Rivolta nel carcere di Benevento, Cirielli (FdI): «Necessari strumenti di difesa e il rafforzamento degli organici»

Si registra un’ennesima aggressione nella casa circondariale di Benevento, dove alcuni detenuti di origine marocchina avrebbero dato vita ad una rivolta che ha causato il ferimento di cinque agenti di Polizia Penitenziaria. Alla luce di quanto accaduto il deputato di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli è intervenuto sulle condizioni precarie con le quali sono costretti ad operare i servitori dello Stato: «E’ vergognoso che gli agenti del Corpo di Polizia Penitenziaria continuino a subire aggressioni di ogni genere nel silenzio assordante del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede», ha affermato l’onorevole Cirielli esprimendo la totale solidarietà agli agenti feriti e chiedendo maggiori garanzie per il Corpo.

Edmondo Cirielli dice no agli accanimenti sugli agenti di PoliziaStrumenti idonei alla difesa personale come il taser o gli spray al peperoncino, lo sblocco delle graduatorie dei concorsi ancora aperti per rafforzare gli organici e l’abolizione del reato di tortura; sono questi gli interventi che ormai si chiedono da tempo, al fine di garantire maggiore sicurezza nelle carceri. «L’emergenza carceri è tutt’altro che finita e rischia di peggiorare. Bonafede, visto che non è in grado di gestirla, si dimetta prima che ci scappi il morto», ha concluso Cirielli.

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Anche molti giovani, candidati del concorso per l’arruolamento di 754 allievi agenti della Polizia Penitenziaria continuano ad incalzare l’esecutivo, affinchè possa sbloccare le graduatorie e garantire nuove assunzioni per il Corpo, ormai carente di personale da tempo. Allo stesso tempo, esprimono tutta la loro solidarietà agli agenti, vittime di aggressione e auspicando il ministro della Giustizia sulla possibilità di scorrere le graduatorie degli idonei ai quiz per velocizzare le assunzioni e incrementare gli organici in modo da garantire più sicurezza per i cittadini.

«Aiutiamo la Polizia Penitenziaria che si trova in grave carenza di personale. Chiediamo un corposo scorrimento delle graduatorie civili e militari per dar fine a questo scempio. Siamo stanchi di vedere i poliziotti aggrediti solo per aver svolto con abnegazione il proprio lavoro», scrivono i ragazzi.

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