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Il Centrodestra sbatte la porta: non parteciperà agli Stati generali dell’Economia

Passa la linea Meloni: no a passerelle. Il Parlamento sono i nostri Stati generali

Il Centrodestra ha deciso, venerdì non sarà a Villa Pamphili per partecipare agli Stati Generali dell’Economia organizzati dal presidente del Consiglio Conte.

Vince, quindi, la linea di Giorgia Meloni al termine di una riunione del Centrodestra durata due ore. La leader di FdI fin dall’inizio aveva espresso perplessità sull’appuntamento spiegando che «non ho capito bene cosa siano, mi pare che ci sia enorme confusione. Se devo andare a fare una bella serata, non ci vado da parlamentare. Gli Stati generali a casa mia si fanno nel Parlamento della Repubblica».

La leader di Fratelli d’Italia ha avuto ragione di Silvio Berlusconi che a Cartabianca non più di due giorni fa sugli Stati generali aveva detto che “Forza Italia vuole partecipare e chiediamo che l’interlocuzione non sia formale. Convinceremo i nostri alleati a partecipare. Domani parlerò con loro. Sono convinto che si debba andare. Decideremo una linea comune e dovremo partecipare a un appuntamento che pur tardivamente va nella strada che abbiamo indicato. Speriamo che l’ascolto non sia solo un atto formale”.

E dello stesso Matteo Salvini il quale dal salotto di Di Martedì aveva precisato: “Non so ancora nulla, non so dove, come, quando e perché. Ne sapete voi. Lo leggiamo sui giornali. Io da persona educata vado a portare proposte”.

Centrodestra decide di non dividersi

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Il centrodestra quindi sugli Stati Generali decide di non dividersi e di rigettare al mittente l’invito di Conte, il quale adesso dovrà trovare una soluzione per impegnare la giornata di venerdì, visto che l’agenda è rimasta desolatamente vuota.

Meloni Mes
Giorgia Meloni

Come ha spiegato Giorgia Meloni: “Siamo sempre disponibili al confronto con il governo, lo dimostrano le decine e decine di proposte che abbiamo presentato in Parlamento. Ma su questi Stati generali c’è un problema di metodo e di merito: di metodo, perchè per noi gli Stati generali sono il Parlamento della Repubblica, noi non partecipiamo a passerelle nelle ville. Il problema di merito è che proprio in queste ore la Camera sta discutendo del decreto Rilancio, come spendere 55 miliardi che insieme ai 25 precedenti ipotecano il futuro per qualche anno. Se qualcuno vuole parlare con noi deve parlare di questo di come si spendono complessivamente questi 80 miliardi di euro perché parlare di altro non ci interessa”.

Salvini confarca scuole guida coronavirus
Matteo Salvini

Concetto ribadito anche da Matteo Salvini il quale precisa che “Gli italiani non hanno bisogno di altri show e passerelle, c’è bisogno subito della cassa integrazione per milioni di lavoratori, soldi veri per imprenditori e famiglie, scuole aperte e sicure. Il luogo del confronto e della discussione è il Parlamento, non sono le ville o le sfilate. 60 milioni di persone non possono dipendere dall’umore di Rocco Casalino”.

Una timida apertura giunge da Antonio Tajani, il quale anche se conferma il no all’incontro di Villa Pamphili porge la mano: “Abbiamo sempre detto di essere disponibili al confronto, vogliamo dare nostro contributo, abbiamo sempre risposto positivamente agli appelli: siamo disponibili a confrontarci con il governo sui contenuti prima degli Stati generali, a Palazzo Chigi”.

In effetti, la decisione del Centrodestra era però nell’aria e forse anche scontata. Da mesi, dall’inizio della pandemia, le proposte di collaborazione e le aperture giunte dal governo sono sempre andate a vuoto. Se potesse parlare il presidente Mattarella racconterebbe delle tante telefonate ricevute dai leader dell’opposizione, che in questi mesi hanno lamentato di impegni del governo a collaborare puntualmente disattesi.

