Fase 2, la senatrice Rauti (FdI): «Per donne rischio arretramento lavorativo e sociale»

«Il lockdown e la fase 2, connessi alla mancanza cronica di un welfare adeguato, potrebbe creare un corto circuito e riportarci indietro, negli anni ’50, con il rischio della segregazione femminile: gli uomini a lavoro e le donne a casa». Lo ha dichiarato il vicepresidente vicario e responsabile del dipartimento ‘Famiglia e Pari Opportunità’ di Fratelli d’Italia, Isabella Rauti, nel corso della diretta del Corriere della Sera ‘Extramamme’.

Fase 2, Rauti: «Interventi a sostegno delle famiglie e delle donne lavoratrici»

«Per questo – continua Rauti – Fratelli d’Italia ha proposto, per gestire la fase 2 ed il dopo, un programma articolato di interventi, a sostegno delle famiglie e delle donne lavoratrici, tra i quali la ripresa dell’attività scolastica (fino a luglio) a classi sdoppiate per scuola primaria e media inferiore, mentre per la fascia 0-6 anni, il potenziamento dei bonus babysitter e l’allungamento dei congedi parentali retribuiti all’80 per cento».

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«In Italia viviamo una situazione paradossale riguardo la posizione delle donne nel mondo del lavoro e cioè il loro numero si restringe quando si alza il livello, registrando un gap tra il numero della loro presenza e quello di chi occupa posizioni apicali e decisionali.  Ma non solo: c’è anche un gap – non solo in Italia ma in tutta Europa – retributivo stipendiale a parità di lavoro svolto, che si annida nella parte accessoria della busta paga e si lega a benefit e straordinari’. Inoltre, è ancora diffusa la difficoltà nel mercato del lavoro, di assorbire le scelte di maternità, che dovrebbero restare libere e non inconciliabili con gli impegni occupazionali» conclude la senatrice Rauti.

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