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Coronavirus, scontro tra fazioni e il professor Galli si traveste da Cesare Lombroso

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Coronavirus: campo di scontro tra fazioni. Pesanti accuse sono state fatte, ieri sera, dal professor Galli dell’ospedale Sacco di Milano al dottor Paolo Ascierto, dell’istituto Pascale di Napoli, sulla paternità della sperimentazione del Tocilizumab, il farmaco anti-artrite che sta dando ottimi risultati nella cura dei pazienti affetti da Coronavirus. Agli occhi di molti è sembrato un vero e proprio agguato teso dalla giornalista televiva e conduttrice Bianca Berlinguer, nel programma Carta Bianca in onda ieri sera su Rai 3.

Coronavirus, intervista o agguato mediatico? La Berlinguer davvero non sapeva?

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La giornalista ha accolto il professor Ascierto chiedendogli di spiegare il protocollo e gli effetti nella lotta al Coronavirus. Ascierto risponde che «l’idea dell’utilizzo del Tocilizumab ci era stata supportata dai colleghi cinesi, con cui siamo in contatto e che l’avevano già utilizzata nella cura di alcuni pazienti con risultati molto importanti». Dopo l’intervento del professore però, arrivano le pesanti accuse al professore napoletano.

«Non facciamoci sempre riconoscere» afferma il professor Galli. «Questa cosa  – continua – viene da sperimentazioni in atto da diverso tempo in Cina. Abbiamo, tra i vari centri della zona più colpita, qualche centinaio di pazienti trattati in questo modo». «Molti di più professore» interrompe Ascierto. Riprende Galli: «Diamo a Cesare quel che è di Cesare. Il primo ad utilizzare questa cosa in Italia è stato sicuramente il collega Rizzi a Bergamo nonostante le sue migliaia di casi affrontati nel suo ospedale. Molto francamente, va bene tutto. Io accetto tutto. Mi sta bene che ci si attribuisca meriti».

La furia del professore dell’ospedale milanese continua: «Ma signori non facciamo quelli che non danno a Cesare quel che è di Cesare e ai cinesi quel che è dei cinesi. Hanno cominciato loro. Abbiamo seguito noi nei tempi e nei modi. Questa è la cosa giusta da dire. Ciò detto è un farmaco importante per cercare di abbattere il fuoco amico».

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Il professore Ascierto, attonito, tenta di spiegare il suo punto di vista: «Ci deve dare atto però che c’è un protocollo, ed è un protocollo dove ha lavorato l’istituto di tumori di Napoli». Ma a Galli nemmeno questo va bene: «Si per carità avete applicato lo stesso protocollo che era già applicato da tempo in almeno 12 unità lavorative. Non esageriamo a fare provincialismi di varia natura. Perché diventa intollerabile agli orecchi di chi lavora con centinaia di pazienti». Accuse dure, in diretta televisiva e senza un’apparente ragione. Senza che la conduttrice televisiva profferisca parola.

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Ascierto: «Polemizzare non serve, meglio un grazie a chi ha collaborato alla sperimentazione contro il Coronavirus

Questa mattina il dottor Paolo Ascierto ha diffuso un comunicato per spiegare le sue ragioni. «In un momento di emergenza come questo – dice Ascierto -, tengo a precisare che il lavoro di brainstorming fatto con il dottor Franco Buonaguro e le giovani oncologhe Claudia Trojaniello e Maria Grazia Vitale, la discussione “cruciale” fatta con il dottor Ming, la professionalità dei dottori Montesarchio, Punzi, Parrella, Fraganza e Atripaldi dell’Ospedale dei Colli, il supporto dei nostri Direttori Generali Bianchi e Di Mauro e del nostro Direttore Scientifico Dottor Botti, sono tutti elementi che sabato 7 marzo ci hanno incoraggiato ad incominciare a trattare i primi pazienti al Cotugno di Napoli. Non ci risulta che qualcuno lo stesse facendo in contemporanea e saperlo ci avrebbe peraltro aiutato».

«In questa fase, non è importante il primato» sottolinea Ascierto. «Quello che abbiamo fatto è comunicarlo a tutti affinché tutti fossero in grado di poterlo utilizzare in un momento di grande difficoltà. Non solo. Grazie alla grande professionalità del dottor Franco Perrone del Pascale, in pochi giorni siamo stati in grado di scrivere una bozza di protocollo per AIFA che ha avuto un riscontro positivo. Il nostro deve essere un gioco di squadra e la salute dei pazienti è la cosa che ci sta più a cuore. Andiamo avanti con il consueto cauto ottimismo e sempre consapevoli che è solo l’unione a fare la forza… nel frattempo parte la sperimentazione di AIFA. Ce la faremo di sicuro». Così il professore Ascierto con signorilità dimostra che sa anche vincere.

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