Usa-Iran, intesa raggiunta: stop alla guerra e riapertura di Hormuz

Meloni: occasione di pace, Italia pronta a contribuire

L’accordo tra Washington e Teheran ferma il conflitto, riapre lo Stretto di Hormuz e produce subito effetti sui mercati, ma lascia aperta la questione più delicata: il programma nucleare iraniano. La svolta viene presentata dall’Iran come la chiusura «immediata e permanente» della guerra, anche se il percorso diplomatico resta legato a dossier ancora irrisolti.

A indicare la portata dell’intesa è stato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi. Secondo Teheran, la cessazione delle ostilità riguarderà tutti i fronti, compreso il Libano, dopo la firma definitiva fissata per venerdì 19 a Ginevra. Alla cerimonia dovrebbe esserci il vicepresidente americano JD Vance, che ha confermato l’intenzione di partecipare e ha lasciato aperta anche la possibilità della presenza di Donald Trump.

Pubblicità

La lettura iraniana dell’accordo è già diventata politica. Lo stato maggiore, attraverso un comunicato diffuso dalla tv di Stato, ha rivendicato il risultato sostenendo che l’Iran ha «imposto la sua volontà ai nemici americani», obbligati ad «accettare la sconfitta».

Sharif apre l’annuncio, Trump conferma su Truth Social

Il primo a rendere pubblica l’intesa è stato il premier pachistano Shehbaz Sharif, che ha avuto un ruolo di mediazione tra le parti. Subito dopo sono arrivate le conferme incrociate da Washington e da Teheran. Trump ha scelto Truth Social per certificare la chiusura del negoziato: «L’intesa con la Repubblica islamica dell’Iran è ora completa». Nello stesso messaggio, il presidente americano ha annunciato la riapertura dello Stretto di Hormuz e la revoca immediata del blocco navale statunitense.

Pubblicità

Il ritorno alla piena navigazione non sarà però automatico. Il passaggio marittimo tornerà operativo dopo la firma, così da permettere prima le operazioni di sminamento dell’area. «Le navi di tutto il mondo possono tornare a navigare. Lasciate scorrere il petrolio», ha scritto ancora il tycoon.

Al New York Times, Trump ha aggiunto un altro dettaglio: il transito nello Stretto di Hormuz resterà senza pedaggi. Ma l’avvertimento a Teheran resta sul tavolo. Se non si arriverà a un’intesa definitiva sul programma nucleare, Washington potrebbe riprendere le operazioni militari.

Mercati in sollievo: petrolio giù, Asia in forte rialzo

La risposta finanziaria non si è fatta attendere. Il petrolio, che era salito dopo l’avvio del conflitto e il blocco dello Stretto di Hormuz, ha ceduto oltre il 5%. In Asia, invece, le Borse hanno accelerato: Tokyo ha guadagnato più del 4%, Seul oltre il 5% e anche i listini cinesi si sono mossi con decisione in territorio positivo.

Il rimbalzo non ha riguardato soltanto l’azionario. Oro e argento sono risultati in forte rialzo, confermando la portata globale della crisi e il peso dello Stretto di Hormuz sugli equilibri economici internazionali. Da quel tratto di mare, in condizioni normali, passa circa un quinto del commercio mondiale di idrocarburi.

Il documento dell’intesa non è stato reso pubblico nell’immediato. La fase successiva si aprirà entro 60 giorni, con negoziati dedicati a quattro capitoli: revoca delle sanzioni, questione nucleare, ricostruzione e sviluppo economico dell’Iran, sistema di monitoraggio degli impegni assunti.

Sul piano economico resta un punto sensibile. L’agenzia iraniana Mehr ha riferito di un testo non confermato ufficialmente che prevederebbe lo sblocco di 24 miliardi di dollari di beni iraniani congelati durante i 60 giorni di trattativa, con metà della somma disponibile prima dell’avvio dei colloqui. Washington, però, aveva già chiarito in precedenza che nessun fondo sarebbe stato scongelato prima dell’adempimento degli impegni da parte di Teheran.

