Manovra, il ministro Giorgetti: «Tutela dei redditi medi e rigore sui conti»

Il titolare dell’Economia avverte: «Ultima rottamazione»

Giancarlo Giorgetti rivendica la «politica di bilancio responsabile», portata avanti in un «quadro incerto» a livello globale e la «tutela dei redditi medi» operata attraverso il taglio della seconda aliquota Irpef proposte con la Manovra. Un testo in cui le «misure quantitativamente più rilevanti» sono sul potere d’acquisto.

In due ore di audizione in Senato, di fronte alle Commissioni Bilancio congiunte, il ministro dell’Economia ha chiarito che sui temi più discussi finora – contributo da parte delle banche, tassazione dei dividendi e cedolare secca sugli affitti brevi – il Parlamento è sovrano e può scegliere di apportare dei correttivi alle norme, a patto che venga prestata «una significativa attenzione agli effettivi cronoprogrammi della spesa».

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«Misure quantitativamente più rilevanti sul potere d’acquisto»

Ieri sono arrivati diversi appunti al testo. Per l’Ufficio parlamentare di bilancio dal taglio dell’Irpef arriveranno in busta paga 408 euro ai dirigenti e solo 23 agli operai. Mentre l’Istat annota che il «90% delle risorse» per il taglio del cuneo saranno «destinate alle famiglie più ricche». E che salgono a 5,8 milioni le persone che rinunciano a curarsi. Secondo Bankitalia, le misure a sostegno del reddito «non comportano variazioni significative delle disuguaglianze».

La Banca d’Italia ricorda inoltre che la rottamazione, prevista nel testo, «in passato non ha accresciuto l’efficacia nel recupero di gettito». Il bonus mamme – 60 euro mensili – stima Istat interesserà «circa 865mila lavoratrici, un quarto delle lavoratrici con figli» e il beneficio medio annuo individuale sarà di quasi 660 euro, per un costo totale di circa 570 milioni. La norma sui dividendi delle holding potrebbe essere rivista.

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Giorgetti apre a modifiche: «Ci rendiamo conto che ha dei problemi»

Forza Italia preme in questa direzione: si ipotizza un credito d’imposta per evitare la doppia tassazione e il rischio di fuga di capitali, lo stesso Giorgetti ammette: «Ci rendiamo conto che ha dei problemi, siamo al lavoro per cercare di trovare delle soluzioni». Quanto all’aumento dal 21% al 26% della cedolare secca sugli affitti brevi, il titolare del Mef chiarisce: «Siamo intervenuti sugli immobili affittati come B&B, non crediamo di aver danneggiato nessuno che vive nella propria abitazione. C’è da fare una riflessione sul fatto che nel corso degli anni un sistema ha prodotto un vantaggio relativo nell’affittare a turisti rispetto che a famiglie che hanno esigenze abitative. Ci sono altre soluzioni? Siamo assolutamente disponibili a valutarle».

Il ministro mette un punto: «Questa è l’ultima rottamazione»

La Lega chiede di ampliare il perimetro della platea di coloro che potranno aderire alla rottamazione quinquies con cartelle per 8 anni e 54 pagamenti bimestrali. Non ci sarebbero risorse sufficienti. Giorgetti ricorda: «Espandere la rottamazione come chiede la Lega richiede probabilmente una copertura. Voglio vedere la copertura che c’è». Poi sottolinea: «Questa è l’ultima» rottamazione. «È una spalmatura – argomenta – non pensiamo di perdere gettito, viene distribuito in modo diverso. La norma è volta a quelle imprese che non ce la fanno a continuare l’attività se dovessero onorare tutto il debito in modo immediato. Diamo un po’ di fiato a chi in questo momento ha difficoltà».

Il nuovo prelievo richiesto alle banche continua a far discutere all’interno della maggioranza. Giorgetti sottolinea: «Un importante contributo al finanziamento della Manovra viene dal settore bancario e assicurativo, che forniranno risorse pari a circa 10 miliardi nel triennio. Un impatto assorbibile, alla luce della solidità e della profittabilità del nostro sistema bancario, al quale ha contribuito anche la linea di rigore sui conti pubblici adottata da questo Governo».

Difesa e opposizioni, il confronto si accende

In materia di aumento dei fondi per la difesa, Giorgetti fa sapere che il Governo agli inizi del prossimo esercizio finanziario «informerà il Parlamento circa le prospettive della spesa militare nel corso del prossimo triennio e qualora se ne ravvisasse la necessità, l’Italia potrebbe valutare anche l’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale».

Le opposizioni criticano il testo sostenendo che non guarda alla crescita, favorisce le fasce di reddito più alte e che accantonerebbe risorse per poter chiudere anticipatamente la procedura Ue per deficit eccessivo e impiegarle sul settore della difesa. «Il taglio dell’Irpef del governo Meloni è un regalo ai più ricchi, una misura che aumenta le disuguaglianze e ignora il Paese reale», incalza il capogruppo Pd in Senato Francesco Boccia. Mentre per il capogruppo 5 Stelle Stefano Patuanelli ironizza: «Volevo tradurre il suo intervento per le forze di maggioranza: “stampate gli emendamenti su carta morbida, così potete soffiarvici il naso, perché non ci sono spazi per fare niente”».

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