Nicosia (Ides): «Il Governo non ha salvato la Sicilia. Ci restituisca il maltolto di 75 anni di furti»

Da Ides, Identità siciliana, riceviamo e pubblichiamo.

Su molti giornali, oggi e ieri, i deputati del M5S dell’Ars, siciliani, esultano ed esaltano il fatto che il governo Conte abbia salvato la Sicilia con l’accordo spalma-disavanzo, facendo prendere a Musumeci numerosi impegni per la riduzione della spesa, principio per il quale questo disavanzo è pagato dai siciliani e non da altri.

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In ogni caso, c’è da sperare che i tagli siano applicati sui capitoli dove traboccano i privilegi e gli sprechi e non sulla sanità e sui servizi essenziali, come quelli sociali, come accade da sempre ai danni dei siciliani onesti e deboli.

È un grande paradosso questa notizia, su cui vorrei si concentrasse l’attenzione di tutti. I rappresentanti del M5S hanno imparato a fare politica e a distorcere l’attenzione dal vero e unico problema che la Sicilia vive: il furto dei 10 miliardi di euro l’anno ai siciliani, che spettano in base all’art 36 -37 del nostro Statuto di Autonomia speciale. Soldi dei siciliani, voglio evidenziarlo.

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Oggi ci vogliono vendere quest’accordo “spalma-disavanzo” come un successo e un favore fatto alla Sicilia, per tenerci sempre sotto scacco e far apparire questa terra disgraziata e povera, invece di reclamare e riconoscere i nostri diritti economici.

Perché non reclamano con forza il maltolto di 75 anni di furti alla Sicilia? Una somma che equivale a 7.5 miliardi certificati dall’Eurispes (ma sono 10 miliardi) e dalla sentenza della Corte Costituzionale del 2014. Tra l’altro, un tema che sembrava caro ai deputati del M5S quando erano all’opposizione e contro il PD. Il furto lo ha riconosciuto ufficialmente anche l’On. Foti, il 9 aprile dell’anno scorso, vicepresidente dell’ARS e oggi non più appartenente al Movimento 5 Stelle.

Adriano Nicosia di Identità Siciliana

Perché questi deputati non combattono e annullano i patti scellerati ai danni della Sicilia e dei siciliani, stipulati da Crocetta e Renzi per non riconoscere i generosi diritti economici alla nostra Terra? Oggi lo possono fare se solo volessero, sono al Governo. Poi, perché non annullano tutti gli effetti della Legge 42 del 2009 che, per l’applicazione del principio della spesa storica, rubano 61.5 miliardi di euro l’anno a tutto il Sud? Che ipocrisia pura!

I deputati del Movimento 5 Stelle dovrebbero intervenire contro queste ingiustizie e non vendere fumo ai siciliani, come tanti partiti nazionali che non hanno mai avuto, e non hanno, neanche oggi, interesse a riconoscerci quello che è nostro di diritto. Di fatto, stanno permettendo un’ingiustizia regolata per Legge di Stato, qualcosa che ia equipara a una legge razziale. Un bambino che nasce al Sud ha molto meno diritti e possibilità per legge rispetto a uno che nasce al Nord.

Quel disavanzo lo pagheremmo in un anno, se ci fosse riconosciuto quello che è nostro, e dall’anno successivo avremmo una barca di soldi da distribuire ai nostri concittadini siciliani.

L’altro paradosso è che Musumeci, invece di protestare e richiedere quello che è nostro, è totalmente in linea con il Governo centrale. È questa la vera condanna dei siciliani, non avere una classe politica sincera che lotti veramente per l’equità e la giustizia di un Popolo.

Adriano Nicosia
Portavoce IDES Identità Siciliana

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