Libia, pescherecci in viaggio verso l’Italia: grande attesa a Mazara del Vallo

I due pescherecci ‘Medinea’ e ‘Antartide’ sono partiti questa notte (intorno all’una) dal porto di Bengasi, in Libia, e sono attesi in Italia per domenica. A bordo ci sono gli uomini liberati ieri dal governo del generale libico Haftar dopo un’odissea durata 108 giorni.

Già ieri sera i pescherecci erano pronti alla partenza ma una delle due barche ha avuto un guasto elettrico al motore ed è stato necessario rinviare il ritorno in Italia.

Pubblicità

Adesso i due pescherecci sono in navigazione con destinazione Mazara del Vallo (Trapani)La partenza è stata comunicata dal comandante del motopesca ‘Medinea’, Pietro Marrone, al suo armatore.

«Abbiamo cambiato quattro prigioni. Ce la siamo vista brutta. Abbiamo avuto paura» ha detto Pietro Marrone, comandante del Medinea in viaggio per Mazara del Vallo, all’armatore Marco Marrone.

Pubblicità

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Napoli e l’emergenza violenza giovanile: più sport, più educatori, più scuole aperte

Non basta intervenire dopo: bisogna costruire alternative alla strada Quello che è accaduto qualche giorno fa a Ponticelli non può essere archiviato come l’ennesimo episodio...

America’s Cup, Rispoli: «Napoli merita una programmazione seria, il lungomare sarà incompleto»

La città rischia di presentarsi con transenne e lavori in corso Napoli si prepara ad accogliere l’America’s Cup, ma sul Lungomare potrebbero restare transenne, mezzi...

Ultime notizie

Meloni guarda al 2027: «Nessuno può accusarmi di essermi risparmiata»

La premier: «A settembre meno tasse e più potere d’acquisto» «Avrei potuto fare meglio? Certo. Ma avrei potuto fare di più? No». Giorgia Meloni affida...

Bimba nata dopo la fecondazione in vitro, il Dna svela scambio di embrioni

La procura indaga su quanto accaduto Il dubbio è nato da un dato apparentemente semplice: il gruppo sanguigno della bambina non coincideva con quello della...

Attentato a Sigfrido Ranucci, Lavitola confessa: «L’ho fatto per il suo bene»

Cinque ore davanti al gip: «La bomba serviva ad alzare la scorta» Cinque ore di interrogatorio e una confessione che non chiude il caso, ma...