Berlusconi: Una sentenza del tribunale civile di Milano ribalta la Cassazione e la storia politica di questi anni

Diciamocela tutta, la registrazione – anticipata lunedì nella trasmissione di ‘Quarta Repubblica‘ e pubblicate ieri mattina dal ‘Riformista‘ – del relatore del provvedimento in Cassazione, il magistrato Amedeo Franco, per il quale il collegio giudicante che emise la la sentenza «fu un plotone d’esecuzione», che l’ex premier Berlusconi fosse stato «trattato ingiustamente» e «condannato a priori», e tutta la vicenda fosse stata «guidata dall’alto» non rappresentano di certo uno scoop.

Silvio BerlusconiAnzi, il sospetto che dietro quella sentenza di conferma della condanna a 4 anni, nel processo Mediaset contro Berlusconi, per frode fiscale ci fosse qualcosa che non brillasse assolutamente per trasparenza, aveva cominciato a circolare nel momento stesso, in cui il collegio feriale della Cassazione presieduto da Antonio Esposito l’aveva emessa, il 1 agosto del 2013.

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Un sospetto che, dopo queste intercettazioni e, ancora di più, dopo che il tribunale civile di Milano l’ha smantellata pezzo per pezzo, arrivando alla conclusione che in quella occasione non ci fu alcuna frode fiscale. Tanto più che in quel periodo Berlusconi, in quanto presidente del Consiglio non s’occupava più di Mediaset e ancora meno di acquisto di film e della dichiarazione dei redditi della società.

Anche se, però, non rappresenta uno scoop, le parole di Amedeo Franco, gettano ombre inquietanti tanto sulla politica italiana, quanto sulle interferenze con cui che la parte più ideologizzata della magistratura ha cercato manipolarla per i propri interessi era diventato evidente da tempo.

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Che quella sentenza – tra l’altro, l’unica di condanna su 70 processi subiti e finiti con archiviati, assoluzione e prescrizioni – abbia avuto conseguenza pesantissime, cambiando il corso della storia parlamentare di questo Paese è fuori discussione. Basta ricordarsi che fu proprio quel provvedimento che, nel novembre dello stesso anno, consentì alla sinistra di dichiarare – per altro sulla base in una normativa, la Severino, utilizzata in maniera retroattiva, evento mai verificatosi per chicchessia nè prima, nè dopo il fondatore di FI – la decadenza del cavaliere Berlusconi dal Senato e che, nel marzo successivo, ne permise la conferma dell’interdizione dai pubblici uffici per due anni.

Senza parlare dell’umiliazione della condanna ai servizi sociali. Comincia da quel momento il crollo di Forza Italia che, in quel momento, viaggiava oltre il 21% dei consensi e quella deriva antidemocratica di cui sinistra e grillini hanno approfittato al meglio. Ma che, per la loro inadeguatezza, stanno sperperando. Per fortuna del Paese, degli italiani e della democrazia.

Purtroppo, il giudice Amedeo Franco – che nel 2013 rifiutò di firmare le motivazioni è morto, ma le sue parole registrate, insieme alla sentenza del Tribunale Civile di Milano che ha ribaltato le tesi dell’accusa dell’agosto 2013, sono state inviate alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, dov’è in atto il ricorso di Berlusconi contro quella condanna.

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