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Coronavirus, Conte proroga le misure restrittive e attacca l’opposizione: «Il Mes non è nato ieri. Hanno detto falsità»

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Come era già nell’aria il premier Conte annuncia il prolungamento delle misure anti contagio per il Coronavirus e spiega i provvedimenti che si stanno prendendo in campo europeo. Parla del Mes e attacca apertamente Matteo Salvini e Giorgia Meloni. «Ho appena predisposto un nuovo dcpm con cui proroghiamo le misure restrittive fino al 3 maggio» esordisce. «Una decisione difficile ma necessaria di cui mi assumo tutta la responsabilità politica. E’ una decisione che ho assunto dopo diversi incontri tenuti con la squadra dei ministri, con gli esperti del nostro comitato tecnico scientifico, con le regioni, le province, comuni, con i sindacati, il mondo delle imprese dell’Industria e con le associazioni di categoria».

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Anche oggi ci sono stati segnali di miglioramento nell’emergenza Coronavirus e lo conferma anche Conte. «Il comitato tecnico-scientifico ci ha dato una conferma che i segnali della curva epidemiologica sono incoraggianti, ci sono evidenti indicazioni che le misure di contenimento sin qui adottate dal governo stanno dando dei frutti, stanno funzionando stiamo ricevendo anche importanti riconoscimenti dall’ufficio europeo dell’Oms che ha ribadito come l’Italia si stia dimostrando un esempio».

«Proprio per questo non possiamo vanificare gli sforzi fin quì compiuti, rischieremmo di perdere tutti i risultati positivi sin qui conseguiti. Dobbiamo quindi continuare a mantenere alta la soglia dell’attenzione e lo dobbiamo fare anche adesso che si avvicina la Pasqua, lo dobbiamo fare anche per i ponti del 25 aprile, la festa della Liberazione, per il primo maggio».

«Siamo tutti impazienti di ripartire – continua -, l’auspicio è che dopo il 3 maggio si possa farlo, con cautela, con qualche gradualità ma ricominciare. Dobbiamo compiere questo ulteriore sforzo, dobbiamo continuare a rispettare le regole anche in questi giorni che saranno di festa. La proroga che oggi disponiamo, con questo nuovo dpcm che ho appena firmato, vale anche per le attività produttive. Quindi abbiamo sempre messo e continuiamo a mettere la tutela della salute al primo posto ma nello stesso tempo cerchiamo di ponderare tutti gli interessi in campo. Teniamo anche conto della tenuta del sistema socio-economico».

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«La nostra determinazione – continua – è quella di allentare le misure il prima possibile per tutte le attività produttive, per poter far ripartire quanto prima in condizioni di sicurezza il motore del nostro paese. Vi posso promettere che se prima del 3 maggio si verificassero le condizioni, alla luce ovviamente delle raccomandazioni dei nostri esperti, provvederemo di conseguenza. C’è qualche piccola variazione in merito alle attività produttive dal 14 aprile. Potranno riaprire cartolibrerie, librerie, negozi per neonati, per i bambini. Abbiamo ricevuto tante richieste. Riapriamo la silvicoltura, sarebbe il taglio dei boschi, dobbiamo consentire che si alimentino e vengano forniti i combustibili solidi e varie attività forestali».

«Il lavoro per la fase 2 è già partito, non possiamo aspettare che il virus sparisca dal nostro territorio. Servirà un programma articolato e organico su due pilastri: un gruppo di lavoro di esperti e il protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro», afferma.

Coronavirus, l’Europa, il Mes, Salvini e Meloni

«L’Europa sta affrontando un’emergenza mai vista in tempi di pace. Alcune stime dicono che serviranno 1500 miliardi. Negli Stati Uniti il sostegno pubblico già ora è nell’ordine dei 2000-2300 miliardi, numeri mai visti in tempi di pace. Le proposte messe ieri sul tavolo dei ministri delle Finanze dell’Eurogruppo sono un primo passo verso la risposta europea. Il ministro Gualtieri ieri ha fatto un gran lavoro».

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«E’ un primo passo che l’Italia giudica ancora insufficiente e su questo sono d’accordo col ministro Gualtieri. Bisogna lavorare per costruire qualcosa di ancora più ambizioso, la principale battaglia che l’Italia deve condurre sui tavoli europei è quella di un fondo che deve essere finanziato con una vera e propria condivisione economica dello sforzo, come ad esempio con gli eurobond, i famosi eurobond. Il fondo deve avere una potenza di fuoco proporzionata alle risorse di un’economia di guerra. Deve essere disponibile subito, se arriveremo tardi sarà una risposta perdente», prosegue.

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«Sul tavolo sono stati messi strumenti significativi, ma il nostro strumento è l’eurobond, condurremo fino alla fine la nostra battaglia», afferma. Quindi il riferimento alla «nuova linea di credito destinata alle spese per la sanità collegata al Mes. Vedo che in Italia su questo punto, sin dalla notte, si è creato un dibattito legittimo e vivace. Il governo troverà l’opportunità per informare tempestivamente il Parlamento. E’ altrettanto importante che il dibattito si sviluppi con chiarezza. Il Mes esiste dal 2012, non è stato istituito ieri, non è stato attivato la scorsa notte come falsamente è stato dichiarato da Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Non è assolutamente così».

«Questo governo non lavora con il favore delle tenebre, l’Eurogruppo non ha firmato nulla e non ha istituito nessun obbligo: è una menzogna. Su richiesta di alcuni stati membri, non dell’Italia, l’Eurogruppo ha lavorato alla proposta di questa linea di credito collegata al Mes. L’Italia non ha firmato nessuna attivazione del Mes, non ha bisogno del Mes, uno strumento totalmente inadeguato e inadatto all’emergenza. L’ho chiarito ai miei omologhi: l’Italia non ha bisogno del Mes, non lo ritiene adeguato».

«C’è un intero paragrafo destinato ad accogliere la nostra prospettiva degli eurobond, non abbiamo ancora un regolamentazione concreta e dobbiamo ancora costruire questo strumento. Ma per la prima volta lo abbiamo messo nero su bianco e gli altri paesi hanno dovuto accettare di lavorare già da adesso per questo strumento affinchè sia immediatamente applicabile. Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti i cittadini italiani, le menzogne e le falsità ci fanno male e ci indeboliscono. Le falsità di questa notte rischiano di indebolire l’Italia», dice ancora il premier. «Lotteremo per avere gli eurobond e spiegherò con forza al prossimo Consiglio europeo che la risposta comune o è ambiziosa o non è».

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