Napoli, al via gli abbattimenti a Taverna del Ferro: inizia l’opera di rigenerazione urbana

Quattro le fasi previste dal cronoprogramma per Taverna del Ferro

Gli abbattimenti a Taverna del Ferro prenderanno il via la prossima settimana. Inizia così l’opera di rigenerazione urbana proposta dal Comune di Napoli con l’obiettivo di trasformare «radicalmente» l’area attraverso la demolizione delle due ‘stecche’, le palazzine residenziali esistenti e la creazione di 28 edifici bassi energeticamente autosufficienti. L’intervento è finanziato per un valore complessivo di 106 milioni di euro, risorse provenienti da diverse fonti tra cui il Pnrr e il fondo Pon metro plus.

L’obiettivo è non solo migliorare l’aspetto fisico del quartiere, ma anche restituire agli abitanti «una casa dignitosa e un quartiere più vivibile, promuovendo un ambiente abitativo di qualità e favorendo un senso di comunità sostenibile e inclusivo».

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Taverna del Ferro, termine previsto per i lavori: 2027

Quattro le fasi previste dal cronoprogramma: nel 2024 si concentrerà sulla demolizione del terrapieno con le attrezzature sportive e i garage nord ed est, operazione che apre la strada alla creazione di nuovi spazi pubblici e al futuro posizionamento degli edifici residenziali; nel 2025 nella fase si procederà con la realizzazione dei primi 180 alloggi: gli abitanti della ‘stecca’ lato mare verranno trasferiti nei nuovi alloggi appena completati e trasferimento concluso, la palazzina esistente verrà demolita; nel 2026 si procederà con gli ulteriori 180 alloggi per poter procedere con la demolizione della palazzina lato Vesuvio; e infine nel 2027 si completerà il progetto con la realizzazione del parco lineare: orti urbani, spazio attrezzato per lo sport sull’area della stecca lato Vesuvio demolita, così da consegnare alla cittadinanza un quartiere più sostenibile, vivibile e accogliente.

Il progetto di rigenerazione punta a superare le criticità dell’attuale configurazione dell’insediamento di Taverna del Ferro. L’amministrazione comunale sottolinea che «la progettazione si è basata sull’interlocuzione diretta con gli abitanti di Taverna del Ferro», una fase di ascolto «attivo» iniziata già da circa due anni che «è parte integrante del processo progettuale e sarà portata avanti nelle fasi successive» perché – si evidenzia – «la partecipazione della comunità è fondamentale per assicurare che le nuove costruzioni e i servizi di prossima realizzazione rispecchino appieno le esigenze e le preferenze degli abitanti».

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Le caratteristiche

Gli edifici saranno distribuiti in isolati che incorporano spazi comuni condominiali: portierato sociale, palestra e sale riunioni al piano terra o in copertura. L’altezza media degli edifici varierà da 3 a 6 piani, con un unico edificio più alto di 7 piani. Tutti gli edifici sono classificati come NZEB (Nearly Zero Energy Building) per massimizzare l’efficienza energetica. Il piano terra degli edifici ospiterà un mix di funzioni, promuovendo scambio e interazione con il quartiere. Si prevede che questo spazio sia utilizzabile dai residenti per attività come assemblee, studio, lavoro condiviso e gestione degli spazi condominiali.

Tra le funzioni ospitate dal basamento vi saranno servizi locali e urbani erogati da associazioni, cooperative o imprese sociali. Infine, si promuoveranno servizi e attività commerciali. Il quartiere sarà dotato inoltre di piazze, aree gioco, cortili pavimentati, parcheggi alberati e un parco pubblico lineare. Il Comune evidenzia come tutto il progetto «è ispirato da un forte impegno verso la sostenibilità ambientale con l’obiettivo di aumentare la qualità ecosistemica dell’area».

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