Ex Ilva, Urso: «Futuro non è amministrazione straordinaria, nessuna chiusura»

Il ministro: «Azione di risarcimento di 5 mld ad ArcelorMittal»

Il futuro dell’ex Ilva «non può essere l’amministrazione straordinaria ma la realizzazione dell’obiettivo per il quale l’amministrazione è stata disposta dopo il fallimento di ArcelorMittal, ossia la cessione del compendio aziendale a un soggetto che possa rilanciarlo, grazie anche all’Aia che abbiamo ottenuto e al piano di decarbonizzazione che abbiamo avviato». Lo ha detto il ministro delle Imprese e Made in Italy Adolfo Urso al question time alla Camera dei Deputati.

«Per quanto riguarda l’intervento dello Stato, ho già detto in altre occasioni che, ove richiesto dagli operatori che stanno partecipando alla gara internazionale, ove necessario, il governo è pronto a valutare l’intervento di un soggetto pubblico a supporto del piano industriale nel pieno rispetto della normativa europea e secondo le procedure di gara, per assicurare la continuità produttiva degli stabilimenti e il processo di decarbonizzazione».

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La gara internazionale

«Il Piano industriale alla base della procedura di gara rimane quello iniziale. Non è cambiato» ha aggiunto Urso precisando che questo «recepisce il vincolo alla decarbonizzazione previsto dal bando, da conseguire nei tempi più brevi possibili».

La gara internazionale «è in atto, i negoziati sono difficili perché l’obiettivo è sfidante» ha proseguito sottolineando che «Il Governo sta intanto lavorando alle condizioni abilitanti nella consapevolezza che la fornitura e il costo dell’energia è il fattore più critico, anche nell’ottica dei fabbisogni connessi alla programmata decarbonizzazione. La tecnologia green ha bisogno del gas. In un contesto in cui non risulta praticabile la soluzione della nave rigassificatrice in ragione delle opposizioni espresse dagli enti locali, stiamo lavorando alle condizioni per un rifornimento terrestre di gas che possa risultare sostenibile economicamente».

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Allo stesso tempo, ha aggiunto «stiamo predisponendo le condizioni per interventi di nuova industrializzazione delle aree libere dalla attività siderurgica, sia a Taranto sia a Genova, al fine di favorire nuovi aggiuntivi insediamenti produttivi. Su questo abbiamo già concordato con gli enti locali una serie di incontri previsti nelle prossime ore per lavorare insieme».

Nessuna chiusura

«Non c’è nessun piano di chiusura. Anzi, esattamente il contrario. I commissari hanno avviato un programma di manutenzione straordinaria per consegnare al futuro acquirente entro marzo impianti funzionanti e sicuri con almeno 4 milioni di capacità produttiva per consentire di realizzare il Piano di decarbonizzazione nella continuità occupazionale» ha detto ancora relativamente allo stabilimento di Genova Cornigliano.

«La manutenzione straordinaria è assolutamente necessaria – ha aggiunto – ed è conseguente allo stato di totale abbandono e decadimento in cui gli impianti sono stati lasciati da ArcelorMittal. Per questo i Commissari avvieranno nei prossimi giorni un’azione risarcitoria per circa 5 miliardi». «A Genova come a Novi Ligure – ha assicurato – la produzione continuerà».

Urso ha aggiunto poi che «I commissari hanno disposto delle provvisorie modifiche agli assetti produttivi per eseguire interventi di manutenzione a Taranto anche per garantire la massima sicurezza ai lavoratori. Queste temporanee modifiche non avranno alcun effetto sull’occupazione». «A Genova nessuno andrà in cassa integrazione» e a «Novi Ligure tutti resteranno al lavoro».

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