Negrita: trent’anni di rock italiano firmati da una band unica

Estate in acustico per attraversare la storia della musica con Talk & Live

I Negrita nascono all’inizio degli anni ’90 ad Arezzo, dopo una lunga gavetta come «Gli Inudibili» e una serie di demo che li porta all’incontro decisivo con il produttore Fabrizio Barbacci. Con il nuovo nome, ispirato ai Rolling Stones, il gruppo entra in studio nel 1993 e pubblica l’album d’esordio nel ’94, seguito da «Paradisi per illusi».

La svolta arriva con «XXX» (1997), registrato a New Orleans: un disco che li porta dagli spazi underground agli stadi, grazie a brani come «In un mare di noia», «Sex» e soprattutto «Ho imparato a sognare», diventato iconico anche per la colonna sonora di «Tre uomini e una gamba». È il periodo in cui i Negrita consolidano la loro identità: un rock viscerale, internazionale, capace di mescolare energia live, scrittura diretta e un immaginario che li renderà una delle band italiane più riconoscibili.

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Tra la fine degli anni ’90 e i primi Duemila, i Negrita attraversano una fase di piena trasformazione: costruiscono il loro studio ad Arezzo, firmano la colonna sonora di «Così è la vita» e aprono una nuova stagione con «Reset», il disco che introduce l’elettronica nel loro linguaggio e li porta al platino. Seguono anni di tournée imponenti, dalla lunga corsa di «Radio Zombie», con oltre duecentomila presenze, fino alla raccolta «Ehi! Negrita», che segna l’uscita del batterista Zama ma anche il successo estivo di «Magnolia». È un periodo di cambi di pelle, tra cinema, radio, palchi affollati e una band che continua a reinventarsi senza perdere la propria identità.

Dal Sud America ai palazzetti, ai successi più riconoscibili

Tra il 2004 e il 2006 i Negrita attraversano una stagione di viaggi, collaborazioni e svolte sonore: lavorano con Renga, omaggiano Battiato, volano in Sud America per un tour e registrano nuovi brani tra Bahia, Arezzo e la Spagna. Da questo percorso nasce «L’uomo sogna di volare», album segnato da influenze latine, ospiti internazionali e singoli come «Greta» e «Rotolando verso sud», premiato anche per il videoclip. Il disco supera le 100.000 copie, porta la band al Primo Maggio, a «Rockpolitik», programma di Adriano Celentano, e in un lungo tour documentato nel film «Verso Sud», prima di una pausa e di nuove collaborazioni con il progetto «Rezophonic».

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Dal 2007 al 2012 i Negrita attraversano una fase di continua attività tra club, impegno sociale e nuovi successi discografici: portano avanti il progetto «Zona Bastarda», tornano in tour tra Argentina, Spagna e Italia, duettano con Roy Paci e partecipano alla campagna di «Save the Children» incidendo con Juanes «Dove le pietre sono mine». Con «HELLdorado» (2008) tornano in classifica grazie a «Che rumore fa la felicità?», «Radio Conga» e «Gioia infinita», mentre i tour registrano sold out anche all’estero. Nel 2011 pubblicano «Dannato vivere», anticipato da «Brucerò per te», e nel 2012 portano lo show nei palazzetti con il «Dannato Vivere Arena Tour», documentato poi nel live ufficiale.

Trent’anni di carriera e l’album «Canzoni per anni spietati»

Dal 2013 i Negrita aprono una fase di trasformazione che li riporta nei teatri con «L’Unplugged Tour», dove rispolverano brani degli esordi e registrano l’energia di quelle serate in «Déjà vu», album acustico che debutta direttamente al primo posto. Poco dopo Pau entra nel cast del «Jesus Christ Superstar» al Sistina, mentre la band ritrova il proprio istinto rock con «9» (2015), registrato tra l’Irlanda e New York e seguito dal live «9 Live&Live». Nel 2016 tornano nei club per recuperare l’atmosfera degli inizi e portano la loro musica anche a Londra, Tokyo e Los Angeles.

Il 2018 è l’anno del viaggio nel deserto californiano che ispira «Desert Yacht Club», un disco che riporta il gruppo verso le sonorità delle origini. Nel 2019 arrivano a Sanremo con «I ragazzi stanno bene» e celebrano i 25 anni con una raccolta e un tour diviso tra set teatrali ed elettroacustici. Lo stop della pandemia interrompe la tournée «Reset Celebration», ma nel 2021 tornano sul palco con «La Teatrale Summer Tour» e pubblicano «MTV Unplugged», registrato all’anfiteatro romano di Arezzo. Nel 2023 ripartono nei club e nel 2024 annunciano il grande concerto-evento all’Unipol Forum per festeggiare i trent’anni di carriera, presentando due nuovi brani. L’avventura prosegue nel 2025 con «Canzoni per anni spietati», anticipato dai singoli «Noi siamo gli altri» e «Nel blu», un nuovo capitolo che apre la quarta decade della band con la stessa urgenza creativa degli inizi.

Le formazioni e il format «Talk & Live» con sette date acustiche

La storia dei Negrita ruota attorno al trio fondatore attivo dal 1991: Paolo «Pau» Bruni, voce, chitarra e armonica; Enrico «Drigo» Salvi, alla chitarra solista; e Cesare «Mac» Petricich, alla ritmica. Accanto a loro, nel tempo, la line-up si è evoluta: dal 2005 la batteria è affidata a Cristiano Dalla Pellegrina, mentre dal 2014 il basso è nelle mani di Giacomo Rossetti. Prima di loro, la sezione ritmica era stata costruita da due figure storiche: Roberto «Zama» Zamagni, batterista dal 1991 al 2003, e Franco Li Causi, bassista dal 1991 al 2013.

Nel corso degli anni diversi musicisti hanno arricchito il suono della band come turnisti: Paolo Valli alla batteria tra il 2003 e il 2004, Itaiata De Sa alle percussioni dal 2005 al 2009, Gabriele Giovannini al basso tra il 2013 e il 2014, Fabrizio Simoncioni alle tastiere e ai cori, John Type agli scratch dal 2008 al 2012 e, dal 2013 al 2025, Guglielmo Ridolfo Gagliano, che ha contribuito con pianoforte, tastiere e violoncello.

I Negrita tornano dal vivo nell’estate 2026 con sette date acustiche del format «Talk & Live», pensato per valorizzare luoghi suggestivi e un clima più intimo. Dopo il successo del tour teatrale 2025, Pau, Drigo e Mac ripropongono uno spettacolo che intreccia musica e racconto, affiancati in alcuni momenti da Giacomo Rossetti e Cristiano Dalla Pellegrina. In scaletta i classici della band e i brani di «Canzoni per anni spietati», alternati a dialoghi guidati da Gianmaurizio Foderaro di Rai Isoradio. Un’occasione per ripercorrere trent’anni di storia, aneddoti e ispirazioni, restituendo il lato più autentico del loro percorso artistico.

Il brano scelto: «Ho imparato a sognare»

«Ho imparato a sognare» racconta quel punto di svolta in cui smetti di guardare indietro e inizi a misurarti con ciò che puoi diventare. È una canzone che parla di crescita silenziosa, di piccoli coraggi quotidiani e di quella lucidità che arriva quando capisci che sognare non è evasione, ma un modo per restare fedeli a sé stessi. Il brano è presente nel film «Tre uomini e una gamba» di Aldo, Giovanni e Giacomo.

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