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Rosso, arancione e giallo. Conte ‘colora’ l’Italia ma monta la rabbia tra i governatori

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Quattro regioni in zona rossa, due in quella arancione e ben 14 in quella gialla. Mentre nessuna in quella verde. E’ questa l’immagine dell’Italia che esce al termine della conferenza stampa di ieri sera del presidente Giuseppe Conte, nella quale oltre ad aver spiegato i contorni del Dpcm (andrà in vigore da domani) ha anche finalmente tolto il velo all’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza, che prevede per l’appunto quattro scenari in base ai quali classificare le Regioni: rosso, arancione, giallo e verde. Per la precisione quest’ultimo, il verde, che sarebbe quello del pericolo di contagio zero per il momento non riguarda alcuna regione italiana.

C’è voluta un’intera giornata e la solita conferenza stampa serale del premier Conte da Palazzo Chigi per mettere a punto le nuove misure, che da domani fino al 3 dicembre regoleranno la vita di milioni di italiani. Ed a giudicare dalle polemiche che hanno accompagnato le parole del presidente Conte si capisce anche perché ci sia voluta un’intera giornata. Ma andiamo con ordine. Per prima cosa la divisione delle Regioni per zone.

Lombardia, Piemonte, Calabria e Valle d’Aosta sono nella zona rossa. Puglia e Sicilia nella zona arancione. Le altre, invece, sono nella zona gialla. Un lavoro fatto in base ai 21 parametri che hanno portato le singole Regioni all’interno della propria fascia. E chiaramente stare nell’una o nell’altra comporta restrizioni di non poco conto. Infatti, al di là di un quadro di misure valide a livello nazionale (coprifuoco per tutti dalle 22 alle 5, riduzione al 50 per cento dei posti nei trasporti pubblici, chiusura di piscine, palestre, teatri, cinema, musei e mostre, università e le scuole superiori con didattica a distanza), ogni fascia prevede precise prescrizioni.

Bar e ristoranti saranno aperti fino alle 18 nella zona gialla, chiusura 7 giorni su 7 nelle zone arancione e rossa. Asporto consentito fino alle ore 22. Gli asili e le scuole elementari saranno aperti ovunque, ma le medie saranno in presenza solo nelle zone gialla e arancione. Invece, nelle zone rosse anche la seconda e la terza media avranno la didattica a distanza. Nella zona arancione saranno vietati gli spostamenti da una regione all’altra e da un comune all’altro. In quella rossa sarà vietato ogni spostamento, anche all’interno del proprio comune in qualsiasi orario, salvo che per motivi di lavoro, necessità e salute. Nelle zone rosse, infine, servirà l’autocertificazione.

Conte decide di evitare il lockdown nazionale ma scarica tutto sulle Regioni

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Roberto Speranza
Il ministro Roberto Speranza

Conte quindi evita il lockdown nazionale, ma come previsto scarica su Regioni e sul ministero della Salute ogni decisione in merito a restrizioni e contenimento del virus. Dal canto suo il ministro Speranza spiega che «in queste settimane i contagi sono aumentati in modo imponente. Dobbiamo fare ogni sforzo per rallentarne la corsa. Per questo stasera ho firmato una nuova ordinanza con misure restrittive per le regioni che i nostri tecnici hanno individuato come quelle più a rischio». Ed a sua volta Conte per giustificare il giro di vite precisa: «Non ci sono regioni in area verde, la pandemia corre e nessuna regione può sottrarsi alle misure restrittive».

Naturalmente questo quadro non è immutabile, perché come chiarisce lo stesso Conte «se, all’esito delle misure, una Regione dovesse rientrare in condizioni di stabilità per 14 giorni, con rischio più basso, potrà essere assoggettata a un regime di misure meno restrittive». 14 giorni, quindi, per verificare i possibili miglioramenti e scattare in una categoria migliore.

Ed a chi critica le scelte operate, e soprattutto il fatto di aver adottato parametri non aggiornati, lo stesso Conte ribatte: «Il ministro della Salute ha adottato un’ordinanza assolutamente aggiornata rispetto all’esito del monitoraggio, però tenete conto, io non sono un tecnico, ma considerate che il monitoraggio non fotografa un dato che arriva stamattina, ma è aggiornato a un dato precedente».

Parole che non frenano la rabbia dei governatori e degli amministratori locali, tanto che già nel pomeriggio, il sindaco di Milano Beppe Sala su twitter scriveva: «Caro Governo, sono le 6 di sera, un bar milanese sta chiudendo e ancora non sa se alle 6 di domani mattina potrà riaprire. Quando glielo facciamo sapere?». Ma la polemica e le critiche vanno oltre questo aspetto, che comunque Conte ritiene di aver risolto posticipando a domani l’entrata in vigore delle misure, dando così tutto il tempo per ottemperarle.

