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Conte fa ‘quaterna’. Via libera al Ristori quater con gli 8 miliardi dello scostamento di bilancio

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E siamo a 4. Se non fossimo alle prese con il Covid e con il rischio di un Natale chiusi in casa e senza le abituali riunioni di famiglia, grideremmo: Quaterna! Proprio così il governo ieri sera ha varato il quarto provvedimento per aiutare le categorie e gli operatori economici colpiti dalle ultime chiusure. Il Ristori quater, volendo utilizzare la dicitura ufficiale.

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Come al solito tutto fatto sempre con il favore delle tenebre, con un Consiglio dei ministri convocato alle 22.30 e terminato poco più di un’ora dopo. Così, dopo il via libera allo scostamento di bilancio per 8 miliardi, il governo è voluto passare subito ai fatti anche per dare in questo modo una risposta, indiretta, a chi dice che questo Esecutivo siamo ormai immobile e impantanato.

«Chi è colpito dalla crisi provocata dal Covid19 troverà sempre lo Stato al suo fianco». Ha annunciato su twitter il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, proseguendo a scrivere che «continuiamo a sostenere lavoratori, partite Iva e imprese con il rinvio delle principali scadenze fiscali e con altre importanti misure».

Più ampia, invece, su Facebook l’analisi dove il ministro Gualtieri ha evidenziato come «tutte queste ulteriori importanti misure di sostegno economico» siano state varate «grazie al nuovo scostamento di bilancio di 8 miliardi di euro che, con grande senso di responsabilità, è stato approvato in Parlamento, anche col voto delle opposizioni».

Gualtieri: «Sospesi versamenti Iva e contributi dicembre»

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Roberto Gualtieri

E guardando al futuro il ministro dell’Economia si augura, nel rispetto dei ruoli, «che questo spirito costruttivo e di dialogo prosegua nei prossimi mesi in cui dovremo accompagnare il Paese fuori dalla crisi». Guardando alle misure sempre Gualtieri precisa che «Sospendiamo inoltre i versamenti delle ritenute, dell’Iva e dei contributi previdenziali di dicembre, sempre per le aziende e i professionisti con un fatturato non superiore a 50 milioni di euro nel 2019, che abbiano registrato un calo del 33% a novembre 2020 rispetto a novembre 2019».

Arrivano aiuti per tour operator, agenzie di viaggio. Indennità di 1000 euro per stagionali turismo

Sospensione che «si applica anche a tutte le attività economiche che sono state chiuse con il Dpcm del 3 novembre, a quelle oggetto di misure restrittive con sede nelle zone rosse, ai ristoranti nelle zone arancioni e rosse, a tour operator, agenzie di viaggio e alberghi nelle zone rosse». Poi, disposto il rinvio «al primo marzo 2021 le scadenze dei pagamenti per la Rottamazione ter ed il saldo e stralcio relativi alle rate scadute nel 2020». Nel novero degli aiuti non vengono esclusi settori come turismo, spettacolo e sport. Infatti, Gualtieri chiarisce che sarà erogata «una nuova indennità una tantum di 1.000 euro per gli stagionali del turismo, degli stabilimenti termali e dello spettacolo, e per altre categorie come gli intermittenti».

Inoltre, saranno destinati «ulteriori 90 milioni di euro per il fondo emergenze spettacolo, cinema e audiovisivo e ulteriori 10 milioni al fondo per agenzie di viaggio e tour operator, nonché guide e accompagnatori turistici». Non mancano sostegni per fiere e congressi con «350 milioni di euro per il 2020».

Mentre per lo sport sarà incrementato «di 92 milioni la dotazione del Fondo unico per il sostegno delle associazioni e società sportive dilettantistiche ed eroghiamo per il mese di dicembre un’indennità di 800 euro per i lavoratori di questo settore». Altra novità, l’ampliamento della «platea delle attività oggetto dei contributi a fondo perduto con l’ingresso di diverse categorie di agenti e rappresentanti di commercio». Insomma, chi più ne ha più ne metta.

