Si va verso la convocazione di un tavolo di lavoro: scrivere tutti insieme l’agenda di governo. Ma su Conte i renziani resistono

Convocare un tavolo di lavoro affinché tutti possano confrontarsi sui vari temi e stilare un programma dettagliato. Sembra essere questo lo scenario che si va delineando al termine della prima giornata di lavori ‘dell’esploratore’ Roberto Fico, che ieri ha incontrato i partiti maggiori ed oggi concluderà il primo giro di incontri con i ‘piccoli’ della coalizione tra cui il neonato gruppo del Maie.

Non è stato un sabato facile per Roberto Fico che, dopo l’investitura del Capo dello Stato a verificare se all’interno della vecchia maggioranza di governo fosse possibile trovare una sintesi che permettesse la nascita di un nuovo governo, si è messo subito a lavoro.

Pubblicità

Peraltro martedì, e cioè il giorno nel quale dovrà riferire al presidente Mattarella come è andata ‘l’esplorazione’, non è così lontano e quindi meglio mettersi subito al lavoro.

Così ha passato in rassegna tutti i gruppi maggiori dal Pd fino a Leu per capire quale fosse lo stato dell’arte e farsi una prima idea della situazione. Non che Fico non sapesse come la pensassero i vari protagonisti, ma la necessità di avere chiara la distanza che separa i vari partiti sull’ipotesi di un Conte ter, che continua a rimanere sospeso nell’aria richiamato da Pd, M5S e Leu ma posto sullo sfondo e più lontano da Italia Viva.

Pubblicità
Vito Crimi

Ed a sera senza dubbio Fico non ha potuto non rilevare che le posizioni continuano a rimanere distanti e soprattutto cristallizzate, così come aveva già certificato il presidente Mattarella. Se Pd, M5S e Leu continuano a ribadire, come ha detto Vito Crimi uscendo dalle consultazioni, che «Conte è un nome indiscutibile», dall’altro Matteo Renzi ripete che «i nomi arrivano dopo i contenuti».

Su un punto però tutti sono stati d’accordo e cioè stilare un programma, mettere in chiaro le cose da fare. Il capo politico del M5S ha parlato di «cronoprogramma», spiegando: «Si lavori a un cronoprogramma dettagliato su temi e tempi che dia indicazione certa del lavoro che il governo dovrà svolgere, un percorso che dovrà essere solennemente e pubblicamente sottoscritto da tutte le forze politiche che intendono partecipare a questo percorso».

Nicola Zingaretti

A sua volta il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, ha parlato di un patto «di legislatura per l’Italia coinvolgendo la maggioranza che ha sostenuto il governo Conte nel suo secondo mandato e quelle forze che hanno dato la fiducia nell’ultima occasione, sia alla Camera che al Senato, con lavoro collegiale».

Indicando, inoltre, sei punti quali «il tema della riforma fiscale; la giustizia; il pacchetto di riforme istituzionali a cominciare dalla legge elettorale di stampo proporzionale; le necessarie riforme legate alle politiche attive sul lavoro, il tema delle infrastrutture sociali del paese, a cominciare dalla ricostruzione del modello sanitario, della scuola, della ricerca e dell’università; il tema del commercio, del turismo e del terziario, pilastro della nostra economia, duramente colpito dalla pandemia». Un programma senza dubbio corposo.

Matteo Renzi

Un patto di legislatura che per i dem prevede, chiaramente, la riconferma di Giuseppe Conte alla guida dell’Esecutivo. E i renziani? Sul fronte del programma anche Italia Viva si è detta d’accordo chiarendo, però, che: «Siamo per un documento scritto e condividiamo l’idea di un crono-programma dove è chiaro chi fa cosa e in quali tempi».

E’ però sui temi che emergono i primi problemi, come conferma lo stesso Renzi: «Ci sono molti elementi divisivi: il mes, le infrastutture, le scuole. Su tutti questi temi ci sono opinioni diverse. Nessuno può pretendere di imporre agli altri le proprie idee, siamo disponibili a discutere. Serve una comune energia per risolvere i problemi».

Ma se c’è disponibilità, al momento, a confrontarsi sui temi sul nome di Conte l’ex sindaco di Firenze continua a buttare la palla in tribuna: «Sono ripetitivo, ho sempre detto che i nomi arrivano dopo. Il dibattito è sui contenuti ed è il metodo che giustamente sta portando avanti il presidente Fico. Non abbiamo discusso di nomi, sono importanti ma arrivano alla fine».

La sensazione, quindi, è che la strada sia ancora in salita soprattutto sul nome di Conte su cui i renziani continuano a resistere. Ecco perché Fico alla fine potrebbe decidere per un nuovo giro di consultazioni ma stavolta collegiale, convocando attorno a un tavolo di lavoro tutti i protagonisti. Cercare, perciò, una soluzione tutti insieme a partire dall’agenda del governo fino ad arrivare al nome di chi dovrà guidare il governo.

Insomma, seguendo lo schema proposto da Renzi e cioè prima i contenuti e poi il nome. Il timore però è che alla fine il cerchio non si chiuda attorno al nome di Conte. Ma allora bisognerà vedere se tutti saranno davvero disposti a morire per Giuseppe Conte.

© Riproduzione riservata

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Vinicio Capossela incanta Pompei e difende la bellezza reale dai «paradisi artificiali»

Il cantautore celebra i vent’anni di Ovunque proteggi Ci sono concerti che terminano quando si spengono le luci e altri che continuano a lavorare dentro...

Dove andare al mare a Napoli: le spiagge da provare almeno una volta

Napoli non è la classica destinazione balneare fatta di lunghe distese di sabbia, eppure offre angoli sorprendenti per chi cerca una giornata di relax...

Ultime notizie

Comune sciolto, Sangiuliano: «Castellammare merita buongoverno e legalità»

Il capo dell'opposizione: «Fatti chiari, il provvedimento era scontato» Lo scioglimento del Comune di Castellammare di Stabia «costituisce un fatto ineludibile, un esito scontato a...

Scoperto un falso ateneo con corsi di laurea da 1.500 euro l’anno: 37 indagati

L’ente non disponeva di una reale struttura universitaria Un’università soltanto sulla carta, ma capace di promuovere online corsi di laurea triennale e magistrale e di...

Napoli, gettoni delle Municipalità: il Comune accentra le verifiche

Il dossier sui compensi passa al direttore generale Granata Un ufficio ad hoc dovrà passare ai raggi X i gettoni pagati ai consiglieri delle dieci...