Caso Suarez, Paratici indagato per false dichiarazioni. Spunta il nome del ministro Paola De Micheli

Le indagini sul caso Suarez «hanno fatto emergere ipotesi (invero tuttora al vaglio degli inquirenti) di false dichiarazioni al pm rese dall’avvocato Chiappero e dal dirigente (della Juventus – ndr) Paratici in occasione delle audizioni presso la procura di Perugia». E’ quanto si legge nell’ordinanza con cui il gip Piercarlo Frabotta ha disposto una serie di misure interdittive. Nel procedimento della procura di Perugia sul cosiddetto ‘Caso Suarez’ sono sette gli indagati elencati nella misura interdittiva spiccata dal gip.

La Juventus ha confermato, con una nota pubblicata sul suo sito web, che oggi «è stata notificata a Fabio Paratici un’informazione di garanzia e sul diritto di difesa». Il reato ipotizzato dalla Procura di Perugia, precisa il club «è esclusivamente l’articolo 371 bis» del codice penale, ovvero false informazioni al pubblico ministero. Il club nel confermare l’avviso di garanzia a Fabio Paratici, ribadisce «con forza la correttezza dell’operato» del suo dirigente e «confida che le indagini in corso contribuiranno a chiarire la sua posizione in tempi ragionevoli».

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Dalle carte dell’inchiesta emerge che il direttore sportivo della Juventus Fabio Paratici contattò il ministro dei Trasporti Paola de Micheli, sua amica di infanzia, «per velocizzare la pratica ministeriale di riconoscimento della cittadinanza italiana nei confronti di Suarez». Dalle indagini è emerso che il ministro diede a Paratici il contatto del capo di gabinetto del Viminale Bruno Frattasi.

De Micheli, si legge ancora, «ha ammesso» di aver procurato il contatto.  I «meticolosi approfondimenti investigativi», è scritto nell’ordinanza del Gip di Perugia Piercarlo Frabotta, hanno consentito «di comprendere come nei primi giorni del mese di settembre 2020 la dirigenza della Juventus si sia mossa ai massimi livelli istituzionali per velocizzare la pratica ministeriale del riconoscimento della cittadinanza italiana nei confronti di Suarez».

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E vanno visti in quest’ottica i contatti tra il ds Fabio Paratici e la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti. «Paola De Micheli – si legge – ha ammesso di aver procurato all’amico d’infanzia Paratici il contatto di Frattasi Bruno, capo di gabinetto del ministro dell’Interno». Per effetto della segnalazione, prosegue il giudice, ci sono state «successive interlocuzioni tra l’avvocato Chiappero ed il vice prefetto Antonella Dinacci», sempre afferenti la stessa problematica.

Sospesa per otto mesi dall’esercizio del pubblico ufficio la rettrice dell’Università per Stranieri di Perugia Giuliana Grego Bolli nell’indagine sull’esame “farsa”. Il Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza le ha notificato un’ordinanza di applicazione della misura cautelare interdittiva. Stesso provvedimento per il direttore generale Simone Olivieri, per la professoressa Stefania Spina e per il componente della commissione “Celi Immigrati”, prof. Lorenzo Rocca. Ipotizzati la violazione del segreto d’ufficio finalizzata all’indebito profitto patrimoniale e falsità ideologiche in atti pubblici.

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