Giusy Tucci: «Non eravamo lì per difendere mio fratello»
Dopo le tensioni esplose in aula alla prima udienza del processo per l’omicidio di Martina Carbonara, arriva la presa di posizione della famiglia dell’imputato Alessio Tucci. A parlare è la sorella Giuseppina, che respinge accuse e ricostruzioni ritenute false: «Siamo stati al processo ma di certo non eravamo lì per difendere mio fratello, perché lui ha sbagliato e deve pagare. Punto. Ma siamo stanchi delle falsità e delle bugie. Il 19enne a processo per l’omicidio della sua ex fidanzata, Martina Carbonara, 14 anni, uccisa il 25 maggio 2025 e trovata senza vita in un cantiere edile abbandonato di Afragola, in provincia di Napoli.
Ieri, alla prima udienza del processo, le due famiglie si sono scontrate verbalmente all’interno dell’aula di tribunale. Sono volate parole grosse da una parte e dall’altra ed è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine. «Quando è entrato Alessio nell’aula», aggiunge Giuseppina, «la signora Enza stava andando verso di lui e l’hanno fermata, poi ha iniziato a offendere: noi eravamo sopra a guardare».
La ricostruzione della sorella dell’imputato
«A un certo punto la signora Enza si è girata verso mio padre e ha iniziato a dire: “Tu sei stato, ti devo uccidere”. Poi si è girato anche il signor Marcello e anche lui ha detto a mio padre: “A te ti devo aprire la testa”. Per questo mio padre ha fatto quel gesto, ma se loro non ci avessero detto nulla, noi non avremmo parlato».
Giuseppina Tucci aggiunge: «Non era nostra intenzione arrivare a ciò, perché noi vogliamo la pace tra famiglie, anche perché noi non c’entriamo assolutamente nulla. Dopo numerose denunce fatte da settembre a oggi continuano le minacce. I signori negano di aver mai fatto minacce, ma io ho registrazioni di live su TikTok, ho screen di post su Facebook e tramite ciò abbiamo sempre denunciato». «Siamo gente normale a cui purtroppo è successa questa grande tragedia», sottolinea la ragazza, «e mai avremmo pensato che sarebbe successa una cosa del genere. Non lo auguro a nessuno, nemmeno al peggior nemico».
Poi il messaggio rivolto ai familiari di Martina Carbonara: «Alla signora Enza e al signor Marcello dico: vi abbiamo chiesto scusa dal primo giorno, anche se sono banali, ma lo stesso non le avete mai accettate e, credetemi, nonostante tutto noi siamo sempre pronti a riconciliarci. Basta farci la guerra e sapete bene quanto amavamo Martina».
«Era tutti i giorni con noi», conclude Giuseppina Tucci, «ridevamo, giocavamo, come potete pensare che a noi non faccia male tutto ciò? Il vostro dolore è anche nostro, che ci crediate o no. Pensiamo tutti i giorni a Martina. Spero che un giorno voi possiate accettare le nostre scuse e avrete tutto il nostro sostegno».






