Nuova ordinanza anti-movida, scatta la protesta: «Il lavoro non è un gioco»

Il Comune ha emanato il provvedimento a un’ora dall’entrata in vigore

Presidio fuori da Palazzo San Giacomo dei gestori dei locali colpiti dalla nuova ordinanza anti-movida, emessa ed entrata in vigore ieri sera. Uno dei titolari delle attività di via San Sebastiano, Salvatore Bellotti, si è incatenato a un albero in attesa di risposte, tenendo in mano un cartello: «Il lavoro non è un gioco. No alle ordinanze dell’ultimo minuto». La protesta, alla quale hanno preso parte anche altri gestori, tra cui Peppe e Giulio del Caffè dell’Epoca, conosciuto come Peppe Spritz, e Mauro Serino del Buco Pertuso, è stata pacifica e ha richiamato l’attenzione della Digos.

Nel confronto con gli agenti ci sono stati momenti di commozione e di pacata rabbia, mentre venivano ricordati gli incontri con l’amministrazione per giungere a compromessi sugli orari previsti dalle ordinanze e la fatica necessaria per portare avanti attività ormai gravate dai provvedimenti. «Siamo presidi di legalità – dichiara Peppe agli agenti della Digos –. Ieri sera abbiamo dovuto soccorrere tre ragazze vittime di una rapina, alle quali avevano rubato telefoni, portafogli e scarpe. Ho dovuto prendere a casa mia le scarpe di mia figlia per darle a loro». La protesta nasce per contestare la scelta dell’amministrazione comunale di emanare, senza preavviso, un’ordinanza destinata a entrare in vigore appena un’ora dopo, nella stessa serata.

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Il provvedimento, che coinvolge piazza Bellini e via San Sebastiano, è stato emanato dopo la stesa dello scorso weekend, durante la quale un giovane di 33 anni, dipendente di uno dei bar del centro storico, è stato ferito alla spalla da un proiettile di ritorno. Alcuni gestori dei locali, attraverso i canali social dell’associazione NAgorà, denunciano disorganizzazione e scarso preavviso e annunciano un presidio, convocando operatori, lavoratori e cittadini in piazza Bellini alle ore 21.30.

Le disposizioni della nuova delibera

Dopo le disposizioni del prefetto, che prevedono l’intensificazione dei servizi di vigilanza nelle aree interessate, tornano per quattro mesi le restrizioni già in vigore in altre zone, nello specifico in piazza San Domenico Maggiore, largo San Giovanni Maggiore, vico Quercia, Chiaia e in tutte le aree limitrofe. Resta ancora scoperta la zona di via Bellini, uno dei luoghi di ritrovo più frequentati da quando sono cominciate queste restrizioni a macchia di leopardo.

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Il nuovo provvedimento, in vigore fino al 29 novembre, prevede il divieto di vendita e somministrazione per asporto di bevande alcoliche e analcoliche dalle ore 22.30 alle ore 6.00 del giorno seguente, oltre a restrizioni sugli orari di chiusura. Impone, quindi, la chiusura all’1.00 dalla domenica al giovedì e alle 2.00 il venerdì e il sabato, con mezz’ora di tolleranza per le pulizie. La riapertura delle attività è consentita dalle ore 6.00. Alla scadenza dell’ordinanza, come previsto dalle nuove linee guida discusse in Consiglio comunale, verranno effettuati i rilievi dell’Arpac per verificare l’efficacia delle misure.

L’amministrazione dà il via alla fase di ascolto

Intanto, il Comune ha annunciato che fino al 6 agosto sarà aperta a tutti la possibilità di partecipare alla fase di ascolto per la nuova regolamentazione degli orari degli esercizi commerciali. Le aree interessate sono i Quartieri Spagnoli, il centro storico, Chiaia, il Vomero e Bagnoli. Tra le misure in valutazione per queste zone ci sono lo stop all’asporto dalla mezzanotte e la chiusura delle attività commerciali all’1.00 nei giorni infrasettimanali, alle 2.00 il venerdì e alle 3.00 il sabato. Chiunque sia interessato può inviare osservazioni e proposte sulle misure da adottare all’indirizzo [suap@pec.comune.napoli.it](mailto:suap@pec.comune.napoli.it), indicando le zone interessate e delimitando le aree incluse nelle proposte.

La mobilitazione dei gestori

Nonostante l’approvazione in Consiglio comunale delle linee guida per le future ordinanze, queste non sono state applicate nel caso del nuovo provvedimento su piazza Bellini. L’ordinanza, infatti, è stata emanata con un impianto sostanzialmente identico a quello dei provvedimenti già in vigore in altre aree della città, prevedendo una durata di quattro mesi.

Un’impostazione che si discosta dalle stesse linee guida, nelle quali è indicato che nessuna ordinanza dovrebbe avere una validità superiore a 30 giorni. E questo mentre è ancora in corso la fase di ascolto, con scadenza fissata al 6 agosto. Viene inoltre contestato il fatto che la nuova ordinanza per piazza Bellini sia arrivata senza alcun preavviso.

Un’ora di preavviso

«Basta», si legge nella nota diffusa sui social da NAgorà. «Un’ora di preavviso – prosegue, facendo riferimento alla tempistica della comunicazione del nuovo regolamento – per chiedere a centinaia di attività di cambiare il proprio lavoro, avvisare i dipendenti, gestire clienti, prenotazioni e fornitori. Così non si governa una città. Così si scaricano responsabilità su chi lavora. Ancora più grave è il totale silenzio delle istituzioni verso chi questa città la vive ogni giorno».

L’associazione fa riferimento anche all’episodio di venerdì, la stesa che ha coinvolto il 33enne Germano, ferito da un colpo di arma da fuoco mentre beveva una birra con i colleghi dopo il lavoro. «Da quanto ci risulta – si evidenzia nella nota –, Germano non ha ricevuto alcuna visita né ha avuto alcun confronto diretto, nonostante rappresenti una delle realtà maggiormente coinvolte da questo provvedimento. Il dialogo non può essere a senso unico».

«Da settimane – si legge ancora – denunciamo una narrazione che continua a trasformare bar e locali nel capro espiatorio di problemi molto più profondi. Oggi, oltre al merito dell’ordinanza, contestiamo anche il metodo: decisioni improvvise, nessun confronto e nessun rispetto per chi investe, crea lavoro e contribuisce ogni giorno a tenere vivo il centro storico.

«Noi continueremo a rispettare le regole e a chiedere che vengano rispettate da tutti. Ma pretendiamo lo stesso rispetto da parte delle istituzioni. Perché una città non si governa con provvedimenti dell’ultimo minuto. Si governa ascoltando».

Manfredi: «Su Bellini necessario un sistema di orari più restrittivi»

Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha risposto alle proteste degli esercenti. «Su piazza Bellini – ha dichiarato a margine del Consiglio comunale – c’è un contenzioso giudiziario, ci sono state diffide da parte di comitati di cittadini rivolte sia al Comune sia alla Prefettura e una serie di iniziative di tipo giudiziario. Su questo, considerando i rilievi dell’Arpac, la posizione della nostra Avvocatura è che si dovesse prorogare un sistema di orari più restrittivi, cercando di fare in modo che la situazione torni alla normalità, così da rientrare nel regime ordinario».

 

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