Ex Ilva, il ministro Urso: «A fine mese parte l’iter per l’assegnazione»

In autunno due altoforni pienamente funzionanti a Taranto

Il futuro dell’ex Ilva di Taranto sembra pronto per una svolta significativa, con gli importanti sviluppi annunciati dal ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso: «Anche nelle prossime ore incontro alcuni player internazionali molto significativi che hanno chiesto di visionare gli impianti (dell’ex Ilva, n.d.r.), per poi eventualmente fare le loro proposte, quando verranno attivate le procedure internazionali per la loro assegnazione». Urso ha precisato che queste procedure «verosimilmente inizieranno alla fine di questo mese».

Il ministro ha evidenziato come il piano di ripristino degli impianti stia procedendo con successo: «Noi saremo in condizione già in autunno di avere due altoforni pienamente funzionanti a Taranto, e nel prossimo anno anche il terzo altoforno, per una capacità produttiva annuale che nel 2025 giungerà a 6 milioni di tonnellate». Questa dichiarazione riflette l’ambizione del governo di riportare la produzione siderurgica italiana ai massimi livelli, dopo anni di difficoltà e incertezze.

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Un altro aspetto fondamentale sottolinea Urso riguarda l’impatto ambientale del sito di Taranto: «Coloro che visitano gli impianti di Taranto e delle altre località produttive rimangono sorpresi dal processo di ambientalizzazione che è stato realizzato, che può fare di Taranto il sito siderurgico più sostenibile nell’intera Europa». Questo impegno per la sostenibilità potrebbe rappresentare un vantaggio competitivo significativo per il sito di Taranto, attirando investitori attenti alle questioni ambientali.

«Il processo di rinascita della siderurgia nazionale – ha concluso il ministro – passa dal ripristino produttivo degli stabilimenti ex Ilva. Abbiamo una riunione importante domani (oggi, n.d.r.) a Palazzo Chigi con i sindacati, e in quella sede presenteremo con i commissari il piano industriale e finanziario (che ha avuto un giudizio positivo dalla Commissione europea, che ci ha autorizzato a utilizzare il prestito ponte), così come gli indirizzi delle procedure di assegnazione degli impianti».

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