MED Italy 2026: internazionalizzare le imprese campane per sostenere la crescita

Portare il Made in Naples sui mercati esteri senza perdere radici, identità e produzione. Alla Mostra d’Oltremare di Napoli, la seconda giornata di MED Italy 2026 ha acceso il confronto sul futuro internazionale delle imprese campane della moda.

La quarta edizione del salone internazionale dedicato alla moda, agli abiti da cerimonia, al prêt-à-porter, alle calzature e agli accessori, organizzata da Confesercenti Campania e Fismo, resterà in programma a Napoli fino a domani.

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La mattinata è stata aperta dal workshop «Dal cuoio ai nuovi materiali circolari: le frontiere del manifatturiero Made in Italy tra tradizione e innovazione». Davanti a espositori ed esperti del comparto sono intervenuti Claudia Florio, responsabile ricerca SSIP, Stazione sperimentale industria pelli, Giovanni D’Onofrio, ceo de «L’Officina chimica in movimento», e Filomena Sannino, event manager Milano F&J – The One.

Nel pomeriggio il focus si è spostato su «Internazionalizzazione, Export e Competitività delle Imprese», con gli interventi di Vincenzo Schiavo, Marco Cantalamessa di Simest, Giovanni Colucci, presidente Fismo Campania, e Gabriella Carlucci, ex deputata e imprenditrice del settore moda, che ha anche moderato il confronto davanti a decine di imprenditori.

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Schiavo: «Le imprese devono esprimersi nel mondo»

Per il presidente di Confesercenti Campania, Vincenzo Schiavo, la crescita del comparto passa dalla capacità di portare fuori dai confini nazionali la moda italiana e il Made in Naples. «Il compito di Confesercenti deve essere quello di dare alle imprese la possibilità di esprimere queste grandi capacità nel mondo», ha spiegato.

Schiavo ha richiamato il ruolo della fiera come strumento concreto per accompagnare le aziende sui mercati esteri. «Confesercenti si pone sempre nel segno di sostenere le nostre imprese, dando loro risposte concrete. Grazie a MED Italy contiamo di accompagnarle nel mondo».

Il presidente ha citato anche il dialogo con la Serbia, definendolo «una partita straordinaria». Sviluppare export e scambi commerciali con l’estero, ha aggiunto, significa offrire alle imprese «una vetrina importante nel mondo», soprattutto in una fase in cui le aziende italiane soffrono gli effetti della crisi internazionale. In questo quadro, ha concluso, MED Italy ha il merito di mettere insieme queste opportunità.

Gabriella Carlucci ha distinto con nettezza internazionalizzazione e delocalizzazione. «Internazionalizzare le nostre aziende della moda non significa che debbano essere delocalizzate», ha detto. L’obiettivo, secondo l’ex deputata e imprenditrice, è favorire le imprese oggi penalizzate dagli elevati costi dell’energia, dagli alti costi del lavoro e dalla pressione fiscale.

Carlucci ha poi indicato la Serbia come esempio di interlocutore con cui è già stato avviato un dialogo: dopo la guerra, ha spiegato, il Paese ha scelto di investire in aiuti economici destinati a chi va a investire sul suo territorio. Sono previsti incentivi sia per chi apre un’azienda in loco sia per chi forma lavoratori serbi, con lo Stato che paga i primi due anni ai dipendenti assunti da imprese straniere.

Strumenti finanziari, export e nuovi mercati

Molto apprezzato anche l’intervento di Marco Cantalamessa, dirigente Simest, che ha illustrato gli strumenti a disposizione delle aziende. «Il nostro compito è accompagnare le imprese lungo tutto il percorso di internazionalizzazione», ha spiegato, richiamando finanziamenti agevolati e contributi per l’export capaci di abbattere i costi del finanziamento.

Cantalamessa ha sintetizzato così il ruolo di Simest: sostenere le imprese italiane attraverso una serie di strumenti finanziari. Nel portafoglio, ha ricordato, ci sono circa 16mila imprese accompagnate in circa 120 Paesi, con una mobilitazione di circa 10 miliardi l’anno.

Giovanni Colucci, presidente Fismo Napoli, ha posto l’accento sulle difficoltà del settore moda legate ai tanti problemi internazionali. «Contiamo di dare una mano alle aziende», ha detto, indicando tra le misure anche micro-finanziamenti da 50mila a 200mila euro per gli under 35, con il 70% a fondo perduto, insieme a Confesercenti. Per Colucci, MED Italy permette di discutere opportunità utili ad allargare il mercato internazionale delle imprese.

Soddisfatto per il secondo giorno di fiera anche Fabio Ridolfi, event manager di MED Italy e coordinatore Fismo Napoli. «Abbiamo iniziato questo progetto nel 2023 con l’obiettivo di sviluppare la moda campana e internazionalizzarla», ha dichiarato. Dopo quattro anni, ha aggiunto, l’obiettivo si sta concretizzando: i buyer sono in aumento e MED Italy sta diventando un riferimento per il Sud e per l’intero Paese, anche grazie al sostegno della Regione Campania.

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