Israele resta l’incognita sul percorso dell’accordo

L’accordo è stato accolto secondo narrazioni opposte: Teheran rivendica la vittoria, Washington presenta l’intesa come un risultato negoziale, mentre l’ONU prova a spingere sul valore diplomatico della svolta. Il segretario generale Antonio Guterres ha parlato di «un passo cruciale verso una soluzione pacifica».

La variabile più delicata resta Israele. Poco prima dell’annuncio, il Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano aveva minacciato su X una risposta «imminente» a un raid israeliano che domenica aveva provocato tre morti nella periferia sud di Beirut, roccaforte di Hezbollah.

Trump non ha nascosto l’irritazione per quell’azione militare, definendola un gesto che «non sarebbe dovuto accadere, soprattutto in un giorno così particolare», il suo ottantesimo compleanno. Ad Axios ha poi raccontato: «Ero furioso», spiegando di aver rimproverato il premier israeliano Benjamin Netanyahu.

Israele, dal canto suo, teme un compromesso sull’Iran non compatibile con le proprie esigenze di sicurezza e ha riferito di aver risposto ad attacchi di droni lanciati da Hezbollah contro il proprio territorio. Il dossier arriverà ora anche sul tavolo del G7 di Evian, in Francia, dove Trump incontrerà questa settimana gli altri leader delle grandi potenze.

Emmanuel Macron ha spiegato che l’obiettivo sarà valutare «le conseguenze di questo accordo, il sostegno al Libano, la riapertura di Hormuz nel tempo e la conclusione di un’intesa sul nucleare e il balistico in Iran». Regno Unito, Francia, Germania e Italia, in una nota congiunta, hanno indicato la disponibilità a revocare le sanzioni, ma solo «in risposta a misure chiare e verificabili» di Teheran sul programma nucleare.

Meloni: occasione di pace, Italia pronta a sostenere il processo

Sull’intesa è intervenuta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, richiamando la posizione espressa insieme a Francia, Germania e Regno Unito. «Nella notte abbiamo già espresso il nostro forte apprezzamento per il memorandum d’intesa siglato da Stati Uniti e Iran nelle scorse ore», ha affermato. Meloni ha ringraziato i mediatori, «in particolare il Qatar e il Pakistan», sottolineando che si tratta di «un’occasione di pace che va colta». L’Italia, ha aggiunto, «come già in passato, è pronta a sostenere il processo diplomatico verso un accordo complessivo».

Per la premier, i principi restano due: «L’Iran non può dotarsi dell’arma nucleare e la libertà di navigazione deve essere garantita». Da qui anche la disponibilità italiana, insieme agli altri partner e «fermo restando la necessaria autorizzazione parlamentare», a contribuire a «una presenza navale internazionale per accompagnare la piena riapertura dello Stretto di Hormuz». Meloni ha infine richiamato il fronte libanese: «È necessario che le ostilità cessino anche in Libano, dove l’Italia continuerà a lavorare per sostenere la sovranità libanese».

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Incendio a Napoli, rogo in un capannone a Poggioreale: fiamme domate | Video

Bruciati frigoriferi per prodotti ortofrutticoli Allarme nella notte a Napoli per un rogo scoppiato in un’area adibita con capannoni. Poco prima delle 4, in via...

Raid Usa sull’Iran, Teheran reagisce e minaccia di chiudere lo Stretto di Hormuz

Droni e missili contro basi americane, petrolio in rialzo Washington ha lanciato raid aerei contro strutture militari iraniane dopo le accuse di Donald Trump a...

Ultime notizie

Iran, Donald Trump attacca ancora l’Europa: «Irrilevante»

Casa Bianca: firma vicina con Teheran Il possibile accordo con l’Iran riapre lo scontro tra Donald Trump e l’Europa. Il presidente americano rivendica il negoziato...

Eav, Forza Italia inchioda De Gregorio: «Contratto nullo dall’origine»

Gli azzurri: «Rischio danno erariale per la Regione» L’opposizione torna all’attacco su Eav e alza il livello dello scontro. Dopo la richiesta di un Consiglio...

Omicidio di Arcangelo Correra, la Procura chiede 20 anni per Renato Caiafa

Il 18enne fu ucciso da un colpo partito da una pistola rubata Venti anni di carcere. È la richiesta avanzata dalla Procura per Renato Benedetto...