far valere le istanze del loro territorio».

«È innanzitutto ai primi cittadini di questa zona del Vesuviano, in quanto autorità sanitarie locali, che chiediamo un preciso impegno: rendersi protagonisti di una battaglia unitaria insieme alle associazioni ed ai movimenti del territorio per dotare i loro Comuni di un’adeguata assistenza sanitaria e sollecitare l’ASL a partecipare a un tavolo di confronto allargato alle rappresentanze sociali della zona, da tenersi al più presto. Chiediamo, inoltre, uguaglianza di diritti e di servizi e rispetto di genere: quello delle pari opportunità è ormai un tema di estrema rilevanza e ha bisogno di concretezza attuativa».

«In particolare, chiediamo che si ponga rimedio allo smantellamento dell’assistenza ginecologica ospedaliera, affondata insieme al reparto di Ostetricia seguendo pedissequamente un odioso decreto, il tutto nel silenzio complice della dirigenza dell’epoca, che non ha sorvegliato sulla performance dei suoi dirigenti. La cosa più assurda è che proprio l’area vesuviana ha un numero di nascite superiore alla media nazionale!»

Protocollo di intesa per le donne vittime di violenza

«Inoltre, vista la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica, la cosiddetta “Convenzione di Istanbul”, e visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 16 dicembre 2016, chiediamo un protocollo di intesa per le donne vittime di violenza che si recano ai pronto soccorso, in quanto le Aziende sanitarie e le Aziende ospedaliere in tema di soccorso e assistenza socio-sanitaria alle donne vittime di violenza devono necessariamente dotarsi, a norma dell’art. 1, commi 790 e 791 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, di un percorso denominato “Percorso per le donne che subiscono violenza”».

«Chiediamo, altresì, l’allestimento quantomeno di un punto di “Primo Soccorso“, del quale un’area a così alta densità abitativa non può risultare sprovvisto, in modo da sopperire alla momentanea assenza di un vero Pronto Soccorso in zona, verso il cui rapido ripristino bisognerebbe tendere, e per decongestionare gli ospedali di Castellammare di Stabia e Torre del Greco, oltre ad assicurare una presenza sanitaria costante. Chiediamo, inoltre, che si prenda atto delle difficoltà dell’ospedale Maresca nel gestire le emergenze e che si agisca di conseguenza per assicurare un’assistenza opportuna».

«Le lotte – conclude la nota – si condividono e si esportano».

Potrebbe interessarti anche:

Pubblicità
Pastificio Setaro

Altri servizi

Napoli, a cento anni dalla morte nasce la casa museo di Enrico Caruso

In via Santi Giovanni e Paolo esposti oltre 100 reperti Il bastone da passeggio, ritratti, lettere, le celebri caricature, i dischi originali, la sua voce...

Napoli, spara al fidanzato dell’ex compagna: 26enne arrestato

La vittima è stata ferita di striscio e non è in pericolo di vita È accusato del tentato omicidio di un giovane napoletano di 23...

Ultime notizie

ilSud24

ilSud24.it si fonda su lettori come te
che leggono gratuitamente. Seguici sui social

Twitter

Facebook