Rapina lampo nella sala scommesse ma i carabinieri osservano tutto: 4 arresti

In manette due minorenni e due 19enni

Acerra, ore 15:08. Il telefono della Stazione dei Carabinieri di via Volturno squilla all’improvviso. Dall’altro capo della cornetta, la voce concitata di un uomo racconta quanto appena accaduto in una sala scommesse di via Vittorio Veneto. Due individui vestiti di nero, con il volto coperto, lo avrebbero minacciato con una pistola, intimandogli di uscire.

Quella zona è sorvegliata da una telecamera comunale collegata direttamente alla centrale operativa dei carabinieri. Gli agenti assistono in diretta alla rapina e attivano immediatamente le pattuglie sul territorio. I due malviventi, in tuta scura e con il cappuccio calato sulla testa, fuggono a bordo di una Jeep bianca. Le telecamere di sicurezza ne riprendono la fuga e registrano la targa dell’auto, dando il via a una caccia all’uomo che si sviluppa in pochi minuti, con la stessa rapidità di un montaggio cinematografico.

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La Jeep viene intercettata mentre svolta in via Deledda, nel rione “Congo”. I carabinieri la raggiungono e chiudono ogni via di fuga, intimando ai passeggeri di alzare le mani. I quattro giovani a bordo non oppongono resistenza: tra loro ci sono due minorenni, di 15 e 17 anni, e due diciannovenni. Nelle tasche di ciascuno vengono trovati 500 euro in contanti, mentre nel pantalone del più giovane spunta una pistola a salve senza tappo rosso. Altri soldi vengono recuperati dal cruscotto del veicolo.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, due dei quattro ragazzi avrebbero fatto irruzione nella sala scommesse armati, costringendo alcuni clienti alla fuga e obbligandone altri a barricarsi nei bagni. Con il calcio della pistola avrebbero infranto il vetro del bancone, impossessandosi di migliaia di euro prima di darsi alla fuga.

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Il 17enne era già noto alle forze dell’ordine, mentre gli altri tre risultano incensurati. Dopo l’arresto, i due maggiorenni sono stati condotti in carcere, mentre i minorenni sono stati trasferiti in un centro di prima accoglienza. Per tutti l’accusa è di concorso in rapina aggravata.

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