Lo sport dilettantistico italiano in crisi: servono aiuti concreti per non spegnere il futuro

Senza sostegni fiscali e nuovi sponsor, molte associazioni rischiano di chiudere

Negli ultimi anni, in Italia, si avverte un crescente grido d’allarme dal mondo sportivo: le Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche (ASD/SSD) stanno affrontando difficoltà sempre maggiori nel reperire sponsor e risorse economiche per sostenere le attività, in particolare quelle rivolte ai più giovani. Le quote di affiliazione e tesseramento, i costi assicurativi, le spese per la gestione degli impianti e per l’iscrizione ai campionati sono aumentate in modo considerevole. Oggi, per molte realtà locali, portare avanti un progetto sportivo è diventato quasi impossibile senza l’aiuto concreto di istituzioni e imprese.

Questa situazione è preoccupante perché lo sport di base rappresenta il cuore pulsante della società: educa, forma, trasmette valori, offre un’alternativa sana e costruttiva alla solitudine e al disagio. Se davvero vogliamo che lo sport resti accessibile a tutti, serve un intervento deciso e strutturale.

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Il caso del basket e il divario tra élite e base

Nel mondo del basket, ad esempio, si evidenziano dati significativi: le sponsorizzazioni dei club di Serie A nella stagione 2021/2022 ammontano complessivamente a 46,4 milioni di euro, di cui circa il 90% proveniente da sponsorizzazioni commerciali. È un settore seguito da oltre 16 milioni di italiani, con una crescita costante negli ultimi anni. Tuttavia, dietro a questi numeri che appartengono all’élite sportiva, c’è un mondo di piccole società che ogni giorno combattono per sopravvivere: società che formano atleti, allenatori e cittadini, ma che non hanno la visibilità né la forza economica per attrarre sponsor di grande portata.

È proprio per loro che serve un segnale concreto. Sarebbe auspicabile che nella prossima legge di bilancio il Governo prevedesse uno sgravio fiscale totale per le aziende, società e marchi che decidono di sostenere economicamente le realtà sportive locali. Si potrebbe immaginare un meccanismo che permetta di recuperare le somme investite sotto forma di credito d’imposta, così da incentivare davvero il contributo del settore privato.

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Il valore sociale dello sport nel Sud Italia

Un impegno di questo tipo avrebbe un impatto enorme, specialmente nel Sud Italia, dove le associazioni sportive rappresentano spesso l’unico presidio educativo e sociale in contesti difficili. In questa prospettiva, l’iniziativa del Governo sul centro sportivo di Caivano, oggi rinato come simbolo di rinascita e legalità, rappresenta un esempio virtuoso di come lo sport possa trasformare territori segnati dal disagio. Ma perché quell’esperienza non resti una cattedrale nel deserto, occorre che diventi parte di una strategia nazionale strutturale e duratura, capace di sostenere concretamente tutte quelle realtà che ogni giorno, con passione e sacrificio, tengono viva la speranza e i valori dello sport.

Lo Stato dovrebbe riconoscere e valorizzare l’impegno di quell’esercito silenzioso di istruttori, coach, dirigenti, tecnici, amministratori e volontari che, spesso con risorse minime, offrono ai nostri ragazzi l’opportunità di crescere attraverso la disciplina, il rispetto, la lealtà e la condivisione. Aiutare le associazioni sportive significa investire nel futuro del Paese.

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