Rivolta al carcere di Santa Maria Capua Vetere. Il Dap invia rinforzi e trasferisce i detenuti rivoltosi

Ancora due agenti feriti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) dopo i sei di questa notte. Una nuova sommossa, questa mattina, nell’istituto penitenziario di Terra di Lavoro, quando una decina di detenuti hanno deciso di non rispettare più le regole e di prendere possesso del reparto Danubio. Gli agenti presenti hanno deciso di non intervenire per evitar di aggravare la propria posizione dopo aver ricevuto gli avvisi di garanzia per i fatti del 6 aprile scorso. La rivolta è stata sedata intorno alle 14.

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Il Capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Bernardo Petralia ha immediatamente chiesto accertamenti urgenti. Sul posto, intorno alle 13, sono giunti il Provveditore regionale della Campania Antonio Fullone e il vice capo del Dap Roberto Tartaglia. Molti agenti sono anche usciti sul piazzale in segno di protesta.

«Roberto Tartaglia, ha visitato il reparto Danubio ha incontrato una nutrita rappresentanza di personale di Polizia Penitenziaria che lavora in quel reparto, ascoltando le loro istanze e soffermandosi in particolare sui problemi della struttura e sul lavoro del personale» si legge in una nota. «Successivamente – continua – si è svolta una prima riunione alla quale hanno partecipato il Provveditore regionale della Campania, la Direttrice dell’istituto, il Comandante del reparto di Polizia Penitenziaria e i sanitari presenti».

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Nel frattempo, su disposizione del Capo del Dipartimento Bernardo Petralia, che sta monitorando l’evolversi dei fatti e si sta dirigendo verso l’istituto sammaritano, il Gruppo Operativo Mobile della Polizia Penitenziaria sta inviando oltre 70 unità negli istituti della Campania. Petralia ha inoltre chiesto alla Direzione Generale dei Detenuti e del Trattamento del DAP di disporre l’immediato trasferimento fuori dalla regione dei detenuti coinvolti nei disordini.

Palma: «Più discrezione e meno pubblicità per le notifiche»

«Al carcere di Santa Maria Capua Vetere la situazione è incandescente e forse qualche responsabilità di chi ha soffiato sul fuoco c’è». Ha affermato il Garante nazionale dei diritti dei detenuti Mauro Palma. «Da un lato – spiega -, continuo a sostenere che dobbiamo mantenere un riconoscimento nei confronti di tutti gli operatori carcerari, in particolare della Polizia penitenziaria che in questo periodo difficile ha garantito la continuità istituzionale; dall’altro lato, devo però dire che se c’è un’indagine in corso su comportamenti scorretti non va presa come un’offesa ma come un elemento di valore. Perché significa che la maggior parte del Corpo agisce correttamente, che possano esserci state condotte che non sono la normalità ma l’eccezione. E l’indagine è un riconoscimento».

«Certo più discrezione e meno pubblicità riguardo all’operazione di notifica sarebbe stata opportuna», aggiunge Palma. «Quando si mettono in campo queste situazioni poi c’è il rischio che si arrivi a episodi deprecabili come gli atti di violenza contro i lavoratori operati dai detenuti», evidenzia Palma che si tiene in contatto per essere aggiornato sulla situazione. «Ho piena fiducia di come le istituzioni stanno rispondendo».

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La Pietra: «Rivolta al carcere di Santa Maria Capua Vetere frutto della mala gestione di Bonafede»

La Pietra
Il senatore La Pietra

«Tutto questo è frutto della mala gestione del sistema carcerario da parte del ministro Bonafede» ha dichiarato il senatore di Fratelli d’Italia, Patrizio La Pietra. «Il Guardasigilli ha permesso con il lassismo delle sue azioni di rendere le carceri esplosive dal punto di vista della sicurezza, aggravata dalla delegittimazione degli agenti di polizia penitenziaria. La vicenda della nomina al DAP, le rivolte nelle carceri, le scarcerazioni dei mafiosi, le inchieste contro gli agenti, pur dovute per punire gli eventuali colpevoli ma gestita in modo vergognoso, hanno creato un clima in cui l’immagine dello Stato ne esce perdente.  E’ palese l’inadeguatezza del ministro, salvato soltanto dalla fiducia della maggioranza ma non da quella degli agenti e dei cittadini».

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