Omicidio di Giulia Tramontano, la Procura: Impagnatiello subito a processo

La famiglia della vittima pronta a costituirsi parte civile nel processo

A poco più di cinque mesi dal delitto, la Procura ha messo in fila tutti gli elementi raccolti contro Impagnatiello, difeso dai legali Giulia Gerardini e Samanta Barbaglia, e ha deciso di chiedere un rito che consente di saltare l’udienza preliminare e arrivare dritti al dibattimento dove l’indagato sarà alla sbarra per rispondere di omicidio volontario aggravato, occultamento di cadavere e interruzione di gravidanza non consensuale.

Impagnatiello, che aveva una relazione parallela con una collega di lavoro, ha ucciso la compagna a coltellate, le prime inferte nella zona del collo, poi ha continuato a infierire senza che la compagna riuscisse a difendersi. Trentasette coltellate tutte nella carne viva. Quindi ha cercato di disfarsi del corpo: prima ha tentato di dargli fuoco nella vasca da bagno, poi ha provato a nasconderlo in un box quindi lo ha abbandonato, avvolto in cellophane e sacchetti di plastica, in via Monte Rosa, a meno di 700 metri da casa. Un piano eseguito tutto da solo, secondo quanto confessato e ricostruito dagli investigatori.

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Un omicidio crudele e premeditato, come dimostrano le ricerche via web e il ritrovamento di alcune bustine di veleno per topi, sostanza tossica somministrata più volte all’ignara 27enne e trovata anche nel feto. Rappresentata dall’avvocato Giovanni Cacciapuoti, la famiglia di Giulia, uccisa dopo poche ore dell’incontro con l’amante di Impagnatiello, è pronta a costituirsi parte civile nel processo, scelta che verrà tentata anche dal Comune di Senago.

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