Penitenziaria, i candidati del concorso 2019 sollecitano il Governo: urgono assunzioni

A circa un anno dall’inizio della loro ‘battaglia’, i candidati del concorso per l’arruolamento di 754 allievi agenti di Polizia Penitenziaria si vedono ancora costretti a sollecitare, alle forze politiche, assunzioni in tempi brevi per dare un sospiro di sollievo agli operatori delle carceri, costretti a lavorare in ambienti difficili e con sicurezza ridotta al minimo.

Nonostante le problematiche sempre più frequenti dovute alle continue aggressioni ai danni degli agenti penitenziari, le evasioni come quella verificatasi nei giorni scorsi nel carcere di Rebibbia e le rivolte, non è stata garantita una risposta concreta alle incessanti richieste da parte delle sigle sindacali e dei candidati del concorso 2019 che continuano a richiedere assunzioni mediante lo scorrimento della graduatoria degli idonei ai quiz.

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Sembra ormai abbastanza chiaro che la Polizia Penitenziaria non può più aspettare e che il Corpo necessita di forze fresche in campo che diano il loro contributo al fine di scongiurare episodi di violenza che, purtroppo, continuano a verificarsi all’interno dei penitenziari.

E’ passato quasi un anno da quando si è innalzata la voce dei candidati risultati idonei alle prove preselettive con punteggi altissimi ma rimasti esclusi dagli accertamenti psico-fisici; una situazione che merita l’attenzione da parte degli esponenti della maggioranza. Al momento, infatti, vista l’attuale pandemia che non consente l’avvio di nuovi concorso la soluzione sarebbe una: attuare lo scorrimento della graduatoria in modo tale da consentire a questi ragazzi di accedere alle successive prove e riuscire a colmare la carenza degli organici.

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Questa la loro voce indirizzata agli esponenti della maggioranza, al Governo e al Ministro della Guistizia Alfonso Bonafede:

Con la presente, vogliamo comunicare il nostro sgomento nell’apprendere dei gravi problemi strutturali ed organizzativi in cui, purtroppo, versano oggi gli istituti penitenziari italiani anche in termini di carenza di risorse umane: poche risorse a fronteggiare numerose aggressioni e da qualche tempo, anche il Covid-19.

Il 5 marzo 2019 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il concorso per l’arruolamento di 754 allievi agenti di Polizia Penitenziaria, di seguito ampliato a 938 posti con decreto del Direttore Generale del Personale Massimo Parisi pubblicato in G.U. n. 89 del 12 novembre 2019.

A causa del diffondersi della pandemia, la procedura concorsuale ha subìto un blocco causando molti disagi anche all’interno degli istituti penitenziari che già soffrivano la carenza di personale e che ad oggi è stata ancora di più aggravata dalle mancate assunzioni.

Da tempo sollecitiamo al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede la necessità di nuove forze in campo che possano garantire maggiore sicurezza all’interno delle carceri. L’ultimo concorso, infatti, ha previsto l’immissione al corso di ben 938 unità che, sarebbero insufficienti per colmare le carenze e, l’attuale pandemia che si è abbattuta anche in Italia, non consente l’espletamento di nuove procedure concorsuali.

La graduatoria risulta ancora aperta con gli idonei ai quiz che hanno conseguito un punteggio superiore al 9 e, vista l’attuale crisi sanitaria ed economica chiediamo un ampliamento dei posti del predetto concorso in modo tale, da reperire nuovo personale in tempi più rapidi e senza ulteriori costi per lo Stato.

Noi candidati del concorso bandito nel 2019, abbiamo avanzato numerose richieste di assunzioni straordinarie anche con l’ausilio delle forze sindacali, riscontrando anche l’appoggio da parte di alcune parti politiche ma non siamo ancora riusciti a farci sentire dal Ministro Bonafede. Nonostante le numerose richieste, infatti, sono state autorizzate 650 assunzioni inserite nel Decreto Rilancio di luglio che non riuscirebbero a coprire il turnover e, a seguire, anche altre 555 assunzioni inserite nella Legge di Stabilità 2021.

Per questi motivi, viste le carenze degli organici e i problemi strutturali degli istituti di pena sollecitiamo la necessità di un ampliamento dei posti attingendo alla nostra graduatoria e dando la possibilità di accedere alle prove successive ai ragazzi che si ritrovano esclusi con punteggi pari o superiori al 9.

Vi chiediamo, inoltre, di appoggiarci nella nostra “battaglia”, e di far giungere la nostra voce fino al Ministro Bonafede. Risulta una priorità per noi far fronte alle problematiche delle carceri italiane e consentire agli agenti di Polizia Penitenziari di operare in condizioni di assoluta sicurezza.

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