Conte passa all’incasso dopo l’ok allo scostamento, ma restano le spine del Mes e del Recovery Fund

Giuseppe Conte

Conte, quindi, è subito voluto passare all’incasso dopo il via libera del Parlamento agli 8 miliardi di extradeficit. Un gesto che, come detto, vuole anche essere un segnale di attività e di vitalità alla luce delle critiche e delle voci che vedrebbero il Conte bis sempre più in bilico. Ma i dossier e le spine per Conte sono diversi e non tutte di facile soluzione. A partire da oggi sul Mes.

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Il ministro Gualtieri per evitare scivoloni riferirà oggi sulla riforma del Mes soltanto in Commissione, nelle riunioni congiunte di Camera e Senato della Bilancio, della Finanze e della Politiche comunitarie. In effetti non si tratta di attivare il Mes ma semplicemente del via libera italiano alla riforma. Ma ciò non toglie che il tema rimane scivoloso, tanto per la maggioranza e tanto per il centrodestra.

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Nella maggioranza Pd e Iv continuano a chiedere l’attivazione del Mes, mentre il M5S è contrario. A sua volta il centrodestra è altrettanto diviso tra chi è disponibile al salva Stati, Forza Italia, e chi come Lega e Fratelli d’Italia continua a battersi per il non utilizzo. La questione si riproporrà però il 9 dicembre, quando il premier Conte sarà in Parlamento per il Consiglio europeo del 10 e 11 dicembre. Allora toccherà proprio a Conte trovare una soluzione che eviti al governo di finire in minoranza.

C’è poi anche la questione del Recovery fund. Il premier Conte ha dovuto cedere sulla gestione delle risorse provenienti dall’Europa, e così la cabina di regia sarà affidata non solo a Palazzo Chigi ma vedrà coinvolto tanto il ministro dell’Economia quanto quello dello Sviluppo economico. In sostanza anche Pd e M5S metteranno bocca sulla destinazione dei fondi. Poi a dare una mano sei manager che dovranno gestire i sei grandi capitoli in cui si divideranno i 209 miliardi in arrivo dall’Ue. Insomma, Conte dovrà necessariamente rapportarsi con i singoli partiti.

Speranza mercoledì in Parlamento su piano vaccinale e nuovo Dpcm. Probabile stop a spostamenti tra Regioni

Il premier Conte e il ministro Speranza

Nel frattempo, c’è una pandemia da gestire e da tenere sotto controllo. Venerdì scorso ci sono stati i primi provvedimenti che hanno portato l’Italia ad essere meno rossa, ma gli occhi sono tutti puntati verso il 2 dicembre quando in Aula ci sarà il ministro Speranza. In quell’occasione presenterà il piano vaccinale ma anche i dettagli del nuovo Dpcm, che dovrà essere varato per sostituire quello precedente che scadrà il 3 dicembre.

Rispetto alle previsioni dovrebbe essere un solo Dpcm, nel quale saranno contenute anche le indicazioni per le festività di Natale. Quindi temporalmente rimarrà valido fino a dopo l’Epifania. Secondo le indiscrezioni si dovrebbe andare verso un blocco della mobilità tra le Regioni, anche se gialle, la chiusura degli impianti di sci per tutto il periodo natalizio, e il coprifuoco dalle 22 alle 6. Perciò, niente messa di Natale e niente veglione di Capodanno.

Si tratta però ancora di ipotesi ma i continui richiami al Natale sobrio e contro il ‘liberi tutti’, fanno immaginare che il prossimo Dpcm non si discosterà molto da quanto ipotizzato. Ecco che allora conviene consolarsi con la ‘quaterna’ del governo sul Ristori, perché forse questa sarà l’unica che vedremo in questo Natale targato Covid.

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