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Con Enrico Letta si costituisce un’altra sinistra… Tutta da scoprire

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Se il fronte del populismo si regge sulla forma partito, quale supino seguito di un capo, e se questa deriva inganna quanti pensano che possa arrivare sempre un messia che possa salvarci, assumendosi l’onere dell’esclusivo sacrificio da caricarsi sulle proprie spalle; allora ben vengano i costruttori di aggiornate visioni che non partono dai meri e beceri giudizi di chi, senza arte né parte, immaginano di realizzarsi mediante una sorta di protagonismo fondato sulle chiacchiere occasionali da bar e non invece alimentato da ragionamenti ispirati da consapevolezza e improntati da energie rivolte alla ricostruzione di un centro di gravità permanente, come direbbe Franco Battiato.

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Le riflessioni del momento si ispirano ad un rientro in politica di un Letta nel PD, che fa ritorno dalla Francia, il quale, avendo già criticato Macron avendolo visto da vicino, ha ben chiara la tracciata declinazione teleguidata da un europeismo delle élite, da evitare.

Letta può essere il fautore di una sinistra che aspira a un sistema bipolare, in cui l’alternarsi al governo del paese da forze distinte può condurre a traduzioni utili, capaci di indicare quali riforme possano servire a stabilizzare e canalizzare, con equilibrio, il senso critico di un mondo che subisce deviazioni senza perché, ma solo portate avanti per il capriccio di speculazioni che mandano a ramengo l’impegno di estenuanti ed elaborate coltivazioni, di lavori certosini, di ricerche risolutive, di sacrifici quotidiani.

Così se la meta è costringere le parti in campo ad avere visioni, meno occasionali e più sistemiche, ben venga Letta.

Oggi più che mai urge, in politica e nella gestione razionale e meno emotiva del paese, l’intelligenza che non si riduca a furbizia: vi ricordate come Renzi fece fuori Letta? Vi ricordate lo «stai sereno»?

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I tempi obbligano a una diversa lettura ed a saper cogliere sfumature in cui le progettualità abbiano una sequenza temporale consapevole, in cui il cronoprogramma è impegno serio per seminare fiducia, in cui le soddisfazioni non sono frutto di mere ambizioni personali, bensì momento esaltante di entusiasmo vissuto da comunità animate da valori in cui la solidarietà e l’appartenenza possano declinarsi, da destra e da sinistra, in modo tale da mietere e diffondere culture che mirano a dare concretezza riformatrice al cammino esistenziale.

Sicché oggi più che mai appare utile che Letta sospinga la controparte a rivedersi nel ruolo mordace che richiede passioni e volontà di riformare una narrazione, che oggi appare, sterile, perché fatta da propaganda senza evidenze progettuali.

Se Letta appare a sinistra come una luce in grado di reinterpretare questo contesto, a destra questa sollecitazione potrebbe portare a uomini nuovi e a farle incarnare la persuasione quale momento senza più retorica, ma carico di naturale impegno e di responsabilità.

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