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Guerriglia urbana a Napoli contro il lockdown. Simbolo di un’Italia sull’orlo di una crisi di nervi

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E nella prima serata di coprifuoco Napoli risponde con scene da guerriglia urbana. Centinaia di persone sono scese in piazza, incappucciati, per contestare le decisioni del governatore Vincenzo De Luca, che proprio nel pomeriggio di ieri aveva preannunciato nuove misure tra cui il possibile lockdown della Regione Campania.

Vere e proprie scene di guerriglia urbana con lancio di oggetti, sassi, petardi e bombe carta all’indirizzo di carabinieri e polizia in assetto antisommossa. Dal lungomare la protesta si è spostata sotto la sede della Giunta Regionale di Palazzo Santa Lucia dove i manifestanti hanno anche cercato di sfondare il cordone di sicurezza disposto dalle Forze dell’Ordine.

Nel corso degli scontri coinvolti anche giornalisti e troupe tra cui quelle di Sky, aggredito l’inviato Paolo Frasser, della Rai e di Canale21. Numerosi i danni alle cose, in particolare alle auto in sosta molte delle quali sono state pesantemente danneggiate a colpi di catene. Se non bastasse sono state incendiati anche alcuni cassonetti, a dimostrazione del clima violento della contestazione.

In realtà tutto si sarebbe dovuto svolgere in un clima pacifico con un flash mob, organizzato via social, con protagonisti gruppi di giovani nel centro storico di Napoli e precisamente a largo San Giovanni Maggiore.

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La situazione, poi, è rapidamente degenerata assumendo contorni violenti e spostandosi verso Santa Lucia e il lungomare, appunto per protestare direttamente sotto la sede della Giunta regionale. Questo fa pensare che frange estreme del tifo organizzato e anche esponenti della malavita abbiano approfittato dell’occasione per mescolarsi all’iniziativa, prenderne il controllo e scatenare il panico.

Lo confermano gli stessi promotori dell’iniziativa che spiegano che «purtroppo la situazione è degenerata ed è un vero peccato. Questa era una protesta pacifica dei ristoratori, degli imprenditori che chiedevano solo indennizzi e garanzie economiche. Qualche facinoroso ha deciso di infiltrarsi e rovinare tutto».

A sua volta il questore di Napoli Alessandro Giuliano ha commentato: «Questa sera abbiamo assistito a veri e propri comportamenti criminali verso le forze dell’ordine. Nessuna condizione di disagio, per quanto umanamente comprensibile, può in alcun modo giustificare la violenza».

Iannone: «Le improvvide dichiarazioni di De Luca hanno creato il caos sociale»

Timori condivisi anche da Antonio Iannone, senatore e commissario regionale di Fratelli d’Italia in Campania: «Le improvvide dichiarazioni di De Luca hanno creato il caos sociale». Per Iannone «era prevedibile e per questo irresponsabile che il suo annuncio facesse esplodere la rabbia e speriamo che la cosa non attivi anche l’infiltrazione di organizzazioni criminali interessate a destabilizzare ulteriormente la popolazione».

Detto questo, e condannando con fermezza le violenze, quanto accaduto a Napoli comunque conferma che c’è un’atmosfera particolare con la quale la popolazione sta vivendo questa seconda ondata e soprattutto la possibilità di un nuovo lockdown. Se a marzo scorso gli italiani accettarono con rassegnazione ma con responsabilità la chiusura, ora la situazione sembra essere cambiata. Ad acuire il tutto la crisi economica che l’epidemia e il lockdown si è portata dietro ed a cui il governo non è riuscito a porre un efficace rimedio.

Conte: «Dobbiamo scongiurare un secondo lockdown generalizzato»

Troppe richieste di aiuto delle varie categorie colpite dalla prima ondata sono rimaste inevase e l’ipotesi adesso di un nuovo lockdown aumenta le preoccupazioni e il disagio stesso. Tutte cose che il premier Conte conosce benissimo e che lo hanno spinto finora a mantenere un profilo molto basso e ad essere convinto di procedere secondo una politica di piccoli bassi. Il che significa niente lockdown ma restrizioni, limitazioni evitando la chiusura totale.

Anche ieri, infatti, ha ripetuto che «dobbiamo scongiurare un secondo lockdown generalizzato: per fare questo dobbiamo rimanere vigili, prudenti, pronti a intervenire nuovamente in qualsiasi momento ove fosse necessario».

No al lockdown ma coprifuoco dalle ore 18

Certamente le immagini di Napoli non faranno altro che rafforzare le convizioni di Conte, nel senso che non soltanto l’economia ma il tessuto sociale italiano non reggerebbe a una nuova chiusura. Ciò non toglie che nel governo e proprio nello stesso Conte stiano maturando ulteriori scelte e decisioni. L’ipotesi che si sta facendo largo sarebbe quello di operare un giro di vita attraverso un coprifuoco nazionale fissato già alle ore 18. Chiudere gli esercizi commerciali in grosso anticipo per limitare al massimo le occasioni di assembramento e costringendo le persone ad uscire soltanto per lavoro.

Dal M5S no alla chiusura delle scuole

Caldo rimane il fronte sulla scuola. La ministra Azzolina non ha alcuna intenzione di chiudere le scuole e di passare alla didattica a distanza, ed in questo è sostenuta dal ministro Luigi Di Maio e dai Cinquestelle. Piuttosto, ed è la loro proposta, meglio limitare l’accesso su bus e metro scendendo sotto l’80 per cento. Ipotesi che vede contraria la ministra De Micheli. Muro contro muro, quindi.

Ma nella maggioranza ieri si è fatto sentire anche Matteo Renzi il quale senza troppi giri di parole ha ammesso che «C’è qualcosa che non va nella gestione dell’emergenza. Penso che i problemi della seconda ondata derivino essenzialmente da quattro t: mancano tamponi rapidi, manca tracciabilità seria, mancano trasporti pubblici, dobbiamo avere più terapie intensive».

Giorgia Meloni

Critiche piovono anche dall’opposizione dove Giorgia Meloni dice: «Contro la seconda ondata, non è corretto dire che il governo non abbia fatto: ha fatto delle idiozie. Se sapeva della seconda ondata, ci si aspettava che mettesse in sicurezza le cose fondamentali, come i trasporti, ma invece è stato fatto il bonus monopattino».

E continuando: «In questi mesi non è stato fatto tutto quello che si sarebbe dovuto fare. L’emergenza Covid ha impattato su tutto e non era facile gestirla ma il Parlamento ha fatto la sua parte, mettendo a disposizione del governo 100 miliardi in 5 mesi, ma questi soldi, invece, sono stati dilapidati in cose che non avevano a che fare con le priorità e gettati in un cestino. Il 38 per cento delle imprese è a rischio sopravvivenza: questo è il dato che ci deve preoccupare di più».

Vedremo se in questo week end ci sarà qualche novità e quindi un possibile nuovo Dpcm. Molto dipenderà dalla curva epidemiologica ma senza dubbio le immagini di stanotte di Napoli consiglieranno a tutti maggiore cautela.

© Riproduzione riservata

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