E dire che i due scostamenti di bilancio sono stati votati con il voto dell’opposizione, così come il primo decreto legge Covid-19. Proprio nel secondo voto sullo scostamento di bilancio in Senato il contributo del centrodestra fu determinante per raggiungere il quorum necessario. E invece, alla fine, la maggioranza ha deciso di spendere ben 80 miliardi di euro in autonomia.

Conte Coronavirus
Il presidente Giuseppe Conte

Da parte sua il premier Giuseppe Conte cerca di rispedire al mittente le accuse: “L’anticipazione del Centrodestra mi sorprende quella villa è la sede istituzionale di alta rappresentanza della presidenza del consiglio il fatto di invitarli lì è un gesto di attenzione nei loro confronti. Lì abbiamo ricevuto i capi di stato, più istituzionale di così. Credo di aver dimostrato di andare in Parlamento in tutte le occasioni possibili e immaginabili. L’accusa di sottrarmi al confronto col Parlamento è un pò ardita”.

Incassato il no del Centrodestra, Conte punta adesso a chiudere il programma che rimane ancora da definire. Detto di venerdì desolatamente vuoto, sabato dovrebbero esserci gli organismi internazionali e cioè in videoconferenza Ursula von der Leyen e David Sassoli, presidente dell’Europarlamento. Se sul secondo non sembrano esserci dubbi, sulla prima ancora non ci sono certezze.

Lunedì a villa Pamphili ci sarà Vittorio Colao

Poi si passerà a lunedì e qui la novità è la presenza di Vittorio Colao con il piano elaborato dalla sua task force. Lo ha annunciato lo stesso Conte chiarendo che “lunedì inizierà il confronto con le parti sociali del paese, inizieremo a omaggiare il lavoro fatto dalla commissione Colao. E’ un buon lavoro il suo, anche se ha ricevuto critiche che ci stanno”. Da che doveva rimanere nel cassetto il documento dovrebbe diventare oggetto di confronto con le parti sociali.

Quindi da lunedì per una decina di giorni sfileranno i sindacati di categoria, la Triplice, Confindustria, le associazioni del terzo settore e i corpi intermedi. Al momento però nomi per stilare un elenco preciso non ce ne sono.

Incertezza che preoccupano il Pd che fin dall’annuncio aveva temuto questo appuntamento, tanto che il capogruppo del Pd al Senato, Andrea Marcucci, lancia un avvertimento: “Serve avere un progetto per il futuro, ed un piano di riforme rigoroso in Europa, non servono passerelle. Gli Stati generali devono essere una cosa seria, bisogna capire cosa chiedono e cosa vogliono le imprese, i sindacati, il terzo settore. Il centrodestra? Avrei preferito che partecipassero, è un grave errore stare fuori per protestare”.

Gualtieri annuncia ipotesi nuovo scostamento

Gualtieri - Cura Italia
Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri

Intanto si fa strada l’ipotesi di un nuovo scostamento. Lo aveva ipotizzato già il premier Conte quando incontrò i Comuni a fine maggio, come soluzione per evitare il default delle amministrazioni locali a causa della drastica riduzione del gettito fiscale dovuto alla crisi economica.

Stavolta, però a parlarne pubblicamente il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, che dagli studi di Porta a Porta giustifica lo scostamento “per aumentare le risorse del fondo di garanzia”. Richieste al fondo di garanzia sui prestiti, che secondo il titolare di via XX Settembre “procedono a un ritmo esponenziale pari a 400 milioni di euro al giorno e che quindi necessitano un nuovo scostamento”.

E viene da chiedersi se pure questa volta ci sarà il voto del Centrodestra, anche se forse sarebbe meglio porsi la domanda se per allora ci sarà ancora questo governo. Visto che in queste ultime ore gli spifferi di un cambio alla guida di Palazzo Chigi si stanno facendo più insistenti. Per arginare quella che molti considerano ormai una ‘deriva presenzialista e presidenzialista’ del premier Conte.

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