L’opposizione si presenta divisa proprio sui dossier strategic
La maggioranza trova una posizione comune sulle missioni internazionali. L’opposizione, per non essere da meno, ne trova cinque: una per ogni forza del centrosinistra, con divisioni profonde soprattutto sul sostegno all’Ucraina. È la fotografia emersa nell’Aula della Camera durante la discussione generale sulla partecipazione dell’Italia alle missioni internazionali. Oltre alla risoluzione della maggioranza sono stati presentati sei documenti: uno del Pd, uno del M5s, uno di Avs, uno di Azione, uno di Italia viva e uno di Futuro Nazionale. Il campo largo, almeno nella produzione di risoluzioni, dimostra una notevole efficienza; sulla linea politica comune, invece, il cantiere resta aperto.
Ucraina e Libia dividono il centrosinistra
La distanza più evidente riguarda il sostegno a Kiev. Per il Pd va autorizzata, tra le altre cose, la proroga della partecipazione nazionale alle iniziative Nato, Ue, di coalizione e bilaterali di supporto all’Ucraina. M5s e Avs chiedono invece di autorizzare, ad alcune condizioni, soltanto la missione Eumam a sostegno di Kiev, escludendo la «Nato Security Assistance and Training for Ukraine». Il campo largo, dunque, c’è, ma quando si passa alla politica estera ciascun partito preferisce portarsi dietro la propria cartina geografica.
Le divergenze proseguono sull’«European Union Border Assistance Mission» in Libia, che coinvolge personale della polizia di Stato: il Pd è favorevole, mentre M5s e Avs si esprimono contro. Azione e Italia viva presentano a loro volta documenti autonomi, completando un quadro nel quale l’unica posizione davvero condivisa sembra essere la necessità di non condividere la stessa risoluzione. La maggioranza, al contrario, autorizza tutte le missioni sul tavolo.
Pd, M5s, Avs, Azione e Italia viva arrivano così alla Camera con cinque documenti distinti. Sulle missioni internazionali l’alternativa al governo non ha ancora trovato una politica estera comune; in compenso, ogni partito può vantare la propria.
Futuro Nazionale, infine, chiede, tra le altre cose, di «interrompere con effetto immediato qualsiasi ulteriore cedimento, cessione e fornitura a titolo gratuito o oneroso di materiale di armamento, equipaggiamento militare, sistemi d’arma e mezzi da combattimento nei confronti delle autorità dell’Ucraina».