Fontana a Conte: «Zona rossa è schiaffo in faccia ai lombardi»

Fontana Coronavirus
Il governatore della Lombardia Attilio Fontana

La rabbia resta, come si evince dalle parole del presidente della Lombardia Attilio Fontana: «Comunicare ai lombardi e alla Lombardia, all’ora di cena, che la nostra regione è relegata in fascia rossa senza una motivazione valida e credibile non solo è grave, ma inaccettabile. A rendere ancor più incomprensibile questa decisione del Governo sono i dati attraverso i quali viene adottata: informazioni vecchie di dieci giorni che non tengono conto dell’attuale situazione epidemiologica».

Spirlì: «Vogliono piegare la schiena alla Calabria»

Ma anche un’altra Regione ‘rossa’, come la Calabria, attacca con il presidente facente funzioni Nino Spirlì: «Alle ore 20 di stasera, il ministro Speranza mi ha comunicato, per telefono, che il Consiglio dei ministri aveva deciso di dichiarare ‘zona rossa’ tutta la regione Calabria. L’ho appreso con costernazione, rabbia e sgomento. Mi arrabbio, perché tutto questo poteva essere evitato, se solo il Governo avesse ascoltato i miei ripetuti appelli che, carte alla mano, ho fatto, nei giorni scorsi e fino alle ultime ore, per cercare di convincere chi, in realtà, si era già abbondantemente convinto a prescindere».

Miccichè a Conte: «Spieghi perché vuol far morire la Sicilia»

E pure dalla Sicilia arrivano critiche con il presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Miccichè: «Non lo voglio neanche pensare che Lazio e Campania siano state classificate regioni gialle perché dello stesso colore politico della maggioranza che sostiene il governo nazionale. E, quindi, non voglio neanche credere che si tratti di marchette sulla pelle dei siciliani. O c’è stato un palese errore, o qualcuno dovrà spiegarci perché le regioni più colpite dal Covid sono quelle meno colpite dalle decisioni del governo. Conte questa volta venga in tv per spiegarci i veri motivi per cui ha deciso di fare morire la Sicilia».

Salvini: «Chiudono milioni di italiani e lasciano sbarcare i migranti»

Matteo Salvini
Matteo Salvini

Ad attaccare a testa bassa ci pensa anche Matteo Salvini: «Chiudono in casa milioni di italiani, in diretta tivù, senza preavviso, sulla base di dati vecchi di 10 giorni, senza garantire rimborsi adeguati. E intanto lasciano sbarcare più di 2.000 clandestini in poche ore. Conte incapace».

Ma tra le polemiche c’è anche chi polemizza tra le varie Regioni. E’ il caso dell’assessore piemontese al Bilancio, Andrea Tronzano, che punta il dito contro la Campania: «Campania in zona gialla è uno scandalo!! Non sono avvezzo a usare parole così dure, ma questa volta lo dico senza giri di parole e ben consapevole di non essere politicamente corretto e di aprire la guerra fra poveri. In questo caso, però, non mi interessa avere mezze misure».

La Campania decide di mantenere chiuse tutte le scuole

E il governatore De Luca? Per ora tace, ma da Palazzo Santa Lucia trapela che nonostante la fascia gialla le scuole rimarranno chiuse. Infatti, secondo il Dpcm la didattica in presenza dovrebbe esserci tranne che per le superiori di secondo grado, ma la Regione intende mantenere la chiusura di ogni grado delle scuole. Perciò arriverà, presumibilmente, un’ordinanza per confermare la chiusura.

Conte annuncia decreto Ristori bis con 2 miliardi di euro di dotazione

Polemiche a parte Giuseppe Conte guarda già oltre e nella conferenza stampa annuncia anche per le aree più colpite un decreto legge Ristori bis. E’ possibile che già nel Consiglio dei ministri di oggi sia varato con una dotazione di quasi 2 miliardi di euro, recuperati dai soldi dei precedenti decreti non ancora spesi. Ma lo stesso Conte non esclude la possibilità di ricorrere ad un nuovo scostamento di bilancio se fosse necessario.

Fratelli d’Italia punta il dito sul dl Ristori: «Governo stanzi fondi veri e sufficienti»

Luca Ciriani
Luca Ciriani

Promesse, per il momento, che però si infrangono sui dubbi dell’opposizione, in particolare di Fratelli d’Italia, sul primo decreto Ristori che è all’esame del Senato. Sotto accusa le valutazioni dei tecnici di Palazzo Madama per le scarse coperture del provvedimento, tanto che il capogruppo di FdI al Senato, Luca Ciriani e quello in Commissione Bilancio, Nicola Calandrini, chiedono al governo di stanziare «fondi veri e tali da rispondere alla crisi che sta colpendo interi settori messi in ginocchio dalle scelte del governo».

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