Il G7 tra guerra, Africa e Intelligenza artificiale: sguardo sul mondo

Sarà presente anche Papa Francesco

Nelle intenzioni di Giorgia Meloni, il G7 «non è una fortezza, ma un’offerta di valori», allargata ai Paesi invitati, che «non si chiude ma si apre al mondo». Rispetto all’alternativa di altri Paesi «meno like-minded, il punto di convergenza è la condivisione di standard e valori democratici». Per questo, sottolineano fonti italiane, sarà «inevitabile» cominciare il vertice a guida italiana, a Borgo Egnazia dal 13 al 15 giugno, dalle aree di crisi, dalle guerre in Ucraina e Medio Oriente.

Si discuterà poi di Africa, con una spinta al partenariato paritario in un approccio all’italiana sul modello del Piano Mattei. E ancora dei dossier economici: dalla competitività con la Cina al libero mercato, e «qualcosa sulla tassazione globale che potrebbe essere un successo della presidenza italiana». Sulla scia della presidenza giapponese, ci sarà un focus sull’Indopacifico. Si parlerà di salute e di disabilità, che entra «per la prima volta nei temi di un G7».

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L’Intelligenza artificiale

Ma, soprattutto, del tema «fortemente voluto» dalla premier, «non senza qualche sorpresa» da parte degli altri leader: quello sull’Intelligenza artificiale. «Il Papa sarà il grande invitato» che «ha accettato di essere presente per tutta la sessione» sull’Ia il pomeriggio del venerdì. La riflessione riguarderà l’utilizzo «etico e human centric» dell’Ia, il suo impatto sull’occupazione, e come evitare che uno «strumento potentissimo» si trasformi in un ulteriore gap con i Paesi meno sviluppati.

Su tutti questi dossier, affrontati anche da 130 gruppi di lavoro e 21 riunioni ministeriali nel corso dell’anno, il vertice «dovrà fare una sintesi delle priorità», sottolineano ancora le fonti, partendo dal presupposto «di come e quanto il G7 possa dare un contributo alla stabilità globale».

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A ricevere i leader sarà il presidente Sergio Mattarella il 13 giugno sera in una cena ufficiale al castello svevo di Brindisi. Giovedì 13 sarà anche il giorno di Volodymyr Zelensky, al quale i Sette Grandi ribadiranno sostegno politico e militare. Il punto di riflessione sarà però «come si continua a finanziare la guerra, il bilancio e la ricostruzione».

Ucraina e Russia

A Borgo Egnazia «verrà annunciato un impegno italiano sulla ricostruzione» in Ucraina. E, in generale, c’è un ampio consenso politico a trovare fondi aggiuntivi. Ma uno dei nodi resta quello sull’uso degli extraprofitti degli asset russi congelati: «Si negozia per fare passi avanti, ma ci sono problemi tecnici ancora da risolvere», spiegano le fonti.

Come, ad esempio, sulle modalità per conciliare un prestito a 10 anni e gli asset congelati per 6 mesi. O su come legare gli impegni del G7 a quelli dell’Ue. Su Gaza si farà invece riferimento alla dichiarazione dei Grandi del 3 giugno, con cui si sostiene l’accordo delineato da Joe Biden per un cessate il fuoco immediato, il rilascio di tutti gli ostaggi, un forte aumento dell’assistenza umanitaria e l’avvio di un percorso che conduca alla soluzione dei due Stati.

Il Medio Oriente allargato e il dossier migratorio

Ma il vertice guarderà al Medio Oriente allargato, includendo la minaccia degli Houthi alla navigazione commerciale nel Mar Rosso e la Libia. Tanti gli attori della regione invitati in Puglia: la Giordania, l’Arabia Saudita, l’Algeria, la Tunisia (la cui presenza resta da confermare), il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, cruciale – fanno sapere le fonti – anche per il dossier migratorio, «tema di elevatissima sensibilità politica in molti Paesi», non solo in Italia.

Su questo l’impostazione di Meloni si basa su tre direttrici: il sostegno ai Paesi di origine e transito per rafforzare «il diritto a non emigrare»; «la promozione di una coalizione» di Paesi che si impegnino a lottare contro i trafficanti, «concentrando l’attenzione sui flussi finanziari»; e la previsione di canali legali di immigrazione. L’outreach del vertice include infatti anche la Mauritania, presidente di turno dell’Unione Africana, il Kenya, la Banca Africana per lo sviluppo.

E poi ancora, ci saranno l’Onu con Antonio Guterres, l’Fmi, la Banca mondiale, l’Ocse, la troika del G20 – Brasile, India, Sudafrica – e l’Argentina di Javier Milei. «Meloni ha questa visione ampia di interconnessione tra le tematiche. Trascurare l’America Latina sarebbe stato un errore», affermano le fonti italiane annunciando che, in vista delle imminenti elezioni in Venezuela, si prevede anche un appello al rispetto della democrazia nel Paese di Nicolas Maduro. Il G7 (con 1.800 tra giornalisti e operatori accreditati) sarà infine l’occasione per incontri bilaterali. Le richieste a Meloni sono «moltissime», ma «i tempi sono quelli che sono»: subito dopo il vertice, confermano le fonti, la premier lascerà la Puglia per raggiungere la conferenza per la pace in Ucraina in Svizzera.

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