Appalti pubblici a Pozzuoli, il gip: uno spaccato di disinvolto malaffare radicato al Comune

Presunte irregolarità anche in Puglia e Calabria

«È emerso uno spaccato di disinvolto malaffare radicato intorno al comune di Pozzuoli e in altri luoghi per assicurare corsie preferenziali nell’aggiudicazione di appalti pubblici». Sono eloquenti le parole che il gip di Napoli Antonio Baldassarre, usa nell’ordinanza con la quale oggi ha disposto 11 misure cautelari, notificate dalla Guardia di Finanza e dalla Squadra Mobile di Napoli nell’ambito di un’indagine che ha portato in carcere Nicola Oddati, all’epoca dei fatti componente della Direzione Nazionale del Pd e attualmente dirigente della Regione Campania, l’ex sindaco di Pozzuoli (Napoli) Vincenzo Figliolia, Giorgio Palmucci, ex presidente di Enit e l’imprenditore puteolano Salvatore Musella.

Tutto ruota sulle intercessioni e le agevolazioni messesi in moto – secondo gli inquirenti – per l’assegnazione dell’appalto per la realizzazione e la gestione di un importante complesso turistico alberghiero che doveva sorgere sull’Antica Rocca della città puteolana. Dall’attività investigativa sono poi emerse altre presunte irregolarità relative all’assegnazione di appalti anche in Puglia e Calabria, sempre attraverso il presunto interessamenti di figure politiche. L’aggiudicazione degli appalti, che ha coinvolto «innanzitutto l’imprenditore Musella», «avveniva – scrive ancora il giudice – attraverso corsie preferenziali anche in cambio di tornaconti personali importanti per chi si adoperasse per garantire tali risultati».

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Le perquisizioni della Guardia di Finanza e della Squadra Mobile risalenti all’aprile 2022 hanno consentito di bloccare le presunte procedure illecite: l’appalto, infatti, venne revocato dalla nuova Giunta di Pozzuoli, revoca poi confermata anche dal Tar.

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