Covid-19, l’ennesima beffa per l’Unione Europea: difficoltà anche per dosi Johnson&Johnson

Il balletto delle dosi di vaccino anti Covid-19 continua. Dopo i ritardi registrati nelle forniture da parte di Pfizer, Moderna e AstraZeneca, anche la Johnson&Johnson avrebbe difficoltà nel consegnare le 55 milioni di dosi di antidoto contro il nuovo Coronavirus previste nel contratto con l’Unione Europea per il secondo trimestre dell’anno.

L’azienda farmaceutica J&J ha annunciato, infatti, difficoltà a rispettare le consegne in Ue nel secondo trimestre a causa di «problemi nella catena di approvvigionamento». Lo riferiscono fonti dell’Ue citate da Reuters. L’obiettivo previsto di fornire 55 milioni di dosi ai Ventisette nel secondo trimestre, hanno fatto sapere le fonti, «sarà difficile da centrare».  Il vaccino del colosso USA, che richiede una sola dose, dovrebbe essere approvato l’11 marzo dall’Ema. L’azienda si è impegnata a fornire 200 milioni di dosi all’Unione europea per il 2021.

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Intanto la Camera di Commercio Italo-Russa, in una nota pubblicata sul suo sito internet,  ha annunciato la firma del «primo accordo in Europa tra il fondo governativo russo e la società Adienne Pharma&Biotech per la produzione in Italia del vaccino Sputnik V».

«Nelle scorse ore – spiega la Camera di Commercio – l’amministratore delegato del Russian Direct Investment Fund (Rdif), Kirill Dmitriev, ha confermato di aver raggiunto un accordo con l’azienda Adienne Pharma&Biotech per la produzione dello Sputnik V in Italia, siglando il primo contratto europeo per la produzione locale del vaccino. La partnership permetterà di avviare la produzione già dal mese di luglio 2021».

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«Il processo produttivo innovativo – afferma la nota – aiuterà a creare nuovi posti di lavoro e permetterà all’Italia di controllare l’intero processo di produzione del preparato. Questo permetterà la produzione di 10 milioni di dosi entro la fine dell’anno».

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