Il fragoroso silenzio del presidente Mattarella sulla sicurezza

Cgil e Uil bloccano aumenti per lavoratori pubblici mentre la paga si assottiglia per gli scioperi

Caso Ramy, i Pm tolgono il fango dalla faccia dei carabinieri e lo rigettano addosso ai «sinistrati», al sindaco Sala e al suo consulente alla Sicurezza, Gabrielli, perché «le modalità dell’inseguimento erano corrette e non è stata violata alcuna regola». Povero Ramy, non se ne può proprio più, di chi fingendo di chiedere giustizia per lui, continua a ucciderlo. Costringendo i suoi genitori a prendere le distanze, ribadendo che «la polizia difende la sicurezza in tutta Italia».

Ma i «falsi profeti di pace» non si fermano e i loro servi sciocchi mettono «a ferro e a fuoco» le città, con la «caccia allo sbirro». Tant’è che venerdì a Roma 20 immigrati hanno attaccato gli agenti che avevano arrestato uno spacciatore e rimpatriato 5 clandestini. La Schlein esprime «la solidarietà del Pd che condanna ogni atto violento», ma accusa «la destra di strumentalizzare le violenze e non sostenere i sindaci nel contrastarle». Domanda: anche quelli come il bolognese Lepore (Pd) che (per ringraziarli?) li ha invitati al Comune per chiedergli «come costruire la città» e il torinese Lo Russo, che gli promette di sostenere i lavori per il recupero dell’edificio occupato dall’Askatasuna?

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Le aggressioni alle forze dell’ordine

Il fatto che i sediziosi abbiano deciso di aggredire chiunque indossi una divisa e attaccare le caserme dei carabinieri (dopo le due di Torino, quella di Borgo San Lorenzo nel Mugello) e intendano continuare a nascondersi dietro la falsa richiesta di «giustizia per Ramy», non preoccupa alcuno. Come se questa escalation di violenza fosse davvero cominciata dopo l’inseguimento a Corvetto di Milano in cui ha perso la vita.

Mentre, è ormai chiaro che è figlia dell’odio per il governo Meloni, instillato da un’opposizione che – non sapendo più a che santo votarsi per farsi dettare un progetto credibile per vincere le elezioni, insieme alla stampa mainstream e ideologica, di intellettuali e presunti tali, sfusi o a pacchetti – mentendo sapendo di mentire continua ad accusare l’esecutivo di «raccontare un Paese che non c’è». E Meloni «di essere autoritaria». Il che detto dall’ex premier Prodi è tutto dire.

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Sindacati e rivolta sociale

Poi, come ciliegina sulla torta, gli irresponsabili inviti alla «rivolta sociale» dei leader della Cgil, Landini e dell’Uil, Bombardieri. Che hanno detto «no» anche al contratto per 600mila dipendenti della sanità, con aumenti mensili di 172 euro lordi per 13 mensilità e 90 annui procapite per incrementare i fondi contrattuali. Una rivoluzione, quindi, a spese dei circa 2,3 milioni dipendenti di sanità, enti locali e scuola pubblica che vedono i loro aumenti salariali, per complessivi 5 miliardi di euro, bloccati e la loro busta paga decurtata per i giorni di sciopero. Benzina sul fuoco, per tenere accesa la piazza?

Del che, gli utili idioti della sinistra: centri sociali, collettivi rossi, studenteschi e clandestini stanno facendo tesoro, per fomentare nuovi odii e aggredire le forze dell’ordine con l’obiettivo di mettere in difficoltà il governo, nella speranza che commetta un passo falso. Sanno che, al di là dei successi politici raggiunti dentro e fuori i confini d’Italia, ma strumentalmente negati da loro, in questo momento, nonostante il crescente consenso degli italiani, l’esecutivo si ritrova, tra l’incudine e il martello.

Se alza la voce, per raffreddarne i bollenti spiriti viene accusato di censura, ma se tace, d’inadeguatezza a risolvere il problema sicurezza. Appena si è parlato di una normativa per la salvaguardia degli agenti e impedirne l’automatica iscrizione nel registro degli indagati per i fatti avvenuti in servizio, hanno «cianciato» di tentativo di realizzare una doppia corsia giudiziaria: una per i cittadini comuni e l’altra «preferenziale» per le forze dell’ordine.

Il frastuono del silenzio

Sicché, non può che stranire, il frastuono del silenzio del Capo dello Stato, che, su tale questione, non ha mai ritenuto d’intervenire, né quando Landini parlava di «rivolta sociale» e non ha mai pronunciato una parola di condanna di centri sociali, gruppi studenteschi e clandestini, che s’infiltrano nelle manifestazioni solo per dare addosso alle forze dell’ordine; mentre, di contro, ha più volte ricordato a queste che: «l’autorevolezza non si misura coi manganelli». E ora, piuttosto che garantire loro da ulteriori eventuali crocifissioni per fatti «sul lavoro», fa da scudo ai favoritismi per mamme ladre, condannate, ma impossibili da arrestare perché incinta e per immigrati irregolari.

Da qui la sensazione personale che – con la benedizione al battesimo del nuovo cattodem prodin-ruffiniano, «Comunità democratica» – trincerandosi dietro la Costituzione, e provando a sfruttare la posizione assunta della Lega «prima l’approvazione del Ddl sicurezza poi le modifiche richieste da Mattarella», sia proprio lui che, da «vecchia volpe della politica», intenda provare a minare la compattezza del governo. Per fare spazio agli amici di sempre. Certo «A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca». Stia attento il centrodestra.

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