Per Draghi arriva la prima grana: il no alla riapertura degli impianti di sci divide la maggioranza

La polemica sulla mancata riapertura degli impianti sciistici è stata soltanto un assaggio di quella che potrebbe essere la tempesta perfetta che un giorno potrebbe travolgere il governo. Ma anche la dimostrazione che la navigazione del governo Draghi sarà tutt’altro che agevole e che i pericoli possono essere sempre dietro l’angolo.

Certo la base parlamentare del governo al momento è tale da mettere al sicuro da possibili contraccolpi, ma ciò non toglie che il rischio di logorarsi è da mettere in conto, così come la perdita della spinta iniziale che non va assolutamente sottovalutato. Mario Monti, non a caso, arrivò su un’onda enorme di consensi e apprezzamenti, ma poi tutti sanno come è finita quell’avventura.

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Però questa prima crisi di nervi è sintomatica anche sul reale stato della maggioranza e delle divisioni che sotto una superficie unitaria ci sono tra i vari partiti. Ed a poco vale che il governo abbia subito fatto filtrare che la decisione è stata presa di concerto proprio con la presidenza del Consiglio e non è stata presa in autonomia dal solo ministro della Salute.

La realtà, comunque, riflette l’immagine di una maggioranza in cui ogni partito gioca la sua partita consapevole che prima o poi ci sarà il giudizio degli elettori. Quindi tutto è traguardato all’appuntamento elettorale e in funzione di questo, prese scelte e fatte decisioni.

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Senza contare che su tutto si scaricano anche quei musi lunghi e mugugni che la formazione dell’Esecutivo ha portato con sé e che soltanto per calcolo politico non sono usciti fuori in maniera plateale. Si spiega così come mai su questa vicenda il Pd e il M5S siano rimasti pressocchè in silenzio. Soltanto il vice di Delrio alla Camera, Michele Bordo, ha sentito il dovere di dire la sua sul no alle riaperture degli impianti sciistici, spiegando, peraltro, che «il numero dei contagi non offriva alternative a Roberto Speranza sugli impianti sciistici. Servono ancora cautela e rigore. Adesso subito indennizzi alle categorie colpite e soprattutto basta demagogia da parte di chi non è più all’opposizione ma al governo Draghi».

Stesso atteggiamento per il M5S dove per la verità la preoccupazione è su altro, a quella profonda faglia che ormai sta dividendo i gruppi parlamentari e che rischia di minare anche la stessa maggioranza, nel senso che una defezione pesante dei Cinquestelle potrebbe alterarne gli equilibri interni indebolendo l’asse con il Pd e Leu, modificando così la natura della maggioranza.

Roberto Fico

E la consapevolezza della gravità del momento è confermata dallo stesso presidente della Camera Roberto Fico il quale, smettendo i panni della terza carica dello Stato, decide di scendere in campo per dire che comprende «il malumore di chi non digerisce certe scelte e di chi nutre perplessità rispetto a decisioni che appaiono in contrasto con il nostro percorso. Ma dobbiamo adottare un cambio di prospettiva drastico, perché il momento lo richiede».

Ma allo stesso tempo rassicurando che «il nuovo super ministero c’è» e che «da oggi il Movimento 5 Stelle ha le leve per gestire il Paese nel cuore della transizione ecologica, ovvero di disegnare l’Italia che verrà». Da qui la considerazione che «la fase che si apre ora deve essere di costruzione, responsabilità, lungimiranza e avrà al centro temi che sono cari al Movimento: sostenibilità, ambiente, beni comuni, transizione energetica».

Il ministro Massimo Garavaglia (foto Governo.it)

Così non è casuale che ad esprime le note più critiche siano i leghisti, i quali esprimendo anche il ministro del Turismo sono quelli più colpiti da questa vicenda. Senza dimentica che proprio nel corso del governo Conte bis proprio Salvini era stato uno dei più critici sulla gestione della pandemia.

Naturale che la reazione leghista fosse quella più forte, tanto che il ministro del Turismo Massimo Garavaglia che ieri in Lombardia ha incontrato gli operatori del settore e ha spiegato: «Il decreto Ristori era sostanzialmente già pronto al Mef, però essendo stato all’opposizione non ho potuto vedere nel dettaglio i contenuti. Certo è che questa proroga della chiusura degli impianti sciistici ha cambiamo un pò le carte in tavola, quindi sarà necessario metterci mano. Per fare un esempio, se c’era una quantificazione degli indennizzi per gli impianti a fune, se si aggiunge un mese di chiusura è chiaro che i numeri cambiano. Sono questioni molto tecniche».

Critica anche Forza Italia, l’altro partito di centrodestra che ha aderito all’appello di Mattarella per un governo di unità nazionale e che è uscito a dir poco deluso dalla formazione del governo. E riflesso di questa situazione la defezione di tre deputati dal gruppo per confluire in Cambiamo! di Giovanni Toti. Spia e incide su di un clima sempre più pesante tra i forzisti che temono l’irrilevanza.

Giovanni Toti

Se c’è chi piange, c’è anche chi ride come Fratelli d’Italia, che osserva con una malcelata soddisfazione queste contorsioni nella maggioranza.

Giorgia Meloni ricorda che «chi vive e lavora in montagna merita rispetto, va sostenuto nell’accesso ai servizi e chiede che lo Stato sia un alleato per favorire residenzialità, combattere lo spopolamento e rilanciare l’imprenditorialità. I commenti approssimativi, i pregiudizi e l’ironia che sto leggendo in queste ore per giustificare la folle scelta di Draghi e Speranza di rinviare, peraltro con poche ore di preavviso, la stagione sciistica amatoriale sono un affronto per tantissimi nostri connazionali».

E intanto per oggi ha già fissato un incontro online dal titolo ‘Io sto con gli operatori della montagna’. Un dibattito aperto con gli operatori della montagna per analizzare lo stato di crisi e per proporre soluzioni a salvaguardia del turismo e dell’economia del settore.

Interverranno i capigruppo di Fratelli d’Italia alla Camera e al Senato, Francesco Lollobrigida e Luca Ciriani, il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, l’assessore lombardo di FdI con delega al turismo, Lara Magoni, e Gianluca Caramanna, responsabile nazionale del dipartimento Turismo di Fratelli d’Italia. A concludere i lavori il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. L’evento sarà trasmesso in diretta sulle pagine Facebook e Youtube di Fratelli d’Italia. Intanto, ieri la Direzione nazionale ha deciso il no alla fiducia al governo Draghi.

Insomma, Draghi farà bene a prendere subito atto della complessità della situazione che si trova a governare, ma soprattutto di dover realizzare una maggiore condivisione e dialogo, quello che forse proprio in questa occasione è mancato. Non è un caso che ieri alla Camera si siano visti Nicola Zingaretti e Matteo Salvini proprio per stabilire un canale di comunicazione ed evitare corti circuiti. Ma forse anche per mettere un punto alla delicata partita delle nomine di viceministri e sottosegretari, che dovrebbe chiudersi venerdì. Una vicenda che senza dubbio contribuisce ad alimentare tensioni ed un clima di reciproci sospetti.

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